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“Pronti a denunce se non si risolvono i problemi dei disagi dei bambini”

"Se la questione dell'inefficiente servizio della neuropsichiatria infantile non verrà affrontata con concretezza siamo pronti a presentare esposti alla magistratura". Chi parla è il vicesindaco di San Pellegrino Vittorio Milesi, un po' il portavoce della protesta che ha unito nove Comuni della Valbrembana (Algua, Bracca, Lenna, Olmo al Brembo, Oltre il Colle, San Pellegrino, Sedrina, Serina e Valnegra).

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"Noi solleviamo problemi concreti e gravi, delicati pesanti per le famiglie e ci rispondono parlando di opportunità. No, non ci fermiamo, troppo importante la questione. E se non verrà affrontata con concretezza siamo pronti a presentare esposti alla magistratura". Chi parla è il vicesindaco di San Pellegrino Terme Vittorio Milesi, un po’ il portavoce della protesta che ha unito ben nove Comuni della Valbrembana (Algua, Bracca, Lenna, Olmo al Brembo, Oltre il Colle, San Pellegrino, Sedrina, Serina e Valnegra) sul tema dell’inefficiente (è un eufemismo) servizio della neuropsichiatria infantile in questo ambito brembano. 
"Noi solleviamo una questione di contenuti e i responsabili della sanità ci rispondono parlando di metodo e di precedenti incontri, non con i sindaci ma con il presidente della Comunità montana. Ebbene gli incontri non hanno risolto nulla e anche il percorso suggerito nel corso di questi rendez vous non ha storia visto che già da tempo l’abbiamo avviato". Il percorso di cui si parla è quello di una "scrematura" a livello scolastico dei "casi" da far seguire al servizio dell’Asl: "Da due-tre anni esiste un progetto per cui si fa la formazione degli insegnanti nelle scuole in modo che valutino i casi di disaguio infantile, ma il tema non è questo".
Già, il tema è quello della carenza pesante del servizo che "è sanitario e dovrebbe essere fornito dall’Asl. Invece le famiglie, o si rivolgono a privati pagando di tasca propria, e non poco, un aiuto a livello di neuropsichiatria, oppure devono attendere tempi biblici. Ho appena parlato con una mamma che sborsa una cosa come 160 euro al mese per un logopedista necessario a uno dei suoi 4 figli. Ebbene, ho provato a suggerirle di rivolgersi al servizio sanitario pubblico e mi ha risposto: l’ho fatto quando mio figlio era in quarta elementare, ora è in seconda media e sono ancora in attesa di una risposta". 
"Mi permetto di chiedere se è questa l’efficienza delle gestioni manageriali delle Aziende Ospedaliere – prosegue Vittorio Milesi che ha inviato a Cesare Ercole, direttore dell’Azienda ospedaliera di Treviglio e per conoscenza a Roberto Testa, direttore generale dell’Asl, una lettera di precisazione sui vari aspetti del problema -. Non me ne voglia, ma sulla scorta delle esperienze maturate in questi anni che non riguardano per la verità soltanto i rapporti con l’Azienda Ospedaliera di Treviglio, sorge legittimo il sospetto che il problema non stia soltanto nel difficoltoso reperimento del personale, ma anche in ragioni di carattere economico in quanto con queste modalità, si determinano risparmi immediati di risorse che consentono di chiudere i bilanci a pareggio ed essere annoverati tra i bravi manager!". 

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