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L’avvocato Olivati: “Guai scoraggiare i giovani, c’?? spazio per tutti”

Il principe del Foro non tollera chi scoraggia le nuove leve: "Chi vuole intraprendere questa strada ha tutto il diritto di farlo. Basta essere determinati e un po' di spazio si trova. E poi non ho mai visto nessun avvocato morire di fame. Una volta c'era pi?? preparazione? Macch??, eravamo degli asinoni. L'importante ?? che la pratica sia effettiva e non per finta".

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"Quando sento qualcuno che sconsiglia ai giovani di intraprendere la nostra professione mi arrabbio". L’avvocato Riccardo Olivati, principe del Foro di Bergamo, non gradisce gli atteggiamenti corporativi: chi sogna di diventare avvocato è libero di farlo, anche di questi tempi difficili. "Non è detto che sia facile, ma ha tutto il diritto di provarci. Primo, perché chi è determinato alla fine ce la fa. Secondo, perché in tanti anni non ho mai visto nessun avvocato morire di fame. Basta appoggiarsi a uno studio affermato, oppure associarsi in cinque o sei per sostenere le spese. Il lavoro non manca mai e c’è spazio per tutti. Poi semmai è il mercato che decide: se uno non è all’altezza va fuori". Insomma, spazio all’ottimismo, contrariamente a quanto sostenuto dal presidente dell’Ordine Ettore Tacchini. "Con tutto il bene che gli voglio, non sono d’accordo con lui. Quando sento dire che non bisognerebbe nemmeno iscriversi a giurisprudenza ci resto male. Mi sembra una inutile autodifesa della casta, con toni apocalittici che non mi sono mai piaciuti".
Una delle motivazioni è che le nuove leve non avrebbero una preparazione adeguata. "Ma per favore, anche quando ero giovane io sentivo gli stessi discorsi: "Una volta era diverso…" Per carità, mi ricordo bene la preparazione di chi diceva di averla… la verità è che eravamo tutti degli asinoni. Questi sono dogmi, frasi buone per i cioccolatini, francamente hanno un po’ stancato. Chi è bravo va avanti, anche se certamente oggi ci sono più difficoltà: è vero infatti che trent’anni fa eravamo pochissimi e ora siamo più di 1600. Ma non bisogna scoraggiarsi. I giovani cercano e meritano delle chance, basta concedergliele. Basta dargli la possibilità di fare pratica: se tu non riesci a trovare una scrivania al praticante che bussa alla tua porta, puoi sempre chiamare un collega e sentire se lui ha un posto. Perché non bisognerebbe farlo? Me lo dica lei. Non lo si fa solo se si vuole costruire la Rocca attorno alla professione".
A proposito di pratica legale, molti lamentano che in realtà spesso ci si trova a fare le fotocopie…
"Questo è molto brutto. La pratica deve essere effettiva: se io ho un ragazzo in studio me lo porto dietro in udienza, gli faccio respirare l’atmosfera, gli faccio studiare qualche atto. E’ sbagliato fargli fare pratica per finta. Io non l’ho mai fatto. La verità è che ci vuole un minimo di solidarietà umana in ogni cosa".

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Commenti

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  1. Scritto da Pol.sco.

    Avvo, se on sa come controbattere alle argomentazioni degli altri forse è proprio il caso che cambi professione

  2. Scritto da Pol.sco.

    Se è come dici, il potere contrattuale del praticante si è innalzato notevolmente nei confronti del possibile dominus
    Potrà quindi farsi meglio rispettare
    La vecchia legge della domanda e dell’offerta
    P.S. La gavetta l’abbiamo fatta tutti, chi prima chi dopo e, come dice l’avv. Olivati, nessuno è morto di fame

  3. Scritto da avvo

    Va bene, non c’è possibilità di dialogo tanto le sue certezze sono assolutistiche, come nel suo stile. Comunque negare anche l’evidenza mi fa veramente orrore sopratuttto quando si specula con la vita, anzi la sopravvivenza, delle persone.

  4. Scritto da Pol.sco.

    L’avv. Tacchini ha ragione
    Centinaia di nuovi avvocati ogni anno li porteranno ad inseguire le ambulanze
    O ad essere sfruttati in modo incredibile dagli avvocati più vecchi

  5. Scritto da iva

    Quindi tu, Pol.sco., hai torto?

  6. Scritto da avvo

    Perchè è obbligatorio sfruttare i propri collaboratori pagandoli poco quando va bene, o niente nella maggior parte dei casi?
    Se non si vogliono troppi avvocati poveri si imponga al dominus di pagare uno stipendio che sia degno di tale nome ai propri collaboratori, invece di cacciarli da una professione solo in quanto indirettamente vengono pagati poco. Basterebbe una regola semplice semplice e pure molto civile.

  7. Scritto da Pol.sco.

    I praticanti sono un numero spropositato e sono liberi professionisti, non dipendenti
    Fanno la fila e spesso devono pietire per essere presi dagli avvocati, che quasi sempre non hanno posto
    Se si facesse una legge che obbliga ad un compenso determinato, nessuno li prenderebbe più
    Il praticantatato obbligatorio è per i soli primi due anni: serve per imparare dal dominus e per accedere all’esame
    In questo periodo non sei in grado di essere veramente utile a chi ti ospita.

  8. Scritto da avvo

    Capisco coprire qualche vergogna della categoria, ma chiunque di noi, visto che è stato praticante e in questo ambiente ci vive tutti i giorni sa la verità sull’uso dei praticanti.
    I praticanti così come i giovani avvocati (che almeno prendono qualche euro mentre i praticanti niente) formalmente sono liberi professionisti ma sostanzialmente sono meno di dipendenti e nella maggior parte dei casi sostituiscono la segretaria che ha tutti i diritti dei dipendenti. Negare l’evidenza mi pare troppo.

  9. Scritto da avvo

    Ti informo che il numero dei praticanti è in drastica diminuzione dopo il momento d’oro degli anni passati, ci sono Ordini come quello di Brescia in cui non esistono offerte di praticanti che cerchino uno studio e molti studi sono in difficoltà e non trovano praticanti, anche offrendo uno stipendio purchè basso, ma almeno qualcosa.
    E ti informo anche che il numero di praticanti per ogni avvocato è limitato a 2 max.