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A gennaio 6mila metalmeccanici in cassa o mobilit??

Secondo i dati raccolti dalla Fiom-Cgil di Bergamo, con l'inizio del nuovo anno in Bergamasca saranno oltre 6mila i lavoratori coinvolti da cassa integrazione o mobilit??. Con la crisi che sta colpendo anche le piccole aziende dell'indotto. E il sindacato dei metalmeccanici chiede di stanziare pi?? ammortizzatori sociali.

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È un inizio d’anno dei più difficili quello che si prospetta nel settore metalmeccanico bergamasco: dai dati raccolti dalla Fiom-Cgil di Bergamo si apprende infatti che saranno oltre 6mila i lavoratori che all’inizio di gennaio saranno coinvolti da cassa integrazione o mobilità. “La cifra purtroppo è solo quella di partenza”, commenta Mirco Rota, segretario generale provinciale della Fiom. “Si parte da più di 6mila persone col rischio probabile di andare ben oltre. Intanto, quello che registriamo per certo è che negli ultimi tre mesi il trend degli oltre 5mila lavoratori metalmeccanici coinvolti da cassa o mobilità si sta purtroppo stabilizzando a livello territoriale. Anche nella nostra provincia, segni di crisi si riscontrano nel settore automobilistico, a partire dal gruppo Brembo dove in cassa ordinaria si trovano oltre mille lavoratori sul totale dei 2300 dipendenti. Lo stesso capita anche per quasi tutte le fonderie legate al settore auto come le Fonderie Mazzucconi di Ponte San Pietro e Ambivere, la Toora di Carobbio degli Angeli e la FP Gravity di San Paolo d’Argon. Pur posizionata in un settore di produzione diverso, comincia a preoccupare anche la situazione alla Tenaris Dalmine con un inizio di cassa integrazione per 175 lavoratori sui 2400 occupati. Anche gli altri stabilimenti del gruppo, quelli di Piombino, Arcore e Costa Volpino, si trovano nella stessa situazione. Resta molto critica, poi, la situazione del meccano-tessile: così è per la Promatech di Colzate, Casnigo e Vilminore dove i lavoratori saranno in cassa integrazione speciale per tutto il 2009. Stessa tendenza anche in tutte le piccole aziende dell’indotto che continuano a far ricorso alla cassa “in deroga”. Visto il perdurare della crisi e il probabile aggravarsi della situazione, oltre al finanziamento della cassa in deroga delle piccole aziende pensiamo sia necessario un intervento legislativo che estenda gli ammortizzatori sociali a chi è scoperto e che aumenti il loro trattamento economico. È impossibile per un lavoratore vivere per diversi mesi con un trattamento di cassa che a volte non arriva nemmeno agli 800 euro. Proprio per questa ragione, negli ultimi due mesi, il sindacato ha cercato di portare avanti una contrattazione che riducesse l’impatto economico della cassa nei confronti dei lavoratori: abbiamo, infatti, cercato di favorire una rotazione tra i lavoratori con decine di accordi sindacali. Dunque, rotazione ad esempio alla Tenaris Dalmine e alle Fonderie Mario Mazzucconi. Abbiamo anche spinto per la stipula di accordi con cui far pagare da parte delle aziende i diversi istituti contrattuali che in cassa non maturano, dalla tredicesima mensilità, alle ferie, ai permessi retribuiti fino ai premi aziendali”.

 

Le aziende interessate dalla cassa integrazione

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