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Manfredini: adesso penso all’Atalanta

Il biondo centrale difensivo, in odore di maglia rossonera, non si scompone di fronte all'offerta del Milan. "Se uno dei club migliori del mondo mi vuole, significa che sto facendo un buon lavoro. Ma qui abbiamo un progetto ben definito e Osti ha gi?? ripetuto che il nostro mercato in uscita ?? chiuso".

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L’Atalanta prosegue il mini-ritiro di Zingonia in occasione della pausa invernale del campionato. Smaltite le sbornie natalizie e in attesa di brindare all’anno nuovo, a occupare i pensieri e i taccuini degli addetti ai lavori è fatalmente il calciomercato di riparazione, destinato a tenere banco per tutto il prossimo mese di gennaio.
E al centro della solita ridda di voci incontrollate, stavolta, c’è Thomas Manfredini. Il leader difensivo nerazzurro sarebbe nel mirino del Milan, ma non sembra scomporsi più di tanto: “L’interessamento, ammesso che ci sia veramente, non può che farmi piacere: se uno dei club migliori del mondo mi vuole, significa che sto facendo un buon lavoro. Leggo i giornali ma sono tranquillo, la testa è all’Atalanta: ho un contratto, e a quanto pare la società è ben felice di tenermi. Abbiamo un progetto ben definito, ovvero guadagnare una salvezza tranquilla, e Osti ha già ripetuto che il nostro mercato in uscita è chiuso: smantellare una squadra che sta andando bene non avrebbe alcun senso. Eppure ogni giorno danno qualcuno dei nostri in partenza, tra Floccari, Guarente e me..”.
Chiamato a fare un bilancio dell’anno solare ormai agli sgoccioli, il biondo centrale ferrarese non può che dirsi soddisfatto: “Il 2008 è stato il mio migliore anno di sempre – afferma senza esitazioni -. In passato sono stato martoriato da problemi fisici in serie che hanno condizionato il mio rendimento, ma ora sono maturato come calciatore. Ho esordito in A ad appena 19 anni (con la maglia dell’Udinese, ndr), poi mi sono un po’ perso per strada: l’Atalanta è stata il mio trampolino di lancio, grazie al cambio di ruolo e alla fiducia del mister ho acquisito una mentalità più aperta, più ambiziosa. Ormai sono sicuro dei miei mezzi, non posso nascondere di pensare in grande e puntare se possibile anche alla Nazionale”. Stabilire una graduatoria dei giocatori più importanti della rosa nerazzurra è un’impresa ardua, anche se Manfredini accetta la sfida e ci prova: “Da noi è la squadra che fa la forza del singolo, non il contrario. Presi singolarmente non siamo fuoriclasse in grado di vincere le partite da soli. E’ pur vero che negli ultimi sei mesi Floccari e Guarente, su cui nessuno credeva, sono esplosi definitivamente e sono tra le più belle sorprese di questa stagione. Doni è sempre il cardine del nostro gioco, e in prospettiva vedo benissimo Cigarini e Padoin. E poi vorrei spezzare una lancia in favore di Bellini: nessuno ne parla mai, ma è un difensore insuperabile, uno che da anni gioca e si sacrifica per la squadra”.
Cosa chiedere, dunque, al 2009 che si affaccia all’orizzonte? “Possiamo raggiungere traguardi importanti, che rispecchino il valore effettivo della rosa – chiude il difensore -. La salvezza è il minimo, ma un professionista deve sempre puntare più in alto. Peccato per i punti persi in casa con Milan e Juve, soprattutto per certe sviste arbitrali a senso unico: ormai è acqua passata, ma meritiamo la stessa considerazione delle grandi. L’abbiamo dimostrato sul campo”.
 

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