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I mostri in mostra, viaggio nella fantasia di Borges

Per la prima volta in Italia viene presentato il progetto La Stanza dei Mostri di Alessandro Ceresoli. La mostra, che aprir?? il 15 maggio, rende omaggio all'artista romanese di nascita che ha maturato il suo percorso artistico tra Milano e Berlino, dove attualmente vive e lavora. L'installazione dell'artista ?? ispirata dalla lettura appassionata del Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges.

Per la prima volta in Italia viene presentato il progetto La Stanza dei Mostri di Alessandro Ceresoli.
La mostra voluta dal Comune di Romano di Lombardia e dalla Banca di Credito Cooperativo di Calcio e Covo, rende omaggio all’artista romanese di nascita che ha maturato il suo percorso artistico tra Milano e Berlino, dove attualmente vive e lavora.
L’installazione dell’artista, rappresentato dalla galleria Francesca Minini di Milano, è ispirata dalla lettura appassionata del Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero.
La Stanza dei Mostri, composta da 83 disegni che illustrano le creature fantastiche descritte nel testo, sarà visitabile dal 15 maggio al 14 giugno, presso la sede romanese della Banca. La mostra, curata da Stefano Raimondi, è accompagnata da un ricco catalogo bi-lingue in italiano e inglese con testi della critica francese Fanny Gonella e del curatore.
Dal libro all’immagine, dall’immagine al libro: i visitatori potranno tracciare un “identikit” dei mostri, sfogliando le pagine del “Manuale di Zoologia Fantastica” edito da Einaudi, distribuito gratuitamente al pubblico.
In parte Mostro, in parte Meraviglia, la creatura fantastica viaggia oltre le barriere dell’universo possibile popolando l’immaginario umano dalle origini e trova nelle mitologie di tutto il mondo, dalle "Mille e una notte" al "Talmud", da Omero ad Erodoto, il suo habitat naturale. La raccolta di questa straordinaria miscellanea di animali di fantasia concentra in un unico luogo le qualità inventive d’Oriente e d’Occidente, uniti dall’universale linguaggio della fantasia. Decidere d’illustrare un testo come il manuale di zoologia fantastica è come isolarsi dentro la Storia, nei sogni, nelle invenzioni dell’umanità, abbracciando i sogni e le visioni che appartengono alla tradizione popolare mondiale.
La stanza è composta da 83 disegni, come le creature fantastiche descritte nel libro. I disegni sono eseguiti con pennarelli di colore nero di diverse tipologie. Accostando e sovrapponendo strati di inchiostro, saturando il foglio di pigmento e lavorandoci per diverso tempo, i neri reagiscono tra loro, risultando diversi e unici. Risaltano ed emergono così le differenti tonalità, proprie di ogni nero. Il disegno è reso leggibile solo grazie alle differenze minime di pigmento contenuto negli inchiostri. Alessandro Ceresoli lavora come un miniaturista con la storia e fuori dalla storia, tra oblio e memoria, fissando in nero la millenaria tradizione fantastica dell’umanità. Solo una reazione chimica della stratificazione dei neri (e della storia) riporta alla luce la chimica del sogno e dell’immaginazione di creature straordinarie, dalla Chimera alla Manticora, da Garuda al Centauro. I disegni ambiscono al monocromo, e a tutto il valore che il monocromo include come atto estetico estremo. Le opere di Ceresoli invitano il visitatore ad avvicinarsi: la vicinanza all’opera è necessaria per svelare, in controluce, mitologiche figure, liberare i mostri dalla storia, dalle pagine della miscellanea fantastica di Borges. La lettura di queste unicità all’interno del disegno porta l’attenzione su una visione sensibile, emozionale. Allora, come suggerisce il curatore Stefano Raimondi, analizzando l’amore per il nero di Ceresoli e l’ossessione degli specchi di Borges, “è bene che lo spettatore si munisca di uno specchio nero, utilizzato nelle predizioni per vedere nel mondo paranormale, per immergersi completamente nella stanza dei mostri” .

 

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