BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Ha ucciso per 20 euro di cocaina” A Romano fermato l’omicida fotogallery

I carabinieri hanno fermato il colpevole dell'omicidio di Abdelkrim Salhi, ucciso a colpi di bottiglia nella notte tra il 22 e il 23 dicembre in pieno centro storico. Il fermato ?? Kamal Ayoube 28enne pregiudicato e senza fissa dimora, trovato in una baracca. Il litigio tra i due ?? scattato per 20 euro che la vittima avrebbe dovuto restituire dopo una sniffata di cocaina.

Più informazioni su

 E’ tornato sul luogo in cui tutto era iniziato, il bar nel centro di Romano dove aveva preso il via la lite con il suo connazionale Abdelkrim Salhi (prima foto), che poi aveva ucciso con un colpo di bottiglia rotta al collo. Kamal Ayoube (ferito nella seconda foto), marocchino di 28 anni senza fissa dimora, con precedenti per spaccio e furti, è stato arrestato alle 19 della vigilia di Natale dai carabinieri di Treviglio e del nucleo investigativo provinciale nel bar “7,40” di Romano. Il movente dell’omicidio sarebbe un prestito di circa 20 euro che l’omicida aveva fatto alla sua vittima per poter acquistare un po’ di cocaina.
Era tornato lì per mangiare qualcosa, per scaldarsi, dopo più di 24 ore in cui si è dato alla macchia, nascosto in una baracca. E’ stato lui, nella notte tra il 22 e il 23, attorno alle 3, ad uccidere il connazionale Abdelkrim Salhi, trentenne incensurato, manovale. Al di là dell’evidenza delle prime indagini Kamal Ayoube, informalmente, ha anche ammesso i fatti e oggi sarà interrogato per la convalida del fermo.
Abdelkrim Salhi era stato trovato riverso a terra, con una ferita profonda alla gola, attorno alle 5 del 23 dicembre in via Maffi, a Romano. Un passante aveva chiamato a quell’ora i carabinieri, ma l’omicidio risaliva almeno ad un’ora prima. I carabinieri hanno ascoltato tutti i parenti della vittima, lavoratore incensurato. E hanno poi individuato un conoscente che era stato con lui in un bar, sempre al “7,40”, fino alla tarda serata del 22. Il testimone aveva capito che c’erano problemi in corso tra la vittima e quello che poi si è rivelato l’omicida.
Nella stessa giornata i militari hanno seguito la scia di sangue lasciata per le vie di Romano dall’omicida, che ha comunque subìto percosse dalla sua vittima. Le tracce portavano dritto in un ex deposito di legname alla periferia di Romano dove solitamente dormivano tre marocchini, uno dei quali era l’omicida. Ma lui non c’era, era l’unico a mancare all’appello. Fin dalla notte del 23 si era rifugiato in un’altra baracca, in via dell’Albarotto, sempre periferia di Romano. E da lì si è spostato solo la sera del 24 per tornare in centro e rifocillarsi in un bar. Dove i carabinieri l’hanno arrestato portandolo in ospedale per alcune medicazioni e poi in carcere.
L’aggressione di Ayoube è durata a lungo, almeno un’ora, tra le due e le tre di notte. La vittima ha cercato di difendersi a più riprese. Secondo i carabinieri la lite sarebbe degenerata in più momenti, fino allo scontro a colpi di bottiglia. Non è escluso che altre persone abbiano visto quel che stava accadendo. Gli accertamenti dei militari non sono ancora conclusi.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.