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Chiude la cartiera della Pigna

La Paolo Pigna Spa di Alzano ha annunciato ufficialmente che aprirà le procedure per la chiusura della divisione cartiera, che coinvolge 133 lavoratori, entro fine gennaio 2009. Un annuncio comunicato oggi, anche se la decisione era nell'aria da tempo.

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La Cartiera Paolo Pigna Spa ha annunciato ufficialmente che aprirà le procedure per la chiusura della Divisione di Cartiera, in cui sono occupati 133 lavoratori, entro fine gennaio 2009, come si legge in un comunicato diramato dai sindacati. Si è svolto lunedì 15 dicembre in Confindustria Bergamo l’incontro della delegazione sindacale composta dalle segreterie provinciali Fistel-Cisl, Slc-Cgil, Uilcom-Uil (rappresentate rispettivamente da Gigi Pezzini, Marcello Bertazzoni e Bruno Locatelli) e la Rsu della Cartiera, con il presidente della società Giorgio Jannone accompagnato dalla direzione aziendale. Nel corso dell’incontro sono state esposte le condizioni generali economico-finanziarie dell’intera società e nello specifico delle divisioni produttive (cartiera, cartotecnica, spirali e buste). I problemi principali evidenziati, oltre che le perdite della divisione cartiera, sono la questione del futuro sito produttivo insieme ai rapporti con le banche. La delegazione sindacale ha dichiarato che ritiene indispensabile concordare da subito un percorso che preveda le soluzioni per la salvaguardia dei posti di lavoro utilizzando tutti gli strumenti utili e necessari per conseguire questo obiettivo. Ciò è possibile con un confronto esplicito e continuativo fra le parti a partire da oggi e per tutto il tempo che sarà necessario escludendo forzature unilaterali e dannose alla gestione della vertenza. Sarà necessario inoltre il coinvolgimento istituzionale e di tutti i soggetti interessati, per affrontare sul territorio il futuro della storica azienda bergamasca e la sua collocazione logistica oltre che le prospettive per i posti di lavoro e il suo sviluppo industriale sulle produzioni che la stessa proprietà a dichiarato importanti e renumerative. Le parti hanno considerato urgente calendarizzare già per il 29 dicembre un incontro tra le parti per entrare nel merito della delicata situazione a partire dagli impegni industriali futuri e degli strumenti da utilizzare per la gestione dei problemi occupazionali. La delegazione sindacale ha convocato l’assemblea dei lavoratori per mercoledì 17 dicembre alle 14, nella quale saranno esposti nel dettaglio tutti gli argomenti emersi nell’incontro di lunedì.

La dichiarazione del presidente Giorgio Jannone

 

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Commenti

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  1. Scritto da Nerazzurro

    E ora quanti milioni dovrà pagare la Pigna per la penale legata alla centrale elettrica?
    Ma non è che rischiate il fallimento, andando avanti così?

  2. Scritto da karajan

    Caro Jannone, la “divisione non è più strategica” per una cosa molto semplice; non avete fatto innovazione, avete sfruttato i vecchi impianti (e i lavoratori) fino a che vi faceva comodo, poi tutti a casa. Siamo alla solita storia, ripetutamente vissuta in Italia. Come farete con quelle famiglie? darete loro un pò di soldini che avete intascato alle loro spalle?? A proposito, il sindaco di Alzano, non sapeva nulla? Che sfigato!!

  3. Scritto da Larry Bird

    12 novembre 2008: Jannone dichiara ai giornali che, malgrado la crisi generale, la Pigna riprende a pieno regime. 15 dicembre 2008: annuncio della chiusura entro fine gennaio della produzione carta e relativo indotto. Cittadini bergamaschi: attenzione ad eleggere un sindaco con simili credenziali!
    Bravo a mostrarsi bello lustro in pubblico, incline al sorriso e anche alla lacrima, ma alla prova dei fatti implacabile e sfuggente (x + di tre mesi si è sottratto all’incontro con le rsu!)

  4. Scritto da Farfarello

    C’è da dire che quel 12 novembre Jannone aveva anche dichiarato che per la cartiera erano necessarie delle “soluzioni industriali che non compromettessero il risanamento delle altre divisioni”. Quindi era chiaro che la cartiera avrebbe chiuso prima o poi. Per il resto, concordo che per l’on. Jannone la propria immagine conta molto. Non preoccupatevi che se ci fosse l’elezione diretta nessun bergamasco lo voterebbe. Ringrazi il “porcellum”.

  5. Scritto da Larry Bird

    A un dipendente della cartiera come il sottoscritto che da decenni la vora a ciclo continuo, fa girare un pò le scatole sentirsi ripetere ripetutamente (e senza mai entrare specificatamente nei dettagli!) che la soppressione della fabbricazione carta è necessaria x la sopravvivenza delle altre divisioni. 27 anni di ciclo continuo non son proprio serviti a niente? La centrale elettrica di cogenerazione, venduta 4 anni fa non certo x 4 soldi, è stata costruita grazie alla presenza della cartiera.

  6. Scritto da Farfarello

    E’ un periodaccio. Spero non tornino gli anni della tensione. Perchè ritrovarsi le strade insanguinate dagli attentati delle BR (contro chi stavolta? Finanzieri, banchieri, imprenditori, industriali, politici, sindacalisti, militari, poliziotti?) e dalle risposte dei terroristi neri (bombe nelle piazze e nelle stazioni?) è l’ultima cosa che questo Paese vuole.
    Ma se andiamo avanti così, qualche pazzo che torna a ungere i Kalashnikov diventa più probabile che possibile.
    Scusate, ma ho paura.

  7. Scritto da nick70

    il catafascio di un’altra area molto ricca, almeno lo era in passato….incredibile come i ns politici e questa specie di imprenditori, ho vergogna identificarli così, siano stati capaci di rovinare tutto!!! attenzione ai pochi ricchi rimasti…..quando non ce ne più per nessuno, poi veniamo a mangiare da voi!!!

  8. Scritto da Ratataplan

    Si e perchè non parliamo del fantastico plastico visto a Milano, ben prima della crisi, un anno fa di riqualificazione edilizia di quest”area, Una delle aree più apetitose della val Seriana. Altro che cementificazione a Bergamo, Amministrazione padana e amministratore delegato che è tra i possibili candidati a sindaco di Bergamo della CdL. Il tutto fa copia con i destini dell’area ex Honegher a Albino. Se il buon giorno si vede dal mattino….. poveri noi!

  9. Scritto da Maurizio

    Penso che da febbraio se non si prendono provvedimenti seri i politici bergamaschi verranno letteralmente presi a calci nel sedere per la strada. La situazione è esplosiva e si continua imperterriti a gettare miliardi di euro per prebende, clientele, carrozzoni e tessere da 40 euro che andranno in maggioranza nelle mani di chi ha già assistenza a tutto tondo. Siamo sul Titanic e si balla con l’orchestrina…..

  10. Scritto da nick70

    volontari per prendere a calci i politici bergamaschi, e non solo quelli di bergamo, ce ne sono quanti ne vogliamo….che si dimettano se non sono in grado di fare qualche cosa…quanto meno si può continuare la politica dei tagli, stavolta però con buon senso!!!

  11. Scritto da tamtam

    io ci sono…

  12. Scritto da PET

    Bisogna portarli all’uso della ragione! E del buon senso! Se la capiscono bene, altrimenti credo che tra poco vestiranno panni molto stretti.

  13. Scritto da PD

    La divisione cartotecnica della Pigna non deve morire. Possibile che noi bergamaschi non si sia capaci di utilizzare la CARTA DELLA PIGNA. Diamoci da fare, rimbocchiamoci le maniche aiutiamo questi 133 operai. Formiamo una società, come è stato fatto per la CAI. Chi ha delle idee le metta in circolo. Pol.Sco fatti venire qualche idea. Bergamaschi lo ripeto rimbocchiamoci le mani

  14. Scritto da PET

    Non solo la carta, consumiamo prodotti ITALIANI. Anche se meno competitivi, salvaguardano le nostre aziende e i lavoratori annessi.

  15. Scritto da mario59

    Si..credo che a questo punto dagli imprenditori e dai politici..non ci sia molto da aspettarsi..i politici ormai non sanno più che pesci pigliare, a parte salvaguardare i loro scranni che continuano a tenere stretti al loro fondoschiena, gli imprenditori (spero non tutti) che non gli interessa se migliaia di famiglie si stanno riducendo sul lastrico..andiamo avanti,ho paura che ci saranno lacrime da versare per tutti..la disperazione a volte fa trovare il coraggio..anche a chi non l’ha mai avuto

  16. Scritto da giannicameroun

    Sarà una combinazione ma sia la fonderia di Ponte San Pietro sia la cartiera di Alzano, hanno cominciato ad andar male da quando sono state gestite dai figli dei vecchi titolari.
    Che le nuove leve di imprenditori siano inferiori rispetto ai padri?

  17. Scritto da mario59

    E via..un’ altra..e altri 133 che si aggiungono alla triste e lunga lista dei disoccupati che già come tutti sappiamo, mette in serio pericolo il futuro di molte famiglie..si dice che non sia colpa di nessuno..è il mercato che crea queste situazioni..il mercato è libero..praticamente l’umanità è al servizio del mercato..forse dovrebbe essere il contrario..o no? Ma si sa..il mercato è di pochi, i quali vogliono il potere tutto nelle loro mani..questo è il liberismo..e gli altri? che skioppino!

  18. Scritto da Nerazzurro

    Mentre altre 130 famiglie bergamasche fanno i conti con le difficoltà economiche, l’onorevole Jannone, presidente della Pigna, sparge fumo a tutto spiano, dicendo che verranno rafforzate altre divisioni: come? quando? con quali soldi? con i suoi?