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L’ultima copia del Los Angeles Times

Sulla pesante crisi che sta vivendo il popolare quotidiano californiano

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Vittorio Sabadin due anni fa, nel suo libro L’ultima copia del New York Times, aveva raccontato dei nuovi scenari che i giornali della carta stampata avrebbero dovuto affrontare con l’avvento di Internet. In questi giorni si parla molto del rischio di chiusura del Los Angeles Times. Su questo Federico Rampini e Luca De Biase hanno scritto importanti riflessioni.
"Se il calo della redditività della carta stampata dovesse un giorno spingere il New York Times, il Wall Street Journal e tanti altri (noi compresi) sulla stessa china del Los Angeles Times, chi fornirà la materia prima di cui si occupano i milioni di blog nel mondo?" si chiede Rampini.
De Biase riflette sul ruolo degli editori e dei giornalisti. "Il problema è che il primo nemico di questa informazione di qualità è stato un modo di fare gli editori orientato più agli interessi imprenditoriali o politici degli azionisti o all’avidità dei mercati finanziari che al servizio per il pubblico. Questo ha risucchiato risorse che non sono andate a salvaguardare la qualità dell’informazione. Purtroppo, ci si sono messi spesso anche i giornalisti ad andare in direzioni diverse. La tecnologia non è certo stata un ostacolo all’informazione".
Gli scenari che si aprono sono davvero complessi e pericolosi, ma ha ragione De Biase quando afferma che non si torna indietro e "la soluzione sarà chiara nel momento in cui si troverà il modo di presentare l’informazione di qualità come una risorsa che il pubblico tornerà a voler sostenere economicamente. Nel frattempo dovremo tutti rimboccarci le maniche. Perché quel momento non arriverà tanto facilmente".
La sfida affascinante, oltre alla centrale questione economica, è contenuta in una "parolaccia": crossmedialità. Un diverso rapporto tra carta stampata e web, tutto ancora da scoprire e praticare, è un tassello fondamentale per superare la crisi pesante dell’informazione. Finché a farla da padrona sarà la paura di perdere copie da parte dei giornali cartacei non si faranno reali passi avanti. E lo stesso si può dire per lo snobismo un po’ elitario e autoreferenziale di chi lavora solo sul web.

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