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Pigna: ritirata la procedura di mobilità, ora si punta sulla cassa integrazione video

E’ stata ritirata la procedura di mobilità aperta per i 133 dipendenti della divisione cartiera dell'azienda bergamasca, che ora inoltrerà al ministero competente la richiesta di cassa integrazione straordinaria per un anno (i sindacati ne chiedono due). Resta confermata la chiusura della divisione carta entro i primi mesi del 2009.

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E’ stata ritirata la procedura di mobilità aperta per i 133 dipendenti della divisione cartiera della Cartiere Paolo Pigna Spa. E’ quanto è emerso durante l’incontro fra l’azienda di Alzano Lombardo e i sindacati (Fistel-Cisl, Slc-Cgil e Uilcom-Uil) che si è svolto lunedì 29 dicembre alla sede di Confindustria Bergamo (davanti alla quale si è svolto contestualmente un presidio di circa una cinquantina di dipendenti dell’azienda). L’azienda inoltrerà al ministero competente la richiesta di cassa integrazione straordinaria per un tempo ancora da definire (si punta ad un anno, due è quanto chiedono i sindacati) per i 133 lavoratori della divisione cartiera, la cui chiusura, che dovrebbe avvenire nei primi mesi dell’anno prossimo, resta comunque confermata. “Si è deciso di stabilire un percorso condiviso con i sindacati per salvaguardare il massimo numero di posti di lavoro – ha dichiarato Giorgio Jannone, presidente della Cartiere Paolo Pigna – non solo dei 133 in questione, ma di tutti i 650 occupati nell’azienda”. L’obiettivo ora per Jannone è “proseguire alla ricerca di soluzioni indolori per i lavoratori, una parte dei quali, se possibile, potrebbe essere reimpiegata all’interno di altre divisioni dell’azienda”. Nel frattempo, il prossimo incontro sindacale è previsto per il 5 gennaio sempre alla sede di Confindustria, mentre per il 7 gennaio il sindaco di Alzano, Roberto Anelli, ha invitato in municipio i rappresentanti dell’azienda, dei sindacati e delle istituzioni, a partire dalla Provincia e dalla Comunità Montana, per avviare un tavolo istituzionale.

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Commenti

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  1. Scritto da fughi

    Dopo aver venduto la centrale elettrica che alimenta la cartiera,i magazzini e i terreni su cui sorge la PIGNA,la chiusura della DIVISIONE CARTIERA,prelude il trasferimento delle attivita produttive per far posto all’ennesima speculazione immobiliare che si abbatterà sul territorio di ALZANO,a danno della comunità operaia alzanese ma IL LAVORO NON E’ UN” BENE COMUNE”da difendere come prima fonte di ricchezza sociale o si preferisce una nuova colata di cemento sulle rive del SERIO?

  2. Scritto da walter

    Questo dimostra quanto sono stupidi e fuori luogo i sindacati italiani…
    Un operaio pigna vale meno di uno promatek?
    SI VERGOGNINO COFFERATI E COMPAGNIA BELLA!

  3. Scritto da walter

    Non capisco perchè alla ”Pigna” sono partiti con un discorso di mobilita senza passare prima dalla cassa integrazione ordinaria e poi straordinaria..solo ora chiedono la cassa integrazione….e i sindacati?

  4. Scritto da Larry Bird

    Alla Pigna sono partiti subito con la richiesta di mobilità perchè sinora i dirigenti sinora hanno riscontrato una controparte “molle”, che non si è mai opposta a decisioni improvvise e dannose a carico dei lavoratori stessi (vedi la cig decisa e comunicata 3 giorni prima della fermata estiva). Hanno voluto provarci anche stavolta, ma l’esito è stato diverso…

  5. Scritto da Vittorio

    il 2009 sara’ un anno infernale per i lavoratori dipendenti…si prevedono solo in Italia 600.000 licenziamenti di persone che lavorano onestamente ,pagano tutte le tasse,non come quelli che hanno la partita iva ,(rappresentanti,agenti,commercianti ecc.)loro fanno il nero,evadono le tasse…e compiono intrallazzi vari.