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Cassa in deroga, a rischio oltre 3.500 lavoratori

L'organizzazione sindacale chiede una massima urgenza nel dare indicazioni operative su chi sar?? incaricato di gestire la cigs in deroga, se il ministero del Lavoro o la Regione con il coordinamento della Provincia come succedeva in Bergamasca, e la disponibilit?? a mettere in campo una somma elevata visto il numero di persone interessate.

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Saranno oltre 3500 i lavoratori bergamaschi potenzialmente coinvolti dalla cassa integrazione straordinaria in deroga dal 1 gennaio 2009. E’ questo l’allarme lanciato dalla Cisl di Bergamo, che avanza due richieste alle istituzioni: una massima urgenza nel dare indicazioni operative su chi sarà incaricato di gestire la cigs in deroga (se il ministero del Lavoro o la Regione con il coordinamento della Provincia come succedeva nella nostra provincia) e la disponibilità a mettere in campo una somma elevata visto il numero di persone interessate. La Cigs in deroga, ovvero la cassa in deroga rispetto alla normativa sulla cassa straordinaria, viene erogata verso le piccole e piccolissime aziende artigiane con meno di 15 dipendenti e le aziende con oltre 15 dipendenti che non hanno diritto alla cassa straordinaria (come le imprese del commercio con meno di 50 dipendenti), e le aziende che hanno esaurito la possibilità di beneficiare di ammortizzatori sociali, secondo la norma che non consente di superare i tre anni di utilizzo di ammortizzatori nell’arco di cinque anni (in questo caso il quinquennio va dal 2005 al 2010).
Vista la rilevanza numerica dei lavoratori coinvolti e il conseguente impatto sociale, l’organizzazione sindacale “pone in modo urgente la necessità di dare in questi giorni l’effettiva garanzia della Cigs in deroga, con un atto formale della Regione Lombardia in stretto raccordo con il ministero del Lavoro”, come si legge in un comunicato diramato dalla Cisl. Questo dovrebbe permettere al tavolo territoriale di avere la continuità per tutte le procedure previste per la cassa in deroga nel 2009 e individuare tutti i possibili percorsi di orientamento lavorativo e riqualificazione professionale. “Senza questo passaggio fondamentale della garanzia della Cigs in deroga e una risposta immediata da parte delle istituzioni preposte, dal 1° gennaio molti lavoratori rischiano il licenziamento con la conseguenza di un grave impatto sociale nel territorio bergamasco”, ha dichiarato il segretario provinciale della Cisl Ferdinando Piccini. Sottolineando che in una fase di crisi economica come questa è urgente e indispensabile garantire il sostegno al reddito e la continuità occupazionale.

 

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