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“Squadra dal grande carattere, quando va sotto”

Il rischio della seconda battuta d'arresto filata si stava materializzando per l'AlbinoLeffe che ha acciuffato un pareggio "all'ultimo tuffo", con l'incornata di Caremi a dieci minuti dalla fine. Il mister:"PEccato per il rigore nel finale di primo tempo. Un episodio che poteva costarci caro".

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Un pareggio all’ultimo tuffo. L’incornata di Caremi a dieci minuti dalla fine salva l’AlbinoLeffe dalla sconfitta con un Frosinone che fuori casa ha finora racimolato solo quattro pareggi. Armando Madonna, nonostante l’occasione persa, può ritenersi soddisfatto di aver agganciato il rocambolesco 2-2 finale.
Ma il rischio della seconda battuta d’arresto di fila si stava materializzando, eccome. “Avevamo preparato la partita convinti che il Frosinone avrebbe optato per una difesa a tre – esordisce il mister seriano -. Invece, di fatto, ci siamo trovati di fronte quattro uomini schierati a protezione della porta. Abbiamo faticato un po’ a sfondare. Peccato per il rigore giunto sul finale di primo tempo: un episodio che poteva costarci caro”. I giocatori in maglia celeste sembrano essersi svegliati solo dopo il colpo del quasi ko: “E’ verissimo, la vera natura della mia squadra si è rivelata sullo 0-2 – conferma Madonna -. I giocatori devono convincersi di essere forti, del resto i gol e le occasioni arrivano. Dobbiamo fare nostra la voglia di sorprendere ed essere più sbarazzini. Fisicamente cominciamo a stare bene, è un peccato che tra Brescia e oggi sia arrivato solo un punto”. Il rientro di Cellini, nonostante il bomber della scorsa stagione non sia ancora riuscito a ritrovare la via della porta, ha galvanizzato l’intero gruppo. E alla fine l’allenatore celeste s’è ritrovato con ben quattro punte in campo: “L’ingresso di Cellini ha voluto dire tanto per noi, ci ha regalato fiducia e intensità. E’ già un piacere vederlo allenarsi durante la settimana”. Non manca l’autocritica: “Non mi sono piaciuti i contropiedi presi, specie nel primo tempo – si rammarica Madonna -. Eravamo in troppi sul pallone, con il centrocampo a cinque, e non rientravamo a coprire”.
Simon Laner, settepolmoni del centrocampo, sulla scia del suo allenatore elogia il carattere della squadra: “Abbiamo tenuto duro rimontando alla grande. Non è stato facile, ma non potevamo permetterci di perdere: dobbiamo però avere la stessa convinzione dall’inizio, non solo quando andiamo sotto”. Ruben Garlini, invece, recrimina sul rigore fischiatogli contro: “L’arbitro ha usato due pesi e due misure – accusa -. Io sono inciampato per il terreno viscido, mentre nel secondo tempo un mani in area su un mio tiro non è stato sanzionato. Sono cose che provocano un po’ di rammarico, visto che si poteva anche vincere”. Cristiano e Carobbio sono usciti malconci dal campo: per il primo si ipotizza uno stiramento dei flessori della coscia sinistra, per il capitano solo un affaticamento.
BRAGLIA – Il tecnico del Frosinone si rammarica per il colpaccio solo sfiorato, togliendosi un sassolino dalla scarpa sul controverso episodio del battibecco con un tifoso gialloblu inviperito dal 2-2 finale: “Buonissima partita, abbiamo messo in difficoltà un AlbinoLeffe che ha pareggiato solo perché ci siamo complicati la vita. Forse ci siamo accontentati troppo di fare difesa e contropiede. E sul tifoso posso dire che mi scuso se gli ho risposto per le rime, ma io non porgo l’altra guancia. E certi insulti non li merito proprio…”.

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