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Finto carabiniere minacciava prostitute per avere soldi e sesso

Si fingeva carabiniere per minacciare donne che si prostituivano in casa, per poi rubare soldi o ottenere prestazioni sessuali gratuitamente. Per questo un operaio siciliano di 32 anni, residente a Fara Gera d???Adda e impiegato in una grossa azienda della Valle Brembana, ?? stato denunciato dalla polizia. E??? accusato di violenza sessuale, furto e possesso abusivo di armi. Ha colpito a Bergamo, in tre casi.

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Si fingeva carabiniere per minacciare donne che si prostituivano in casa, per poi rubare soldi o ottenere prestazioni sessuali gratuitamente. Per questo un operaio siciliano di 32 anni, P. F., residente a Fara Gera d’Adda e impiegato in una grossa azienda della Valle Brembana, è stato denunciato dalla polizia. E’ accusato di violenza sessuale, furto e possesso abusivo di armi, dato che a casa gli è stato trovato un coltello con lama da 18 centimetri. L’uomo aveva vissuto in Germania fino al 2000, dove era stato condannato per rissa e lesioni plurime. Ha colpito sempre a Bergamo, contattando tre prostitute tramite una rivista.
La prima segnalazione alle volanti di polizia era arrivata il 1° ottobre da una donna di 32 anni, dell’Ecuador, regolarmente residente in via Moroni. Un uomo l’aveva contattata tramite un annuncio su una rivista e si era presentato in casa sua mostrandole un falso tesserino da carabiniere. Subito dopo, cogliendola di sorpresa, aveva frugato in una borsa e si era portato via due banconote da 50 euro, scappando a piedi in via Moroni. La prostituta aveva fornito una descrizione dell’uomo: alto almeno 1,80, piuttosto grasso e stempiato. Il 23 ottobre una ragazza italiana di 22 anni, con appartamento in via San Narno, ha denunciato alla polizia di aver ospitato in casa un uomo, anche lui finto carabiniere (si è poi scoperto che era la stessa persona), che le aveva chiesto i documenti fingendo di fare un controllo e le aveva sottratto la carta sim dal cellulare, per poi scappare in strada facendo perdere le sue tracce. Di recente è stata invece una giovane dominicana di 29 anni, prostituta in un appartamento di piazza Pontida, ad andare dalla polizia: sempre quell’uomo le aveva mostrato il tesserino da carabiniere minacciando una sanzione da 300 euro per la sua "attività illegale". "Non ti dò la multa in cambio di una prestazione sessuale".
Il 32enne chiamava con il cellulare le prostitute prima di arrivare a casa loro. La polizia è così risalita ad un’utenza telefonica di proprietà di un’azienda della Valle Brembana, dove P. F. fa l’operaio. E’ stato individuato e durante una perquisizione domiciliare gli agenti hanno trovato in casa sua un coltello e parecchio materiale per "giocare" a soft war: tute mimetiche, armi e altri accessori. Quindi sono scattate le denunce per violenza sessuale, furto aggravato e porto abusivo di armi.

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