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Kebab aperti fino alla una ma solo se “silenziosi”

Lo ha deciso il Consiglio Regionale che ha approvato la nuova legge che regolerà questo tipo di attività. Dovranno essere rispettate le norme igieniche, di sicurezza e di inquinamento acustico

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Kabab e gelaterie potranno restare aperti fino alla una di notte ma non potranno "disturbare".  Lo ha deciso il Consiglio Regionale approvando la legge che andrà a regolare le attività artigianali di vendita di prodotti alimentari destinati all’immediata consumazione come gelaterie, pasticcerie, pizzerie d’asporto, piadinerie, rosticcerie.
Le imprese artigiane di produzione e trasformazione alimentare che effettuano vendita diretta al pubblico per l’immediata consumazione, d’ora in poi potranno effettuare tale attività solo se accessoria alla produzione e alla trasformazione. L’attività dovrà essere svolta nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, di sicurezza e di inquinamento acustico e nel rispetto delle prescrizioni sugli orari di apertura alle quali già deve attenersi ogni altro esercizio di somministrazione alimentare.
Orari – In tema di orari, per queste tipologie di attività, viene però consentita l’apertura notturna sino all’una e non più solo fino alle ore 24, come invece stabiliva il testo originario uscito dalla Commissione, lasciando ai Comuni facoltà di apportare sugli orari ulteriori deroghe laddove ne venga ravvisata l’utilità e la necessità.
A tale risultato si è giunti in seguito all’approvazione di un subemendamento presentato dal relatore Carlo Saffioti (FI-PdL), che ha modificato un emendamento di Marcello Saponaro (Verdi) con il quale si chiedeva di consentire l’apertura notturna sino alle due.
Tali attività artigianali saranno tenute a pubblicizzare l’orario di apertura e avranno l’obbligo di esporre l’elenco delle materie prime utilizzate specificando i prodotti eventualmente congelati.
Legge regionale – Sono queste le novità principali della legge approvata oggi a maggioranza in Consiglio regionale (a favore FI-PdL, AN-PdL, Lega Nord, UDC, Sveva Dalmasso e Silvia Ferretto del Gruppo Misto, astenuto Alessandro Cè, contrari PD, Verdi, Rif.Com., Sin.Democratica e IdV), della quale è stato relatore il Presidente della Commissione “Attività produttive” Carlo Saffioti (FI-PdL).
Sanzioni – Sono state stabilite anche specifiche sanzioni , sia in caso di svolgimento dell’attività in modo non conforme a quello previsto, sia per il mancato rispetto dei vincoli orari. Per la prima ipotesi è indicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 516 a 3.098 euro e si assegna all’autorità comunale il potere di sospendere l’attività per un periodo di tre mesi. Nella seconda ipotesi, invece, si applica una sanzione pecuniaria da 154 a 1.032 euro.
Nel corso del dibattito in Aula sono intervenuti, oltre al relatore Carlo Saffioti (PdL), anche l’Assessore regionale all’Artigianato Domenico Zambetti , i Consiglieri regionali Daniele Belotti (Lega Nord), Marcello Saponaro (Verdi), Alessandro Cè (Gruppo Misto), Stefano Zamponi (IdV), Ardemia Oriani e Carlo Porcari (PD), Osvaldo Squassina (Rif.Com.) e Arturo Squassina (Sin.Democratica).

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