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Mercati ambulanti, ecco le novità volute dalla Regione

La Regione Lombardia stabilisce nuovi indirizzi per la programmazione dei mercati su area pubblica, con l'obiettivo di semplificare le procedure amministrative, coinvolgendo enti locali e associazioni di categoria. E' quanto prevede una delibera recentemente approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore al Commercio, Fiere e Mercati, Franco Nicoli Cristiani.

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La Regione Lombardia stabilisce nuovi indirizzi per la programmazione dei mercati su area pubblica, con l’obiettivo di semplificare le procedure amministrative, coinvolgendo enti locali e associazioni di categoria. E’ quanto prevede una delibera recentemente approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Commercio, Fiere e Mercati, Franco Nicoli Cristiani, con le indicazioni sui comportamenti da adottare per quanto riguarda i mercati da parte di Comuni, associazioni dei commercianti e singoli operatori, ciascuno per gli aspetti di propria competenza.
"La Lombardia – ha osservato l’assessore Nicoli Cristiani – ha una rete di mercati molto capillare che integra significativamente l’offerta sul territorio delle altre forme di distribuzione commerciale. Un canale di vendita che si è rivelato risorsa importante e più accessibile per alcune fasce della popolazione e che ha permesso di conciliare risparmio con qualità e sicurezza dei prodotti, alimentari e non alimentari".
Il ruolo dei Comuni
Spetta ai Comuni, in particolare, l’individuazione delle aree di mercato con l’obiettivo di consolidare la rete distributiva e la qualità dei servizi, assicurando il servizio anche nelle aree più disagiate; il provvedimento punta, inoltre, a salvaguardare e riqualificare i centri storici valorizzando i mercati, nel rispetto dei vincoli del patrimonio artistico e dei vincoli ambientali.
Dal punta di vista gestionale e organizzativo, per i Comuni è confermata la possibilità di prevedere, nei periodi natalizio, pasquale ed estivo, lo svolgimento di mercati straordinari per un limite annuo di 12 giornate.
Per quanto riguarda i posteggi che restano liberi nelle aree di mercato, è previsto che i Comuni trasmettano alle associazioni di categoria copia dei bandi relativi alla loro assegnazione.
Questo in quanto la legge regionale ha previsto che siano i Comuni a pubblicare l’elenco dei posteggi liberi, senza più l’obbligo della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione (Burl).
Tra le novità previste dal provvedimento figurano la "carta di esercizio" (prevista dalla legge regionale n. 15 del 2000 "Norme in materia di commercio al dettaglio su aree pubbliche"), che può essere compilata gratuitamente, oltre che dall’operatore, anche dalle associazioni di categoria
maggiormente rappresentative a livello regionale. La carta, che serve per identificare l’operatore, deve essere poi validata, a cura dell’operatore stesso, da tutti i Comuni in cui svolge la sua attività. I Comuni possono aumentare fino al 5% dei posti complessivamente disponibili per l’alimentare (prima era il 3%) i posteggi per i produttori agricoli, previa comunicazione a Regione Lombardia.
Anche per quanto riguarda la verifica dell’assolvimento degli obblighi amministrativi, previdenziali, fiscali ed assistenziali, il provvedimento regionale affida alle associazioni di categoria la certificazione che questi obblighi siano stati assolti. Le associazioni provvedono annualmente alle verifiche, gratuitamente. Per i consumatori sarà così possibile accertarsi più facilmente se nei mercati si è in presenza di abusivi o di operatori "con le carte in regola".
Un ultimo aspetto riguarda le associazioni di categoria che organizzano mercati e fiere internazionali con la presenza di operatori stranieri: anche in questo caso spetta ai Comuni fissare forme organizzative e modalità di partecipazione degli operatori, insieme alle associazioni di categoria stesse.
"Il provvedimento – ha aggiunto Nicoli Cristiani – da un lato coinvolge le associazioni di categoria per semplificare l’assolvimento degli obblighi burocratici, dall’altro cerca di creare un asse tra Comuni e associazioni di categoria per realizzare una piena sussidiarietà".

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