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Processo Rossattini, Asl e Regione: “Corruzione evidente”

Al processo contro l'ex direttore di Asl e Ospedali Riuniti Stefano Rossattini intervengono le parti civili. Secondo l'Azienda Sanitaria e la Regione Lombardia, costituitasi per un risarcimento "le consulenze e gli incarichi asserviti ad interessi non pubblici furono chiari". La prima chiede 350 mila euro di risarcimento, il Pirellone 150 mila solo per l'ex direttore generale e il manager Piazzoni.

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E’ il giorno delle difese e delle parti civili danneggiate al processo contro Stefano Rossattini, ex direttore di Asl e Ospedali Riuniti, e altre sette persone, coinvolte in un presunto giro di tangenti in ambito sanitario tra il 1998 e il 2003. Per quanto riguarda le accuse di corruzione e peculato il pubblico ministero Giancarlo Mancusi aveva richiesto una condanna di 6 anni e mezzo per Rossattini, 2 anni e 6 mesi per l’architetto Benvenuto Bonacina (titolare di più incarichi in quegli anni da parte dell’Asl); 3 anni per Ferruccio Piazzoni, ai tempi dirigente di Columbus Net srl, 2 anni per la giornalista Emanuela Lanfranco e 2 anni e sei mesi per la giornalista e addetta stampa Monica Pontiggia.
Per le parti civili intervenute questa mattina (26 gennaio) in aula, di fronte al collegio presieduto dal giudice Gaetano Buonfrateil rapporto di corruttela tra Rossattini e Bonacina, all’Asl, e tra Rossattini e Piazzoni agli Ospedali Riuniti, è acclarato. Secondo l’avvocato Marco Zambelli, studio Zilioli, intervenuto per l’Azienda Sanitaria Locale, c’è stata corruzione vera e propria tra il 1998 e il 2003, quando l’architetto Bonacina ottenne almeno cinque incarichi per la ristrutturazione di più plessi dell’Asl tra Dalmine, Grumello e Bergamo. Più interventi di ristrutturazione venivano spezzettati in più incarichi, per evitare le procedure d’appalto, secondo l’accusa e secondo quanto ribadito dalla parte civile che ha parlato di “artificiosa frammentazione di incarichi" per un totale di circa 300 mila euro. “In questo contesto – ha aggiunto l’avvocato Zambelli – più telefonate di Rossattini sono degli indizi: in una telefonata si sente dire chiaramente “l’ho aiutato, volevo evitare gli appalti” ".  L’Asl ha quindi chiesto la condanna per Rossattini e Bonacina ad un  risarcimento di non meno di 350 mila euro e, in subordine, una liquidazione provvisionale non inferiore a 150 mila euro.
E’ quindi toccato all’avvocatessa Antonella Forloni prendere le parti della Regione Lombardia puntando il dito contro il “rilevante danno all’immagine subìto dall’istituzione a causa dei rapporti instaurati dal dottor Rossattini all’interno degli Ospedali Riuniti con altri imputati. Inconciliabili con le regole e il ruolo degli Ospedali, ad esempio, gli incarichi di consulenza esterna al manager Ferruccio Piazzoni, dietro accordi di compenso. Rossattini e Piazzoni sono stati autori di scelte che avrebbero dovuto essere guidate dal principio di “pubblicità” e che invece sono state asservite ad altri interessi. Il dottor Piazzoni, allora, era referente della società Columbus Net poi confluita nel salotto buono di Sesaab spa (in realtà, contrariamente a quanto affermato dall’avvocato Forloni, Columbus Net fu ceduta dal gruppo Sesaab ad altra società, ndr)”. Il danno di immagine recato dagli imputati è forte: la Regione richiede un risarcimento di 150 mila euro a Piazzoni, Bonacina e Rossattini, 35 mila euro a Marianno Franzini e Lucia Tosini (medico e sua moglie – per i quali in sede penale il pm richiede il proscioglimento) e 15 mila euro al dottor Giancarlo Borra.
 

La difesa ha chiesto l’assoluzione piena per Piazzoni

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