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Nel 2009 il Pil calerà del 2%

Il Pil italiano crollerà del 2% nel 2009 prima di risalire di appena lo 0,5% nel 2010. La previsione è della Banca d’Italia che segnala anche come “la dinamica del prodotto potrebbe essere ancora più negativa se prendessero corpo i rischi di un ulteriore indebolimento dell’economia mondiale”.

Il Pil italiano crollerà del 2% nel 2009 prima di risalire di appena lo 0,5% nel 2010. La previsione è della Banca d’Italia che segnala anche come "la dinamica del prodotto potrebbe essere ancora più negativa se prendessero corpo i rischi di un ulteriore indebolimento dell’economia mondiale". Dal Bollettino economico di via Nazionale emerge un quadro a tinte fosche: la recessione è destinata ad approfondirsi e prolungarsi. Il consuntivo 2008 è pesante: il prodotto sarebbe sceso dello 0,6% con un -1% nel quarto trimestre.
Ma il ministro dell’Economia Giulio Tremonti reputa le previsioni sul 2009 premature: "La verità storica è data, le previsioni sono esercizi congetturali, realistici ma si tratta sempre di previsioni". Tremonti ammette però che "c’è convergenza tra i dati Bankitalia, Ocse, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea". Ma "Stiamo attraversando una terra incognita", e del resto rispetto a 6 o 3 mesi fa i dati sono diversi. E tra 3 mesi lo saranno ancora. Le previsioni non sono la conoscenza, bensì solo uno strumento di conoscenza. Anche perchè oggi la situazione è tutto fuorché normale".
Deficit al 2,6% nel 2008. Il rapporto tra deficit e Pil dovrebbe aver chiuso il 2008 attorno al 2,6%, non lontano dal 2,4% previsto dal governo. Secondo Bankitalia "l’indebitamento netto, dopo essere sceso per due anni consecutivi, dovrebbe essere aumentato di circa un punto percentuale di Pil rispetto al’1,6% del 2007". Più evidente il deterioramento della situazione del debito, che a fine 2008 "dovrebbe aver superato il 105%" contro il 104,1% dell’anno prima. "Nei primi dieci mesi dell’anno", osservano ancora i tecnici di via Nazionale, "il debito delle Amministrazioni pubbliche è salito di 71,7 miliardi (49,5 nel corrispondente periodo del 2007), a 1.670,6 miliardi. L’aumento rispetto allo scorso anno riflette principalmente il maggiore fabbisogno complessivo (49 miliardi contro 35,3) e il più elevato incremento delle attività detenute dal Tesoro presso la Banca d’Italia (16,4 miliardi contro 11,1)".