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A2a: Moratti, Lega e CL in lotta

C'è una guerra per il controllo della società che ha acquisito Aspem. Ecco il punto della situazione

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“A2a non ha mantenuto la aspettative, nel rapporto con la città e il territorio sta mancando qualcosa”.  Lo ha detto ieri in consiglio comunale il sindaco di Brescia Adriano Paroli. parole che rafforzano la volontà della nuova amministrazione di cambiare i vertici bresciani dell’azienda. C’è grande confusione nel futuro diA2a, la multiutility lombarda a cui è stato venduto il 90 per centro di Aspem Varese. Il Corriere della sera Economia ha pubblicato un interessante analisi sulle forze in campo a firma Jacopo Tondelli. Tutto comincia con la decisione dell’azienda di dimissionare Renzo Capra, storico manager bresciano Dc, dal consiglio di sorveglianza della società. Il  29 maggio l’assemblea dovrà ratificare il nuovo Consiglio di Sorveglianza e per quelle poltrone è in atto una guerra.
La società è quotata in borsa ma i comuni di Milano, Brescia e Bergamo hanno ancora un peso decisivo negli assetti azionari. E dunque è la politica, e i partiti, che decidono chi comanda. A Brescia, le ultime elezioni, sono state vinte da Adriano Paroli, sindaco ciellino del Pdl, dopo un decennio di centrosinistra. Paroli, vicino a Formigoni, ha detto che la governance duale non funziona. Secondo la ricostruzione del Corriere è poi iniziata un frizione con Renzo Capra che il comune vorrebbe sostituire con un manager più gradito e meno trasversale, Graziano Tarantini, per 17 anni alla guida della Compagnia delle Opere bresciana da lui stesso fondata; Tarantini è anche membro del consiglio di amministrazione di Bpm e sostiene il candidato del “rinnovamento”,  Massimo Ponzellini, nella sfida a un altro grande vecchio della nomenclatura democristiana come Roberto Mazzotta. Il 27 aprile il Consiglio di Sorveglianza sfiduciato dai sindaci presenterà  ricorso.
Le dimissioni di Capra, dunque, sono volute dal Pdl. Sembra però che la Lega si opponga alla nomina di un manager di Cl, per questioni di rivalità e di potere. La Lega vuole la successione a Formigoni, ma intanto non cede sui territori. Così Bossi ha ottenuto da Berlusconi la candidatura alla provincia di Brescia. Ma vuole anche il consiglio di sorveglianza, visto che al consiglio di gestione comanda Giuliano Zuccoli vicino al Pdl. Il manager che piace al carroccio è Dario Fruscio, che ha appena lasciato la società dell’Expo.
Anche nel consiglio di gestione, sembra che i vertici possano cambiare. ci sono diversi manager che sono in libera uscita dalla società dell’Expo,  e alcune cariche sarebbero a rischio: i bresciani ex amici di Corsini, e poi Simone Rondelli, ex banchiere Jp Morgan in difficoltà per la  vicenda dei derivati del Comune di Milano e vicino alla famiglia Moratti.
E poi  Giuliano Zuccoli. La Moratti potrebbe puntare sul fedelissimo Paolo Glisenti (Lega e CL non lo amano) ma tutto dipende, come sempre, anche dalle elezioni e da quale partito conta di più.

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