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A Lingue e Scienze della formazione il primato di matricole

Agli studenti bergamaschi piacciono le lingue straniere e le materie sociali, mentre sono meno propensi a iscriversi a facolt?? come Economia e Ingegneria in controtendenza rispetto alla media lombarda, che registra un vero e proprio boom di immatricolazioni.

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Agli studenti bergamaschi piacciono le lingue straniere, se è vero che le immatricolazioni nell’anno accademico 2008-2009 alla facoltà di Lingue dell’Università di Bergamo sono state 751, registrando un +6,5% rispetto allo scorso anno. Secondo l’elaborazione del Sole 24 Ore Lombardia su dati forniti dalle università lombarde, su un totale di 3.217 nuovi iscritti all’Università orobica, oltre a Lingue, che segna un aumento di immatricolazioni anche a livello regionale (+2,4%), crescono le matricole alle facoltà di Scienze della formazione (648), che fanno segnare un +3,5% rispetto al 2007, e a Giurisprudenza, in cui i nuovi iscritti toccano quota 364 (+0,3%). Dati in controtendenza rispetto a quelli regionali, dove si riscontra una leggera diminuzione di iscritti proprio nelle materie sociali e giuridiche (rispettivamente -2,7% e -3,3%); mentre è un boom di iscrizioni nelle facoltà di Economia (+5,6%) e Ingegneria (+7,4%). Sul nostro territorio invece in queste due facoltà si registra un leggero calo: -4,5% di aspiranti ingegneri, con le matricole che sono 468, e un -7% di economisti con 809 nuovi iscritti. Il dato dei nuovi iscritti alla facoltà di Economia di Bergamo è comunque il più alto dopo quello della Bocconi (2.283), della Bicocca (2.026) e della Cattolica (1.609), mentre complessivamente a livello regionale Economia conta 8.784 iscritti. Per la preside della facoltà, Laura Viganò, si tratta di “un segnale di stabilizzazione, anche perché abbiamo sempre contato su numeri importanti, e la cosa non ci preoccupa”. Sottolineando che la strategia dell’Università è quella di “fare una messa a punto sui nostri programmi e non spingere verso un’espansione numerica”. Anche per Giancarlo Maccarini, preside della facoltà di Ingegneria dell’Università di Bergamo, "sono dati in sostanziale equilibrio con quelli dell’anno scorso, considerando poi che ci attendiamo ancora qualche domanda di immatricolazione fuori tempo e di studenti che provengono da altre sedi". 
In Lombardia è il Politecnico di Milano a fare il pieno di iscrizioni con 4.451 matricole (+12,5%) su un totale regionale di 6.388. L’indirizzo più gettonato è quello industriale, in cui le scelte sono fra Ingegneria meccanica, energetica e aeronautica, con le donne che, sebbene numericamente inferiori ai colleghi maschi stanno aumentando (le iscritte di quest’anno sono state 2.313). Il perché della scelta di questa facoltà è presto spiegato: le nuove matricole guardano al mercato, sperando che una laurea come questa possa assicurare uno sbocco lavorativo, soprattutto in un periodo di crisi come questo.

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Commenti

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  1. Scritto da Marcello

    E’ una scelta assolutamente miope!
    Sono solo le facoltà tecnico-scientifiche quelle che possono dare un futuro professionale positivo ai giovani; noto però che si persevera con gli errori del passato…
    Non ho altro da aggiungere, se non “chi è causa del suo mal….”

  2. Scritto da Franck

    Hai perfettamente ragione, scienze della formazione…. poi dopo si lamenteranno questi pseudo laureati di dover andare a fare i telefonisti nei callcenter a 500 euro al mese perchè non trovano lavoro. Chi è causa del suo mal pianga se stesso veramente.
    Sinceramente trovo anche molto provinciale e squalificante per la preparazione e per l’università in generale che ci siano tutte queste piccole università di provincia. Chiudiamole e così si risparmia pure! La laurea sotto casa non è un diritto.