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Aggredito, si risveglia dal coma, la famiglia: lo Stato dia un segnale

La famiglia di C. M., l’operaio di 25 anni vittima di sette coltellate da parte dell’aggressore di una ragazza che aveva cercato di difendere, chiede un gesto forte alle istituzioni. "Il suo è stato un gesto da encomiare, da medaglia d'oro: serve un vitalizio a questo sfortunato ed eroico ragazzo. Capiamo il dolore della famiglia dell'aggressore".

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La famiglia di C. M., l’operaio di 25 anni vittima di sette coltellate da parte dell’aggressore di una ragazza che aveva cercato di difendere, chiede un gesto forte alle istituzioni, allo Stato. Il giovane operaio, che ha avuto la sola colpa di difendere chi si trovava in difficoltà, si è risvegliato dal coma, come riporta oggi (23 aprile) il Giornale di Bergamo. Ma con ogni probabilità resterà paralizzato. Ma la famiglia non vuole accettare questa situazione e negli ultimi mesi ha contattato rappresentanti politici, amministratori, uomini delle istituzioni.
Angelo, così vogliamo chiamarlo in questo momento, è uscito dal coma e nella migliore delle ipotesi recupererà il 35 per cento delle sue capacità motorie – spiega un portavoce della famiglia -. In Italia si danno tante medaglie d’oro: una spetta sicuramente a lui. Le istituzioni devono dare un segnale forte, sia attraverso un encomio, sia dando un vitalizio a questo sfortunato ed eroico ragazzo. Il suo gesto non deve essere dimenticato, ma deve servire, invece, come raro esempio in un mondo che spesso sembra aver perso i valori più importanti come la solidarietà e l’altruismo”. Un altruismo e una spinta di solidarietà che la famiglia sembra voler dimostrare, superando ogni limite, ovvero tendendo la mano alla famiglia dell’aggressore: “Sappiamo che ci sono tre famiglie colpite dal dolore: c’è la nostra, quella della ragazza aggredita e quella dell’aggressore che rischia tantissimi anni di carcere. Siamo vicini a tutti, perché conosciamo bene il dramma che stanno vivendo”.
I fatti nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio, in piazza Conte Sforza, a Torre de’ Roveri. C. M., 25 anni, aveva visto una ragazza di 27, P. D., scappare dal suo ex fidanzato, L. G. V., trasformatosi in aggressore, che già aveva alzato le mani sulla giovane donna mostrandole anche un coltello a serramanico. L’operaio non ci aveva pensato due volte e si era messo in mezzo, sperando di riuscire a calmare la situazione. Ma la furia di L. G. V., 26enne di Grassobbio, gli si era scatenata contro: calci pugni e sette coltellate, con lesioni profonde al collo e al midollo spinale. L’aggressore è ancora in carcere. La vittima ha riaperto gli occhi, ma la famiglia chiede aiuto e certezze alle istituzioni.

La prima cronaca dell’aggressione su Bergamonews

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Commenti

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  1. Scritto da uno della Nord

    GRANDE RASTO’ PIU BELLA NOTIZIA DI QUESTA NON ESISTE STENTO A CREDERCI NON MI SEMBRA VERO,,,,,, CIAO GIGANTE BUONE TI ASPETTIAMO PRESTO IN CURVA!

  2. Scritto da pippo1907

    sicuramente non sarà più come prima la tua vita ma da vero ultras della dea mola mia rastò la tua curva ti aspeeta!!!!!!!