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“Noi del treno, presi in giro” I pendolari continuano a protestare

I viaggiatori-lavoratori bergamaschi hanno scritto a tutti i parlamentari chiedendo un forcing politico su Regione Lombardia e Trenitalia. "L'accordo del 28 novembre sull'orario invernale, che avevamo condiviso, ?? stato tradito in pi?? punti. Troppe falle nelle ore di punta e troppa confusione". A quella del Comitato di Bergamo si aggiunge anche la protesta dei trevigliesi. In vigore il nuovo orario.

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I pendolari bergamaschi non ci stanno e alzano la voce contro la Regione Lombardia e Trenitalia. “Sull’orario invernale in vigore dal 14 dicembre c’è stata una gran confusione e soprattutto una presa in giro – dice per il Comitato pendolari bergamaschi Francesco Graziano, che ha partecipato a più riunioni con Trenitalia e il Pirellone -. Non è accettabile che nell’accordo del 28 novembre tra Regione e Trenitalia ci fossero indicazioni precise su molti treni e che la settimana successiva quelle indicazioni siano state modificate, in particolare per gli orari di punta di partenza da Bergamo per Milano”.
Lo stesso comitato si è armato di posta elettronica, nella serata del 12 dicembre, e ha scritto a tutti i parlamentari bergamaschi. L’unica risposta, per ora, è arrivata da Savino Pezzotta: “Mi interesserò della situazione nelle sedi opportune”.
Col nuovo orario le proteste continuano. “Ci era stato detto che l’orario messo nero su bianco il 28 novembre era definitivo – spiega Graziano -. Ma non è stato così. Ci sono state successive modifiche. Tra l’altro Trenitalia in questo fine settimana ha distribuito sui treni diversi volantini, con alcune indicazioni sull’orario invernale. Vi sono molte alte incongruenze. Il consiglio, per tutti, è di fidarsi solo dei tabellari che compariranno nelle stazioni”.
Il Comitato Pendolari Bergamaschi lamenta in particolare di “aver firmato un progetto in cui era presente un treno in partenza alle 7.02 da Bergamo e con fermate a Verdello (ore 7.11), Pioltello (ore 7.32) e Milano Lambrate (7.42) e non un progetto in cui questo treno facesse più fermate di quelle appena citate, anticipando la partenza da Bergamo di oltre 10 minuti rischiando di far saltare le coincidenze a chi arriva dalla zona Est della provincia; un progetto in cui il treno in partenza alle 7,32 da Bergamo avrebbe dovuto fermarsi a Treviglio Ovest alle 7,47 e a Pioltello alle 8,06 e non un progetto in cui quel treno arrivasse a Pioltello alle 8,15, con tempi da lumaca (come c’è nel nuovo orario”. “Tante promesse non sono state mantenute – chiosa Francesco Graziano per il Comitato -. Purtroppo constatiamo che il servizio di trasporto su ferro in partenza da Bergamo continua a peggiorare. Io personalmente ho partecipato a quattro riunioni di trattativa per stendere l’orario concordato il 28 novembre. Mi chiedo che senso ha, adesso, parlare ancora di trattativa e di istanze dei pendolari. Ringraziamo l’assessore provinciale ai Trasporti Roberto Chiorazzi che ci ha sostenuto inviando una lettera alla Regione e a Trenitalia”.
Alla protesta del Cpb si aggiunge quella di più pendolari di Treviglio e della Bassa in generale. In una lettera i trevigliesi hanno riassunto diversi disagi e non comprendono la scelta di cancellare più treni tra Treviglio e Bergamo nelle ore di punta del mattino. A sostegno dei pendolari trevigliesi è intervenuto anche il sindaco Ariella Borghi, con una lettera a Trenitalia. I deputati bergamaschi del Pd Antonio Misiani e Giovanni Sanga hanno messo in atto la loro particolare protesta “contro il peggioramento del servizio ferroviario in Lombardia”. Sabato 13 dicembre, non hanno partecipato all’inaugurazione della Tav.

Ecco il testo dei pendolari trevigliesi:

In un tempo in cui tutti si riempiono la bocca con parole tipo “mobilità sostenibile”, incentivi al trasporto pubblico, lotta all’inquinamento, viene concesso a Trenitalia di tagliare il servizio di collegamento tra Bergamo e Treviglio, il maggior centro della provincia dopo il capoluogo, privando pendolari e studenti dell’indispensabile servizio di collegamento e costringendoli a viaggiare con mezzi privati andando ad intensificare una circolazione stradale già congestionata che sicuramente non necessita di ulteriori aggravi» scrive il gruppo di viaggiatori. La polemica di questi pendolari scaturisce dai tagli di collegamento tra la stazione di Treviglio Ovest e Bergamo nel periodo di maggior traffico dei pendolari e degli studenti: se attualmente, infatti, tra le 6,30 e le 8,30 della mattina sono disponibili quattro convogli – alle ore 6,58; 7,26; 8,04; 8,13 – tutti ad altra frequentazione ed utilizzati indistintamente sia dagli studenti che dai pendolari, dalla prossima settimana sarà disponibile un unico convoglio ritardato alle 8,06 rispetto all’attuale 8,04 con arrivo alla stazione di Bergamo alle 8,28. «Inoltre sarà messo a disposizione un autobus alle 7,37 con arrivo previsto molto ottimisticamente a Bergamo alle ore 8,18 senza tenere in debita considerazione il traffico stradale di queste ore di punta – continuano i pendolari -. Oltre ad avere in effetti un servizio “dimezzato”, una corsa viene effettuata su gomma con notevole aumento del tempo di percorrenza, quasi il doppio nelle intenzioni di Trenitalia ma in effetti poi sarà quasi il triplo nella migliore delle ipotesi. Inoltre, l’autobus delle 7.37 farà sosta anche a Verdello alle ore 7,53 con un tempo di percorrenza tra le due località di soli 16 minuti. Ci chiediamo se mai qualcuno di Trenitalia abbia mai avuto la necessità di attraversare Verdello sino al semaforo, dove mediamente il tempo oscilla tra i 15/20 minuti. Come poi si potrà soddisfare le necessità di tutti quelli che usufruiscono del treno ex 7,26 che statisticamente scarica a Bergamo circa 350 persone con la messa a disposizione di un solo autobus, oppure gli autobus saranno sette o otto alle necessità?. I trevigliesi vedranno transitare, senza fermarsi, altri due treni provenienti da Milano e diretti a Bergamo, uno alle 6,48 e l’altro alle 7,48 quasi che una città di 28.000 abitanti diventi all’improvviso “una città fantasma”; questi due treni si fermeranno invece sia a Pioltello (dove per Bergamo imbarcheranno uno o due passeggeri) che a Verdello. Dopo l’illusione di un servizio ferroviario degno della Regione più industrializzata d’Italia cadiamo nell’emarginazione e nel sottosviluppo. Il nostro è un doveroso richiamo all’incapacità di chi ha materialmente redatto il nuovo orario che non solo ha permesso che una città che tra poco potrà raggiungere anche 30000 abitanti di rimanere isolata dal capoluogo di Provincia per ben due ore ma anche all’astuzia di chi ha pensato di tenere queste informazioni all’oscuro di tutto e di tutti, mettendo in pratica i “cittadini” di fronte al fatto compiuto.

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Commenti

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  1. Scritto da berghem

    E’ vero che la linea bergamo-treviglio o.-milano è una linea morta, ma io vorrei sapere quanti milioni di eur all’anno prendono dai pendolari e studenti bergamaschi che vanno a Milano! Orari ridicoli, treni che risalgono al primo dopoguerra…e i biglietti che crescono!Si fanno forti del fatto che è DOBBIAMO prendere il treno, per cui ci trattano come animali!Sciopero del biglietto…niente servizi niente soldi…e i controllori devon osolo provarci a chiederlo!!!

  2. Scritto da andrea

    Non vi è dubbio che molte responsabilità, oltre che delle FS, sono della Regione che ha sempre privilegiato il trasporto su gomma a scapito di quello su ferro. Cosa accadrà domani a Treviglio quando il convoglio delle ore 8:06 diretto a Bergamo dovrà accogliere anche i passeggeri dei treni delle ore 7:26 e 8:13 ora soppressi? Invito i cronisti di Bg news ad essere presenti per testimoniare i fatti. Grazie per l’ospitalità

  3. Scritto da Andreia

    Continua a farmi imbestialire il fatto che i tempi di percorrenza aumentino anzichè diminuire!!!!!! 10 min in più rispetto agli abituali 60 min!!! A cosa sono serviti i raddoppiamenti e i quadruplicamenti della linea? E gli aumenti del prezzo dei biglietti?
    Si fa prima da Bologna! Pendolari bergamaschi, trasferiamoci sotto le torri!

  4. Scritto da pinato

    questa è la situazione dei treni e loro spendono milioni e milioni di euro per fare la bre.be.mi e le bretelle che ci faranno morire di tumore