Crisi economica
|Crolla la produzione industriale: – 7,2% nel 4° trimestre 2008
La brusca caduta della produzione industriale bergamasca nel quarto trimestre del 2008 – di intensità senza precedenti nella serie storica dell’indagine congiunturale della Camera di Commercio di Bergamo: -7,2% su base annua, -5,5% su base trimestrale – non giunge inaspettata.
La brusca caduta della produzione industriale bergamasca nel quarto trimestre del 2008 – di intensità senza precedenti nella serie storica dell’indagine congiunturale della Camera di Commercio di Bergamo: -7,2% su base annua, -5,5% su base trimestrale – non giunge inaspettata.
Il cambio di segno del ciclo economico in provincia si è avvertito già tra la fine del 2007 e l’avvio del 2008, il rallentamento è proseguito e si è aggravato nel secondo e nel terzo trimestre del 2008.
La successiva deflagrazione della crisi finanziaria internazionale a metà settembre con la conseguente crisi di liquidità e la simultanea frenata della domanda in tutte le aree economiche del globo ha avuto conseguenze immediate. Tanto più pesanti e tanto più repentine per quelle economie locali, come Bergamo e le province pedemontane lombarde, contraddistinte da una grande apertura ai mercati internazionali, da un forte peso dell’industria manifatturiera e da una duplice specializzazione nella produzione di beni intermedi e d’investimento (la meccanica) e di beni di consumo (il tessile-abbigliamento), particolarmente esposti, i primi alla improvvisa caduta della domanda internazionale, i secondi all’intensificarsi, da più lungo tempo, della pressione concorrenziale dei paesi emergenti.
Il quadro è aggravato dall’esaurirsi del lungo boom del settore edile e del mercato immobiliare che, pur senza raggiungere i livelli allarmanti di altri paesi europei, determina un rallentamento anche dei settori che producono a monte della filiera dei prodotti per la casa e delle costruzioni.
La caduta della produzione nell’ultimo trimestre trascina al ribasso il dato medio dell’intera produzione annuale dell’industria bergamasca che segna una flessione ampia (-3,1% sull’anno 2007) superiore alla media regionale e a quella, ancora provvisoria perché riguardante i primi 11 mesi, dell’intero Paese.
Il principale canale di propagazione in ambito locale della crisi è rappresentato dall’indebolimento dell’interscambio commerciale con l’estero: la contrazione degli ordinativi esteri (-10,4%) è peggiore della dinamica, anch’essa declinante, degli ordini interni (-4,4%) e lascia prevedere un avvio critico del 2009.
A consuntivo, il livello delle esportazioni mensili di Bergamo, a prezzi correnti, pubblicato da Istat e riferito al mese di ottobre 2008, è di 1.133 milioni, con una flessione del -5,8% sul corrispondente mese dell’anno precedente. Cali più contenuti segnano l’export nazionale (-1,2%) e regionale lombardo (-0,3%). Nei primi dieci mesi del 2008 l’export complessivo di Bergamo, a 10.793 milioni, è pressoché invariato (+0,1% a prezzi correnti) sul corrispondente periodo del 2007, in confronto al +4,3% del dato nazionale e al +3,8% di quello medio lombardo.
C’è purtroppo molta coerenza tra i segnali negativi del ciclo economico che emergono dalla nostra ultima indagine congiunturale: oltre alla produzione e agli ordinativi, cala il fatturato ed è in crescita il livello delle scorte. E la crisi appare generalizzata all’insieme dei settori e delle dimensioni di impresa.
Il solo elemento favorevole indotto dalla crisi globale, e la cui importanza non va sottovalutata, riguarda il rientro rapido dei prezzi delle materie prime e quindi dei rischi di inflazione, col duplice beneficio, su scala globale, di offrire margini di manovra alle politiche monetarie e di attenuare la debolezza dell’attuale ciclo dei consumi.
L’aggravamento del quadro congiunturale in provincia è ribadito dalla netta caduta della produzione nell’artigianato manifatturiero (-8,8% su base annua), la più profonda tra tutte le province della Lombardia. Il 2008 ha visto una riduzione media della produzione del -4,2%.

