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Contro l’orso tecniche inoffensive di dissuasione

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Martedì 21 aprile, nella sala riunioni del Settore Agricoltura, Caccia e Pesca della Provincia di Bergamo, si è tenuto il primo corso per il monitoraggio e il controllo della presenza dell’orso bruno nelle Prealpi orobiche.
Il Settore Agricoltura, Caccia e Pesca ha ospitato oltre 50 tra agenti, sottufficiali e ufficiali dei Corpi di Polizia Provinciale e del Corpo Forestale dello Stato, nonché tecnici faunistici, provenienti dalle province e dai Parchi lombardi già interessati, o potenzialmente interessati nel prossimo futuro, dalla presenza di JJ5
“Queste lezioni – dichiara l’assessore provinciale all’Agricoltura Caccia e Pesca Luigi Pisoni – fanno parte di un percorso formativo, organizzato dalla Regione Lombardia allo scopo di istruire e aggiornare i tecnici delle Province e gli operatori delle Polizie Provinciali e del Corpo Forestale dello Stato, interessate da questa presenza, alle tecniche più consone per la gestione e il controllo dell’orso. Diverse le Province coinvolte in questo progetto, tra cui Brescia, Lecco e Sondrio future sedi dei prossimi corsi”. 
Relatori e Istruttori del corso sono stati due agenti del Corpo Forestale di Trento, nel cui territorio gravitano circa una trentina di esemplari di orso bruno. Questa convivenza ha portato il Corpo Forestale dello Stato di Trento a maturare nel corso di questi anni un’elevata esperienza e conoscenza del comportamento, delle abitudini e delle tecniche di contenimento e di dissuasione di questi plantigradi. Le tecniche adottate nel Trentino, e insegnate ai partecipanti del corso, sono graduate per incisività a seconda del livello di confidenza adottato dagli orsi nei confronti delle attività antropiche, naturalmente le azioni di dissuasione vengono attuate immediatamente qualora l’eccessivo avvicinamento alle aree urbane possa trasformarli in esemplari “problematici”.
“Una particolare attenzione – commenta l’assessore Luigi Pisoni – durante il corso, è stata riservata al corretto uso di armi inoffensive, quali petardi e proiettili di gomma, come metodo persuasivo da destinare all’orso in caso di avvicinamento eccessivo all’uomo e alle sue attività”.
Gli operatori del Trentino hanno comunque tranquillizzato in merito alla potenziale pericolosità dell’orso, spiegando che negli ultimi 150 anni nessuna aggressione da parte di questi plantigradi si è verificata nel Trentino e in Abruzzo, dove sono presenti le ultime colonie di questa specie particolarmente protetta.

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Commenti

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  1. Scritto da Palmiro

    Finalmente si sente parlare che con l’orso è possibile la convivenza!!! Tutti contro, tutti a favore degli allevatori (che oltretutto vengono lautamente indennizzati!)….
    Speriamo solamente che queste persone dalla mentalità retrograda la smettano di attaccare questo povero animale….
    I comprensori sciistici no, l’orso no, gli sciatori no…no no e no! E’ ora di finirla con questa mentalità!
    W L’ORSO!!!!

  2. Scritto da ORSO45

    Piena solidarietà all’amico JJ5