Crisi del tessile
|Alla Carvico si tratta per la cigs e il ritiro della mobilit??
I sindacati hanno avanzato la richiesta di un anno di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione per gli esuberi dichiarati, inizialmente 52, oggi scesi a 46, perch?? alcuni lavoratori nel frattempo hanno scelto la mobilit?? volontaria; per evitare la mobilit??.
E’ dello scorso settembre l’annuncio della Carvico, l’azienda tessile bergamasca specializzata nella produzione di tessuti indemagliabili, di un piano riorganizzativo che avrebbe portato a 52 esuberi, su un totale di circa 350 dipendenti.
E dall’incontro fra l’azienda di Carvico e i sindacati svoltosi mercoledì 7 gennaio, Filtea-Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil hanno avanzato la richiesta di un anno di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione per gli esuberi dichiarati (ad oggi scesi a 46, perché alcuni lavoratori nel frattempo hanno scelto la mobilità volontaria) per evitare la mobilità. “Si è trattato di un incontro interlocutorio – ha dichiarato Fulvio Bolis, segretario provinciale della Filtea – perché deve essere ancora individuato il percorso per gli ammortizzatori sociali da mettere in campo”. “C’è comunque la disponibilità dell’azienda a trattare – ha sottolineato Francesco Corna, segretario della Femca – ma stiamo ancora discutendo su eventuali incentivi per la mobilità volontaria”. Per il sindacato è comunque importante il confronto con i lavoratori, “infatti abbiamo convocato l’assemblea con i dipendenti per martedì 13, dopodiché valuteremo se, nel caso, ci saranno le condizioni per richiedere non uno ma due anni di cigs”, ha affermato il segretario della Uilta Gianluigi Cortinovis. La Carvico, che fa parte del Gruppo Carvico (comprendente la Carvico Spa, Jersey Lomellina Spa e Eurojersey Spa, e che conta 631 dipendenti) ha chiuso il 2007 con un fatturato di circa 102 milioni di euro, derivato per due terzi dalle esportazioni.

