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Fermati per l’etilometro? Una volta ogni 74 anni

Sul Corriere Beppe Severgnigni lancia una provocazione per chiedere più controlli. Sul sito dell'Istituto superiore di Sanità tutti i luoghi comuni sull'uso dell'alcol

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Paletta, controllo, etilometro: quante volte siete stati fermati? Può capitare ma "se è vero – ed è vero – che l’automobilista italiano ha una probabilità ogni 74 anni (!) d’essere fermato e costretto a soffiare nell’etilometro, che senso ha abbassare i limiti del tasso alcolico?". Se lo è chiesto, nel suo articolo sul Corriere della Sera a commento della proposta di legge presentata dalla Commissione Trasporti alla Camera, il giornalista Beppe Severgnini. Una provocazione per chiedere maggiori controlli, il vero, secondo lui, nocciolo del problema. 
E di alcol si parla, si discute ma non mancano i luoghi comuni. Il sito dell’Istituto superiore di Sanità ne ha raccolti alcuni da sfatare, pubblichiamo qui quelli più diffusi:
"L’alcol aiuta la digestione".
Non è vero! La rallenta e determina un alterato svuotamento dello stomaco.
"Il vino fa buon sangue".
Non è vero! Il consumo di alcol può essere responsabile di varie forme di anemia e di un aumento dei grassi presenti nel sangue.
"Le bevande alcoliche sono dissetanti".
Non è vero! Disidratano: l’alcol richiede una maggior quantità di acqua per il suo metabolismo in quanto provoca un blocco dell’ormone antidiuretico, quindi fa urinare di più aumentando la sensazione di sete.
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L’alcol dà calore".
Non è vero! In realtà la dilatazione dei vasi sanguigni di cui è responsabile produce soltanto una momentanea e ingannevole sensazione di calore in superficie che, in breve, comporta un ulteriore raffreddamento del corpo e aumenta il rischio di assideramento, se fa freddo e si è in un ambiente non riscaldato o all’aperto.
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L’alcol aiuta a riprendersi da uno shock".
Non è vero! Provoca la dilatazione dei capillari e determina un diminuito afflusso di sangue agli organi interni, soprattutto al cervello.
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L’alcol dà forza".
Non è vero! L’alcol è un sedativo e produce soltanto una diminuzione del senso di affaticamento e della percezione del dolore. Inoltre solo una parte delle calorie fornite dall’alcol possono essere utilizzate per il lavoro muscolare.
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L’alcol rende sicuri".
Non è vero! L’alcol disinibisce, eccita e aumenta il senso di socializzazione anche nelle persone più timide salvo poi, superata tale fase di euforia iniziale, agire come un potente depressivo del sistema nervoso centrale. È inoltre da sottolineare che la “sicurezza” non vigile e senza il pieno controllo del comportamento si accompagna ad una diminuzione della percezione del rischio e delle sensazioni di dolore rendendo più vulnerabile l’individuo alle conseguenze di gesti o comportamenti potenzialmente dannosi verso sé stessi e verso gli altri.
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La birra “fa latte”."
Non è vero! In realtà la donna non ha bisogno di birra per produrre latte, ma soltanto di liquidi: acqua, succhi di frutta e cibi nutrienti. L’alcol che la donna beve passa nel latte materno e viene assunto dal bambino. E’ bene ricordare inoltre che durante la gravidanza l’alcol assunto passa nel liquido amniotico con possibili conseguenze nella normale crescita del feto che alla nascita può risultare affetto da una grave malattia nota come sindrome feto-alcolica.
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L’alcol è una sostanza che protegge".
Non è vero! Anche se alcune evidenze mostrano che minime quantità di alcol possono contribuire nei soggetti adulti e di sesso maschile a ridurre il rischio di mortalità cardiovascolare, è bene ricordare che alle stesse quantità consumate corrisponde un aumento del rischio di cirrosi epatica, alcuni tumori, patologie cerebrovascolari, incidenti sul lavoro, stradali e domestici. In ogni caso, un individuo che non beve non deve essere sollecitato a bere al fine di prevenire una patologia, senza essere informato adeguatamente dei rischi che il consumo di bevande alcoliche, anche in minime quantità, comporta.Per prevenire le patologie cardiovascolari è molto più efficace ridurre il peso, non fumare, incrementare l’attività fisica, ridurre il consumo di sale e dei grassi alimentari e fare uso di farmaci appropriati. L’alcol non è un farmaco e come tale non può essere oggetto di prescrizione medica.

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