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Phoenix, lavoratori in sciopero contro i licenziamenti

Nello stabilimento della Phoenix International spa di Verdello lavorano 180 persone. Mercoledì mattina si sono riunite in assemblea e lì hanno deciso di scioperare per protestare contro la mancata contrattazione aziendale.

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Nello stabilimento della Phoenix International spa di Verdello lavorano 180 persone. Questa mattina si sono riunite in assemblea e lì hanno deciso di scioperare. La protesta si è svolta dalle 10.30 alle 11.30 (e lo sciopero si ripeterà per un’ora alla fine di ciascun turno). Nell’azienda metalmeccanica, che produce matrici per stampi, è già in corso (e durerà fino al 13 giugno prossimo) una cassa integrazione ordinaria che sta coinvolgendo a rotazione una sessantina di dipendenti. In Lombardia i gruppo possiede un altro stabilimento a Paderno (Brescia): la situazione è difficile anche per i 110 lavoratori in organico in quel sito.
Un paio di settimane fa la Phoenix ha convocato le organizzazioni sindacali di categoria FIOM e FIM di entrambi siti produttivi per comunicare che avrebbe messo in discussione la contrattazione aziendale dei lavoratori, cioè premi e quattordicesima, e che avrebbe messo in esubero parte dei lavoratori a causa del calo degli ordinativi e per la cattiva situazione finanziaria in cui verserebbe l’azienda.
“In sostanza propongono di rendere variabili i premi fissi e la quattordicesima, cioè di legarli al raggiungimento di obiettivi che, di questi tempi, non verranno raggiunti” spiega Giovanna Roncelli della FIOM-CGIL di Bergamo. “Far dipendere parte del salario dai risultati aziendali, quando gli accordi presi erano invece altri, significa impedire che i premi vengano davvero erogati. Significa, cioè, mettere mano nelle buste paga di lavoratori che già sono in sofferenza per salari ridotti dalla cassa integrazione. I premi, tra l’altro, proprio perché calcolati sui giorni lavorati, sono già più bassi di quanto dovrebbero, proprio a causa della cassa. Come se non bastasse, si parla anche di esuberi. Riteniamo che la strada che l’azienda vorrebbe imboccare sia una proposta irricevibile perché i lavoratori sono già ora penalizzati. Creare ulteriori disagi è improponibile. Ci rendiamo conto della situazione di calo di fatturato dell’azienda, ma i tempi sono difficili per tutti. Le aziende, proprio perché vivono difficoltà comuni, devono rendersi conto che ricoprono anche un ruolo sociale e non è pensabile che tutte cerchino di ricorrere ai licenziamenti per risolvere i loro guai. È, invece, necessario che si cerchi di utilizzare ogni ammortizzatore sociale disponibile prima di arrivare a soluzioni estreme”.
“E’ condivisibile la reazione dei lavoratori. Ancora una volta si può vedere come tante imprese tentino di scaricare la crisi direttamente sulle spalle dei lavoratori” aggiunge Mirco Rota, segretario generale provinciale della FIOM-CGIL. “Per noi non è per assolutamente concepibile che la via d’uscita passi attraverso la riduzione dei diritti e delle tutele dei lavoratori”.
Il prossimo incontro fra le parti è in programma venerdì prossimo alle ore 9.00.

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Commenti

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  1. Scritto da Cristina

    In Italia non esiste la libertà di licenziamento ! Vate valere i vostri diritti !

  2. Scritto da spider e piane

    Tanti anni fa ho lavorato in quello stabilimento,
    quando a capo di tutto c’era uno dei soci proprietari (Schiavon, un po’ particolare ma schietto) le cose filavano bene.
    Dai in mano le aziende a questi manager tutti chiacchere e distintivo e questo e’ il risultato.

  3. Scritto da erosione filo

    bravo. ankio ho lavorato con schiavon. parole sante le tue!