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Bergamo al centro del risiko immobiliare di Antonio Di Pietro

Il Giornale pubblica un articolo che fa le pulci al leader dell'Italia dei Valori. In particolare, il cronista racconta degli immobili acquistati negli ultimi anni dall'ex pm. Il caso pi?? interessante riguarda un appartamento di 178 metri quadrati di via Locatelli comprato a "soli" 210 mila euro.

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Questo articolo, a firma Filippo Manti, è stato pubblicato su Il Giornale del 22 aprile 2009.

Districarsi nel risiko immobiliare di Antonio Di Pietro da Curno a Bruxelles, passando per Bergamo, Montenero di Bisaccia e Roma, non è facile, né tantomeno è semplice capire come ha fatto l’ex pm a spendere 4 milioni di euro tra il 2002 e il 2008 per comprare e rivendere nove immobili come una società di real estate attraverso la società di famiglia, la famosa An.to.cri. e i soldi del finanziamento pubblico destinati al partito ma gestiti dall’associazione Italia dei Valori di cui Di Pietro è saldamente il sovrano assoluto.
Il caso più interessante è l’immobile dell’Inail di 178 metri quadri comprato a un prezzo stracciato, meno di 210mila euro. Si tratta di un appartamento in via Locatelli 29 (terzo piano, interno 12) a Bergamo, acquistato per una miseria grazie alle cartolarizzazioni (la vendita di immobili di proprietà per fare cassa) dell’ente previdenziale. Peccato che qualche anno prima Di Pietro, come ha già documentato il Giornale
, aveva presentato un disegno di legge (numero 3555, lui unico firmatario) finalizzato a sfruttare il patrimonio Inail a favore degli invalidi dal lavoro, contro una dismissione selvaggia che avrebbe gonfiato le casse dell’ente ma lasciato senza un tetto chi ne aveva bisogno. Poi cambiò idea. Forse perché (siamo nel 2004) l’Inail aveva messo all’asta un immobile che a lui faceva gola. Forse per non far brutta figura ecco l’idea: un prestanome. Non un signor nessuno, bensì Claudio Belotti: compagno della tesoriera dell’Italia dei Valori, Silvana Mura e membro del Cda (come la Mura) della famosa An.to.cri della famiglia Di Pietro.
All’asta bandita dalla società Scip-Inail Belotti offre 204.085 euro, come cauzione ne deposita 20mila e rotti, il 10%. Il Tar di Brescia (ordinanza 1884/2004) boccia la proposta e assegna l’appartamento alla Bergamo House Unipersonale Srl, seconda aggiudicataria. Belotti fa ricorso al Consiglio di Stato. All’udienza dell’11 gennaio 2005 non si presenta nessuno. Né il vincitore della casa, né l’Inail né l’Avvocatura di Stato. Reclamo accolto e casa aggiudicata a Belotti.
Ma forse sarebbe dovuta andare diversamente, se solo il giudice fosse stato a conoscenza dell’escamotage che avrebbe «consegnato» di lì a poco l’immobile al Di Pietro appena rieletto parlamentare, e dunque amministratore pubblico. La legge è chiara: l’articolo 1471 del codice civile recita: «Non possono essere compratori, nemmeno all’asta pubblica, né direttamente né per interposta persona, gli amministratori dei beni dello Stato». L’11 aprile 2006 (Di Pietro è deputato da un giorno), l’atto di compravendita non era ancora stato trascritto sui registri pubblici immobiliari. Sarebbe bastato un semplice controllo per verificare che all’atto dell’acquisto, essendo la società An.to.cri riconducibile all’ex pm nuovamente deputato, la compravendita andava annullata. Visto che anche al momento di stipulare l’atto è pure Di Pietro che paga, con cinque assegni. Non Belotti, che pure tanto si era battuto per tutelare i suoi interessi.
Oltre all’immobile comprato a un prezzo scontatissimo dall’Inail, l’ex pm a Bergamo ha trovato casa per i suoi figli: 190 metri quadri in via dei Partigiani, più un immobile e un altro piccolo appartamento di 48 mq (entrambi comprati formalmente dalla moglie) in via Pradello, 27. A Milano, in via Felice Casati, Di Pietro possiede un appartamento di 190 metri quadri, acquistato nel 2004 per 620mila euro dalla società An.to.cri. E sempre nel capoluogo lombardo l’ex pm ha comprato due anni fa un appartamento di 60 mq alla figlia in piazza Dergano. L’abitazione da 300 metri quadrati a Busto Arsizio è stata girata al partito. Anche a Bruxelles, durante il suo mandato da europarlamentare, il leader Idv ha pensato di fare un altro affare, acquistando un bilocale per una cifra mai resa nota.
Dal Belgio ci si sposta in Bulgaria, dove l’ex alleato di Veltroni si è messo a fare business attraverso la società Suko, costituita a Varna e di cui Di Pietro è socio al 50%. A Roma Di Pietro ha comprato nel 2002 un elegante quarto piano in via Merulana: otto vani, per un totale di 180 metri quadrati, pagato circa 650mila euro. L’immobile di dieci vani (da 190 metri quadrati) in via Principe Eugenio a Roma è stata – stando al bilancio 2005 dell’Idv – anche la sede nazionale di rappresentanza politica del partito, fino al giorno prima ubicata in via dei Prefetti 17. Nella natìa Montenero di Bisaccia, Di Pietro ha ceduto al figlio Cristiano un’attico di 173 metri quadrati, poi ampliati a 186 metri quadrati e 16 di garage grazie al condono edilizio del 2003. Costo dell’operazione: 300mila euro. A lui rimangono comunque 33 «frazionamenti», pari a 16 ettari di proprietà, ereditati o acquistati da parenti e familiari. Dove scorrazzare con la trebbiatrice, d’estate…

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Commenti

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  1. Scritto da mario59

    Certo che la politica è proprio strana… ricordo bene quanto Di Pietro era osannato dai leghisti, quando fece tremare il baraccone della DC di Forlani, DeMita, Gava, ecc.. e del PSI di Craxi amico intimo del nano con la testa d’asfalto.. oggi la lega alleata con il nano si schiera contro lo stesso Di Pietro che è rimasto con le stesse idee di 15 anni fa.
    Risultato evidente… il testa di moquette si è comprato anche la lega e tutti i suoi seguaci.
    Se Di Pietro ha commesso reati venga indagato.

  2. Scritto da Antonio T.

    fuori tema il 16.

  3. Scritto da Michele Forchini

    Se per stare con Berlusconi devi essere figlio di qualcuno del suo entourage (es. commercialista, dottore ecc…), con Di Pietro devi essere suo parente

  4. Scritto da Maurizio

    Dato che la cosa è vecchia e già fatta presente da mesi,perchè non vi andate a leggere la replica ben circostanziata fatta dall’interessato a Del Pietro, altra perla del nostro giornalismo

  5. Scritto da S.

    Si ma la fonte è il Giornale, non mi fido per niente di un quotidiano che non ha mai avuto obbiettività da quando è nelle mani del nano…
    e poi vogliamo sapere come tentorio ha avuto la sua sede per le elezioni…
    per Fn bergamo…voi la vostra sede non la dovete al sig. macconi o aspalio come si fa chiamare..siete anche voi nello stesso calderone…quindi per cortesia basta evitate di parlare che magari fate un figura migliore!!!!

  6. Scritto da ex elettore

    Il Giornale a chi appartiene?

  7. Scritto da cuìn

    di pietro è specializzato nel vincere cause contro il giornale, ricordo un po’ di anni fa….

  8. Scritto da FN BERGAMO

    Sig.re S.: la nostra sede la dobbiamo alle nostre buste paga compresa quella del Sig. Astipalio

  9. Scritto da iva

    Giusta considerazione 6.8, indicativo:)

  10. Scritto da Anarchopunk

    FN vorrei la vostra opinione libera, romana e vaticana sulla vita nella città di Bergamo dopo le ore 19:00
    Alla chiusura della bottega, coda fino a casa, striscia la notizia e via
    al solito percorso di casa, lavoro e chiesa. Una noia mortale.
    La Bergamo viva manifesta Venerdì prossimo alle 22:00 davanti
    al locale temporaneamente chiuso ‘Daragi’ per una città un pò più in movimento ed un pò meno ospizio… perché non tutti spolveriamo il busto a casa la sera.

  11. Scritto da Luciano

    Non sono un particolare estimatore di Di Pietro, e meno ancora degli sciacalli, e non vedo la notizia.
    C’è un appartamento in vendita, uno lo compera, e lo paga quanto regolarmente richiesto.
    Dov’è il problema?
    Se penso poi che questi Torquemada convivono tranquillamente con i conflitti di interesse del loro capo di Arcore, provo una pena infinita.
    Chi ha ragioni le usa, chi non le ha si arrabatta, e chi è sporco cerca di infangare gli altri.
    E questa è un’altra conferma.

  12. Scritto da LIMONCELLO

    RESISTI DI PIETRO NE DOVEVI MANDARE IN GALERA DI PIU’DI MARIUOLI LECCHINI E’ RUFFIANI .

  13. Scritto da S.

    Fn…non mi risulta proprio quello che dice…ma aspetto che lei porti le prove di ciò che afferma…a me risulta altro!!!

  14. Scritto da Luther Blissett

    Alcuni degli immobili Di Pietro li ha comprati proprio con i soldi di risarcimento per diffamazione versatigli dal Giornale (di Berlusconi).
    E’ tutto qui nero su bianco: Gestione dei finanziamenti, Rimborsi elettorali, Tutti gli immobili, La società Antocri
    http://www.antoniodipietro.com/2009/01/calunnie_solo_calunnie.html
    Quanti politici sono così trasparenti?

  15. Scritto da ANNA

    CHE VERGOGNA !!!!!!
    MA NON E’ IL LEADER DELLITALIA DEI VALORI ???????

  16. Scritto da Maury

    No, non dell’Italia dei valori , questo è il leader dell’Italia dei Malori….
    predica bene ma razzola male…come tutti i politici d’altronde

  17. Scritto da FN BERGAMO

    Ops… il giacobino giustizionalista è caduto
    Stesso sistema stessa …

  18. Scritto da FN BERGAMO

    l’insonorizzazione dei locali.
    Ci vuole, inoltre, un pò di senso civile nell’uscita dai locali.
    Ripeto la cosa è complessa e non può essere risolta nell’immediato
    Ho 19 anni, bevo birra e canto brillo fuori dai pub…
    Ma è pur vero che con ogni probabilità che tra qualche anno… sposato e con i bambini che si svegliano alle 3 di notte… aprirei la finestra e tirerei sassi contro il brillo di 19 anni che canta di sotto…