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Bocciata la circolare Tremonti: Guerini soddisfatto

"Leggo con soddisfazione la pronuncia della Corte dei conti che boccia il divieto per i Comuni di realizzare le opere pubbliche con risorse proprie". L'assessore Dario Guerini che a Bergamo segue il Bilancio, su Facebook dichiara la propria contentezza. Infatti la circolare che impediva agli enti locali di usare i proventi delle vendite per gli investimenti ?? "in contrasto" con la Finanziaria.

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"Leggo con soddisfazione la pronuncia della Corte dei conti che boccia il divieto per i Comuni di realizzare le opere pubbliche con risorse proprie". L’assessore Dario Guerini (nella foto) che a Bergamo segue il Bilancio, su Facebook dichiara la propria contentezza. Infatti la circolare di Tremonti che impediva agli enti locali di usare i proventi delle vendite per gli investimenti è "in contrasto" con la Finanziaria 2009. Lo ha stabilito la Corte dei Conti della Lombardia con una pronuncia, dopo una camera di consiglio. A sottoporre il caso alla Corte era stato il sindaco di Varese, Attilio Fontana che ora si è dichiarato "assolutamente soddisfatto".
All’uscita della circolare del Ministero del 27 gennaio Fontana aveva, commentato che, a suo giudizio, violava il patto di stabilità. Con lui anche altri sindaci si erano lamentati, compreso quello di Bergamo Roberto Bruni, compresa Letizia Moratti, secondo la quale il provvedimento avrebbe bloccato almeno 100 milioni di euro al Comune di Milano. Anche l’intera Anci aveva preso posizione. La conseguenza del pronunciamento, che sarà disponibile sul sito della magistratura contabile a giorni, è che gli enti locali avranno meno limitazioni se realizzeranno opere pubbliche con risorse proprie senza gravare sullo Stato: "La Corte – ha spiegato Fontana – dovrà ritenere corretti i nostri bilanci e non considerarli fuori dal patto di stabilità".
"L’intervento – ha sottolineato Giuliano Sala, consigliere della Corte in rappresentanza della Regione – si è reso necessario per dirimere il conflitto sui criteri da seguire per rispettare il patto di stabilità insorto tra alcuni uffici del Ministero dell’Ecomomia da una parte e dall’altra i sindaci e i presidenti delle Province della Lombardia senza distinzione di parte politica". Secondo la Corte, la circolare "non è in linea con il testo della legge finanziaria 2009 approvata dal Parlamento, mentre l’interpretazione sostenuta dagli amministratori locali e provinciali risulta più conforme alla normativa in vigore".

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