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In un libro la storia della chiesa del Santissimo Salvatore

Verrà presentato sabato 20 dicembre alle 17.30 nella chiesa del Santissimo Salvatore in Città Alta il libro che il giornalista e scrittore Roberto Alborghetti ha dedicato proprio alla chiesa, conosciuta anche come la “Madonna dei casi disperati”. Alla presentazione interverrà il vescovo di Bergamo Roberto Amadei.

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Verrà presentato sabato 20 dicembre alle 17.30 nella chiesa del Santissimo Salvatore in Città Alta il libro che il giornalista e scrittore Roberto Alborghetti ha dedicato proprio alla chiesa, conosciuta anche come la “Madonna dei casi disperati”. Alla presentazione interverrà il vescovo di Bergamo Roberto Amadei.
Arrivarvi non è facile, se non si conosce il dedalo dei vicoli della Bergamo antica. Sorge all’ombra dei grandi monumenti del borgo medioevale, come nascosta in quella Città Alta che Stendhal ha definito “il Paese più bello del mondo”. Gli storici ne parlano come di uno degli edifici sacri fra i più antichi di Bergamo. E’ la chiesa del Santissimo Salvatore, popolarmente conosciuta dai bergamaschi come “Madonna dei casi disperati”. Nel nuovo libro della collana Elledici-Velar dedicata ai luoghi di culto (intitolato "Chiesa del SS Salvatore Nostra Signora del Sacro Cuore"), Roberto Alborghetti scandaglia le origini, la storia, l’arte e l’architettura di un santuario particolarmente caro alla città di Bergamo.
La chiesa sorge sul colle San Salvatore, dietro l’episcopio, sull’omonima via, arretrata rispetto all’asse stradale, come se si volesse celare al transito dei visitatori. Le sorge davanti il palazzo in cui nacque la contessa Paolina Grismondi Secco Suardo ed affianca di lato, sempre su via San Salvatore, l’antica sede del Pio Consorzio della Misericordia Maggiore, che ospita il Civico Istituto musicale “Gaetano Donizetti” ed il Museo Donizettiano.
Nel Medioevo, San Salvatore occupava il primo posto nell’ordine delle parrocchie cittadine e nella sua “giurisdizione” rientravano la Basilica di Santa Maria Maggiore, le case del Consorzio della Misericordia Maggiore ed il Palazzo Vescovile. La sua storia più che millenaria è uno dei punti di partenza per chi vuole risalire il cammino della stessa comunità cristiana bergamasca. Da quasi centoquarant’anni, il santuario custodisce una particolarissima devozione, quella di Nostra Signore del Sacro Cuore di Gesù, nata in Francia nell’Ottocento e poi diffusasi a livello mondiale.
Oggi San Salvatore è cappella vescovile e luogo di incontro e di formazione per la pastorale familiare e ogni anno vede riunirsi le coppie che vi hanno celebrato le nozze. Ne è rettore don Giuseppe Rossi, già segretario del vescovo Oggioni, il quale – nella presentazione del testo – scrive che la pubblicazione “vuole essere innanzitutto un segno di ringraziamento e un affettuoso omaggio al vescovo Roberto Amadei, per il prezioso e instancabile ministero pastorale esercitato a servizio della Diocesi di Bergamo in questi sedici anni di episcopato” e vuole anche essere “un’occasione per riscoprire la bellezza della storia di fede della nostra Chiesa di Bergamo” attraverso un luogo che occupa un posto speciale nel cuore dei bergamaschi.

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