Solo gli espropri per realizzare l’autostrada Brebemi costeranno almeno 45 milioni di euro, e la cifra potrebbe comunque lievitare. Sono questi i calcoli messi nero su bianco dalla Federazione bergamasca della Copagri-Cisl. Aperta anche la partita per calcolare il danno materiale alle aziende agricole.
Solo gli espropri per realizzare l’autostrada Brebemi costeranno almeno 45 milioni di euro, e la cifra potrebbe comunque lievitare. Sono questi i calcoli messi nero su bianco dalla Federazione bergamasca della Copagri-Cisl, dopo una riunione dei coltivatori associati svoltasi a Treviglio. La stima è di circa 500 ettari (vale a dire 5 milioni di metri quadrati) da espropriare solo per realizzare il tracciato, i caselli e gli svincoli. E il responsabile della Federazione, Orazio Rossi, spiega: “In questa fase la società Brebemi (i lavori per l’infrastruttura potrebbero iniziare a luglio, ndr) invierà un’offerta di indennizzo monetario a cui si può rispondere accettando l’offerta stessa oppure, se non si è soddisfatti, si può inviare entro 60 giorni una controproposta, finalizzata all’arbitrato”.
A decidere su eventuali espropri e arbitrati sarà la Commissione Espropri, nominata dalla Provincia di Bergamo su delega della Regione. La stessa Commissione ha portato negli ultimi anni il Valore agricolo medio a 9 euro al metro quadrato. Ed è da questo dato che emerge il calcolo dei 45 milioni di euro per espropriare i 500 ettari necessari. Ma si tratta dell’esempio di base. Gli imprenditori agricoli professionali (Iap, ovvero i coltivatori diretti, che vivono su quanto coltivano), potranno vedere il valore dei propri terreni moltiplicato per tre: da 9 euro a 27 euro al metro quadrato, senza dimenticare che per alcune colture il valore cresce ulteriormente.
La partita tra agricoltori e Brebemi, comunque, non si chiuderà sugli espropri. C’è anche il cosiddetto “danno aziendale”, ovvero l’impossibilità di proseguire con un’attività che avrebbe reso a lungo. “Si fanno fare delle stime da parte di tecnici professionali, quindi si fa la proposta a Brembeni e, se la società non accetta, si va ad un arbitrato – scrive Orazio Rossi in un comunicato -. Per ora, tra l’altro, Brebemi sta dando indicazioni al ribasso. In caso di accordo bonario si prevede che l’indennizzo venga devoluto per l’80 per cento subito, e il 20 per cento alla fine dei lavori”.

