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Piccinini: dobbiamo essere affamati di cambiamento

Il segretario Cisl usa toni decisi per affrontare quello che ?? uno dei momenti pi?? difficili: “La Bergamasca ci richiede azioni coraggiose e rapide, da compiere in modo condiviso con tutti i soggetti sociali e istituzionali”. Ma rimarca anche i ritardi che la Bergamasca sconta per una rilevazione inefficace della crisi.

"Dobbiamo essere affamati di cambiamento": una relazione forte quella del segretario della Cisl Bergamo Ferdinando Piccinini al Consiglio generale della confederazione sindacale apertosi stamattina, martedì 27 gennaio. Una relazione dai toni decisi e dalla pressante volontà di cambiamento per affrontare quello che è uno dei momenti più difficili sia del mondo economico sia del sindacato che di una parte fondamentale di questo mondo, i lavoratori, è rappresentante diretto.
Così Piccinini (nella foto il secondo da sinistra) ha ben capito che "la Bergamasca ci richiede azioni coraggiose e rapide. E noi agiremo: non solo per creare nuove opportunità, ma per contribuire a gettare le fondamenta della crescita". Le azioni coraggiose che il segretario suggerisce sono da compiere in modo condiviso con tutti i soggetti sociali e istituzionali, ognuno rispettoso del proprio ruolo, puntando su "quella che nell’ultimo congresso chiamavamo ‘coalizione territoriale’, cioè una modalità nuova di concertazione del territorio". Perché "la novità e l’entità dei problemi da affromntare presuppongono strumenti nuovi. E’ per questo – sottolinea – che abbiamo posto il tema di un maggiore ruolo della Camera di commercio che, insieme alla Provincia, può assumere un compito decisivo di sintesi e di coordinamento delle diverse iniziative territoriali".
Cosa serve da subito? "Occorre una riforma degli ammortizzatori sociali. Occorre applicare fin da subito le tutele previste per i contratti a termine, i lavoratori in somministrazione e i cocopro. Vogliamo rimarcare i ritardi che la Bergamasca sconta per una rilevazione inefficace della crisi. Ancora oggi non sappiamo, ed è grave, quanti sono le lavoratrici e i lavoratori precari che per primi hanno pagato gli effetti della crisi e sono in cerca di occupazione. Tantomeno conosciamo l’impatto occupazionale della crisi nei vari settori della provincia. Occorre quindi definire con tempestività modalità nuove di rilevazione". Per capire davvero cosa sta succedendo. "Per esempio abbiamo segnali preoccupanti per quanto riguarda il mondo femminile. Per questo la Cisl di Berdamo auspica interventi massicci e quantomai flessibili dei fondi interprofessionali, incentivi mirati alle fasce più deboli, forme di accompagnamento e di ri-orientamento professionale".
Poi allarga il fronte alla società tutta: "Anche sul fronte sociale la crisi economica peggiora ulteriormente la già difficile situazione che investe il reddito delle famiglie e dei pensionati. Occorre fare molto di più. Non basta una politca che avanza con demagogici proclami di bonus fiscali che somigliano, per usare una metafora marinaresca, alla sollecitudine di un carpentiere per tamponare una falla nella carenatura mentre la nave sociale resta sotto le cannonate della crisi. Occorre definire un nuovo sistema fiscale che premi la famiglia". In quest’ottica la social card "è stata un  fallimento. Un fallimento punto e basta".
E sul versante dei rappportri sindacali , mentre evidenzia che c’è bisogno di più sidnacato e più contrattazion, Piccinini riscontra "grandi distanze dalla Cgil che non offre risposte alternative, se non quelle di affidarsi a un movimentismo privo di ogni obiettivo contrattuale che porterebbe inevitabilmente tutto il sindacato alla marginalità. Per usare un verso di Dante adesso la Cgil ‘è una nave senza nocchiero in gran tempesta’".