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Avvocati, Tacchini lancia l’allarme “Siamo troppi, situazione drammatica” video

Il presidente dell'Ordine di Bergamo: "Trent'anni fa eravamo 300, adesso siamo in 1600 per lo stesso numero di clienti: il mercato orobico ?? pi?? che saturo, sono in difficolt?? anche i grandi studi. Ci sono troppi praticanti senza preparazione e trattati come delle serve, bisognerebbe riformare le modalit?? di accesso alla professione perch?? allo stato attuale anche per i clienti ci sono meno garanzie".

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La categoria degli avvocati è sovraffollata. In Lombardia sono ben 25 mila gli iscritti all’Ordine: tanti, anzi decisamente troppi. Anche perché diventeranno ancora più numerosi dopo l’esame di abilitazione che si terrà dal 16 al 18 dicembre: 906 i praticanti iscritti a Brescia, ben 3689 a Milano. Per ospitare tutti i candidati alla prova meneghina servirà il padiglione tre della vecchia Fiera di Milano: una moltitudine che sogna una professione, ma che potrebbe trovarsi a fare i conti con una amara disillusione. Gli avvocati aumentano in continuazione ma il lavoro diminuisce: si rischia di creare disoccupati in toga. 
"La situazione è drammatica – sbotta l’avvocato Ettore Tacchini (nella foto a destra, ndr), presidente dell’Ordine di Bergamo – Oggi siamo in 1600. Trent’anni fa, per lo stesso numero di abitanti, eravamo al massimo 300. Basta questo dato per dare l’idea del problema. Il mercato è più che saturo e con la crisi economica va anche peggio: vedo grandi studi faticare per restare in piedi".
Insomma, per i giovani aspiranti alla professione le prospettive sono molto fosche.
"Bisognerebbe riformare l’ordinamento e l’accesso alla professione. Senza considerare che c’è una notevole disparità di correzione delle prove d’esame nelle varie sedi. Al Nord siamo rigorosi, in altre latitudini permane per così dire un certo lassismo. Ma la priorità è riformare l’università, da noi arrivano praticanti senza preparazione, con lacune gravi anche a livello culturale e persino grammaticale. Ma la colpa è anche nostra".
In che senso?
"Ormai sono pochi gli avvocati che si prendono cura dei praticanti, li trattano come impiegati che non costano: fanno i segretari o peggio la serva. il risultato è che abbiamo giovani colleghi che non conoscono nememno i principi base della professione".
Bassa qualità e sfruttamento, è il ritratto di una categoria in declino.
"La professione non è più quella di una volta, per cui non riesco nemmeno a capire perché i giovani aspirano ancora a indossare la toga. Forse perché non hanno di meglio. Ma oggi il giovane avvocato entra in studio per primo ed è l’ultimo a spegnere la luce: deve produrre più degli altri. E questo si traduce anche in minori garanzie per il cliente, perchè magari si mette in piedi una causa quando sarebbe meglio tentare una conciliazione".
Servono rimedi urgenti, ma è difficile trovare la ricetta giusta. Qual è la sua?
"Per essere iscritti alla cassa di previdenza occorre un certo reddito. Ebbene, questo dovrebbe valere anche come requisito per l’iscrizione all’albo. Se uno non riesce a guadagnare tot, significa che fa altro o che non è in grado si svolgere la professione. Insomma, bisogna "ripulire" l’albo, è da anni che lo ripeto".

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Commenti

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  1. Scritto da Pol.sco.

    Al mio ammiratore Haltman
    Solo x farti un dispetto ho deciso di lavorare di più e il guadagno in surplus me lo berrò alla tua faccia
    Le tariffe sono state già abbassate: la legge ha infatti abolito i minimi tariffari
    Per il pagamento della parcella solo se si vince la causa non metto becco: sarà un problema dei civilisti risponderti
    Io faccio il penalista: solo Perry Mason difendeva solo gli innocenti
    Noi comuni mortali assistiamo + spesso i colpevoli, che ci pagano anche + degli innocenti.

  2. Scritto da iva

    Farfarello, avvo, V.Grossi, luca49, Marco Amorese, neo avvocato, sut, Olivati, Tacchini l’allarme è lanciato. Anche il pompiere è un mestiere purchè non ci si metta d’accordo con i piromani.

  3. Scritto da Haltman

    Pol.sco. perchè non dare per primo il buon esempio: ritirati.
    Abbassare le tariffe per agevolare il ricambio. Pagamento solo in caso di vittoria delle cause. Gli avvocati hanno una importante responsabilità nel processo di riequilibrio economico finanziario del sistema.

  4. Scritto da Pol.sco.

    Io ho notato che la maggioranza dei figli di avvocati ha ripetuto l’esame varie volte: la commissione è formata soprattutto da magistrati e docenti universitari
    Quindi, fanfarello, cercati un altro mestiere rispetto a quello di avvocato d’ufficio di avvo

  5. Scritto da luca

    Bell’idea quella del reddito,cosi i giovani avvocati che non hanno ancora una clientela che fanno?Se siete troppi lasciate spazio ai giovani!Se i praticanti fossero meno verrebbero trattati meglio?Ma per favore!

  6. Scritto da Pol.sco.

    Si potrebbe obbligare al ritiro gli avvocati giunti ad una certa età e contemporaneamente bloccare l’esame di Stato oppure impedire a chi è stato bocciato più di due o tre volte di riprovarci.
    So che è doloroso: ma per risolvere il problema della giungla di avvocati non si può evitare di far soffrire qualcuno

  7. Scritto da Farfarello

    Pol.sco.: lei è veramente patetico.
    Non per fare “l’avvocato di avvo”, ma le accuse sugli esami e i concorsi taroccati in buona parte d’Italia sono notizie che vengono riportate spesso dai mass media.
    Avvo sta dicendo che è stato promosso per meriti – e gli crediamo -, non così invece molti altri dei suoi colleghi.
    E’ ovvio che il “figlio o il nipote incapace”, grazie alla raccomandazione, è in grado di intraprendere la professione anche se non lo merita. E’ sotto gli occhi di tutti. E’ l’Italia

  8. Scritto da Pol.sco.

    Se hai superato l’esame al primo colpo ma dici ch’era taroccato, confessi di non aver meritato la promozione

  9. Scritto da sut

    L’idea del Presidente di subordinare l’iscrizione all’albo ad un minimo reddituale in quanto altrimenti si sarebbe cattivi avvocati oppure si farebbe altro mi sembra da censurare: gli avvocati ultracinquantenni ricordano quanti anni ci sono voluti anche a noi per raggiungere un reddito almeno dignitoso? Ovviamente se non si aveva un avvocato in famiglia, in quanto altrimenti – ora ed allora – era più facile emergere!

  10. Scritto da Pol.sco.

    Veramente io ci sono andato a sostenere l’esame
    A Brescia nell’89
    Non ho notato proprio nulla
    Certo, essendo stato promosso subito non ho una lunga e più recente esperienza,
    Proprio per questo avvo è invitato a spiegare bene cosa intenda per taroccato: le accuse a vanvera sono diffamazioni se non corroborate da delucidazioni

  11. Scritto da avvo

    Modestamente superato alla prima volta, senza raccomandazioni di nessuno, parlo di me degli altri non so ma scommetterei che …..
    Visto che il mio presidente di commissione lo vedo ogni mattina e ogni mattina non perde occasione per sottolineare ai presenti la mia performance all’esame… veda lei…

  12. Scritto da avvo

    Ma basta citare il caos sui codici Giuffrè fatti entrare a Brescia e vietati a Milano, o potrei raccontare dell’esame fatto da un mio caro amico in altra sede nazionale… anzichè a Brescia, o vogliamo riportare gli scandali di Catanzaro, Reggio Calabria ecc. ecc.
    Negare anche l’evidenza mi pare francamente davvero troppo.
    Ma è solo tempo perso scrivere e rispondere tanto lo stile e le motivazioni di certe affermazioni ormai sono chiare a tutti. Distanti saluti.

  13. Scritto da valter grossi

    Possibile che non si colga che in questo paese il vero problema è sperequazione economica e la scarsissima mobilità sociale?
    Non c’è che un modo per favorirla : liberare risorse e talenti dal giogo corporativo e orientare il mercato verso la concorrenza alla pari.
    Questo è progresso, altro che ideologia !

  14. Scritto da Pol.sco.

    Sia così gentile, proff.
    Ci spieghi meglio in cosa sarebbe truccato l’esame porofessionale. Certe accuse devono quantomeno esser minimamente spiegate. Di giovani ce n’è già un fottìo. Il mercato è totalmente saturo.
    Stop ai nuovi avvocati, se non vogliamo veder scadere ulteriormente la professione

  15. Scritto da iva

    Ottimo l’intervento di Grossi.
    Pessimo Pol.sco. che andrebbe radiato dall’ordine per pessima condotta e talebanismo confusionario.

  16. Scritto da avvo

    Non è taroccato?? basta andarci tre giorni e capire il perchè!
    Il mercato è saturo perchè si ha una concezione vecchia della professione, chi pensa di diventare avvocato e di morire sulla scrivania facendo tutta la vita la stessa professione è fuori dal tempo e dal mondo contemporaneo. E’ come quelli che vogliono il posto fisso pubblico a vita. Bisogna abituarsi a cambiare vita, città e lavoro più volte nella vita. Quanto è provinciale l’italia rispetto al resto del mondo.

  17. Scritto da valter grossi

    Discriminare l’accesso al mercato è sempre un problema delicato, a maggior ragione in Italia, paese non troppo avvezzo la meritocrazia.
    Meglio superare gli ordini, liberalizzare le tariffe e a tutela della qualità favorire la nascita di libere associazioni dei professionisti e elevare il grado di informazione critica dei consumatori.
    Con Einaudi “aboliamo gli ordini”!

  18. Scritto da deluso

    Vabbè, vuol dire che martedì non mi presenterò allo scritto… Visto che non mi vogliono, getterò alle ortiche i molti anni spesi per studiare, formarmi, mentre dovrò tenermi gli anni di rinunce, sacrifici, i rospi che ho ingoiato, i soprusi, gli insulti, la spocchia, le corse in cancelleria, le nottate sugli atti, le sopraffazioni prima dal cancelliere e poi dal dominus, i rimborsi spese… manco il caffè… da martedì vado a fare il piccolo in cantiere almeno la michetta la guadagno.

  19. Scritto da Marco Amorese

    Da giovane avvocato, mi rendo conto che un’autocritica seria vada fatta, ma anche per i vecchi: troppi sono gli avvocati che da quando sono stati ammessi non hanno più aperto un libro.
    Stupisce però che i vertici del nostro ordine non siano impegnati ad aprire nuovi spazi alla nostra professione: le aste immobiliari sono appannaggio dei notai (gli avvocati potrebbero farle), i commercialisti hanno ottenuto le cessione di quote di s.r.l. e gli avvocati bofonchiano broccardi: o tempora o mores!

  20. Scritto da ex praticante nauesato

    la scoperta dell’acqua calda!!!!!blablablabla soliti discorsi solite parolette soliti proclami ma tanto…..che cambia??nulla!!
    un grosso in bocca al lupo ai miei ex colleghi praticanti in procinto di sostenere quel calvario che sono i 3 giorni dell’esame.
    Un saluto da un ex praticante che ha cambiato vita e mai scelta fu più felice!!!

  21. Scritto da Marco Amorese

    ERRATA CORRIGE
    La mancata organizzazione delle aste immobiliari forse è attribuibile all’Ordine (ma non conosco le ragioni per cui non si sia fatto nulla e potrei essere ingrato). La mancata apertura di nuovi spazi professionali è attribuibile ai nostri rappresentanti nazionali: ad es. la bozza di un progetto Bersani prevedeva la possibilità per gli avvocati di rogare compravendite immobiliari fino a 300.000 euro ed è stata l’unica parte stralciata nel silenzio tombale degli avvocati.

  22. Scritto da ingegnere

    Ma non va per la maggiore l’idea che gli ordini professionali siano da abolire?
    E’ normale che il presidente dell’ordine vada controcorrente. Mi sembra invece grottesco che ponga come nuovo criterio di accesso alla confraternita *il censo*.
    Poi: se l’università sforna laureati impreparati, a questo punto la selezione tocca all’Ordine – se la sua esistenza ha un senso. Se gli Avvocati ammettono al praticantato giovani impreparati, solo per assicurarsi manodopera a basso costo…

  23. Scritto da ingegnere

    …beh, direi che la categoria si deve accollare un’autocritica molto forte. Bassa qualità e sfruttamento, e la risposta sono paletti più rigidi e basati – ripeto – sul *censo*? Mi sembra ridicolo.
    Per inciso: non sono sicuro che l’abolizione degli ordini darebbe grossi vantaggi alla comunità.

  24. Scritto da VITTORIO

    AVVOCATI !! COMINCIATE A PAGARE LE TASSE (TUTTE) COME NOI POVERI LAVORATORI DIPENDENTI A 1200 EURO-MESE.

  25. Scritto da iva

    Quello che non si capisce è il motivo per il quale la laurea in giurisprudenza dovrebbe, per forza di cose, portare alla professione dell’avvocato..
    Esiste solo quella?
    La sola Lombardia ha tanti avvocati quanti ne ha il Giappone, la nazione più popolosa della terra..

  26. Scritto da carlo salvioni

    Premetto che Tacchini ha ragione.Siamo in troppi.Il mercato è quello che è e,inoltre, il sistema giustizia in questi ultimi cinquant’anni ha fatto come i gamberi:sempre più indietro.Di qui la fuga di molti potenziali clienti che preferiscono risolvere le loro vertenze in altri modi.Ma vi è un dato strutturale che molti ignorano nelle loro analisi del problema che ci interessa.L’economia di questo paese negli ultimi quindici anni non è cresciuta o è cresciuta molto poco.Non si è creato spazio per

  27. Scritto da carlo salvioni

    le nuove professioni dell’epoca postindustriale in cui viviamo.Le pubbliche amministrazioni, le banche, le assicurazioni hanno assunto molto meno giovani laureati in giurisprudenza rispetto al passato. Le università hanno moltiplicato i corsi di laurea in legge.Laurea facile e poco costosa per gli studenti e le facoltà.Di qui li boom delle iscrizioni,delle lauree e alla fine,faute de mieux, l’accesso alla professione forense,l’unica ,rispetto a magistratura e notariato,senza numero chiuso.

  28. Scritto da iva

    Il numero chiuso non è una soluzione, concordo con Grossi, sarebbe da abolire anche in medicina.
    Il quesito rimane:
    Quello che non si capisce è il motivo per il quale la laurea in giurisprudenza dovrebbe, per forza di cose, portare alla professione dell’avvocato..
    Esiste solo quella?
    La sola Lombardia ha tanti avvocati quanti ne ha il Giappone, la nazione più popolosa della terra..

  29. Scritto da neo avv.

    cmq è errato modificare le modalità di accesso all’avvocatura: l’esame così com’è va bene ed è già selettivo in sé. Piuttosto: approviamo una Legge che obblighi gli avv.ti ad andarsene in pensione a 60-65 anni come i lavoratori dipendenti, così da creare spazio ai giovani. Mi capita spesso di vedere avv.ti molto “su di età” che dormono letteralmente ai convegni, e si cancellano dall’Albo solo quando muoiono! è un controsenso! Per forza i giovani si demoralizzano!

  30. Scritto da Pol.sco.

    Il problema è serio e ben impostato
    Non ritengo un tabù sospendere le iscrizioni o porre un limite alla possibilità di ripetere l’esame di ammissione
    Conosco gente che è stata bocciata sedici volte

  31. Scritto da valter grossi

    Iva ha detto una cosa importante che ci richiama anche alla necessità di considerare , oltre all’abolizione degli ordini, quella del valore legale del titolo di studio. Un rimedio certamente meno discriminatorio della pianificazione rigida degli degli accessi.
    L’Italia ha bisogno in tutti i campi di un forte riequilibrio generazionale:

  32. Scritto da avvo

    Personalmente darei la possibilità anche a coloro che hanno superato l’esame ma lavorano presso gli uffici legali di banche, assicurazioni e industrie private di iscriversi all’ordine e di poter patrocinare (e quindi, lo dico per chi è esterno alla nostra professione) visto che oggi non possono farlo e non potrebbero nemmeno farsi chiamare avvocati. Non ho nulla in contrario e non temo la concorrenza. Ma capisco che questo divieto alimenta il mercato.

  33. Scritto da avvo

    La selezione va fatta prima, ci vuole il numero chiuso all’università e l’università deve essere più severa e selettiva, ormai con le lauree triennali è diventata una pseudouniversità.
    Trovo non sia corretto alimentare le aspettative e speranze di troppi ragazzi che si iscrivono a giurisprudenza pensando di fare l’avv o notaio o magistrato e che poi si ritrovano per anni e anni senza stipendio a fare concorsi su concorsi. E’ frustrante a 30/35 anni non avere stipendio e continue bocciature.

  34. Scritto da iva

    Il numero chiuso non è una soluzione, concordo con Grossi, sarebbe da abolire anche in medicina.
    Il quesito rimane:
    Quello che non si capisce è il motivo per il quale la laurea in giurisprudenza dovrebbe, per forza di cose, portare alla professione dell’avvocato..
    Esiste solo quella?
    La sola Lombardia ha tanti avvocati quanti ne ha il Giappone, la nazione più popolosa della terra..
    Sottoscrivo Grossi: “L’Italia ha bisogno in tutti i campi di un forte”. riequilibrio”

  35. Scritto da Farfarello

    Appurato che la sig.ra Iva e l’ass. Grossi la pensano alla stessa maniera (e ti pareva?), penso che l’opinione più condivisibile l’abbia data avvo:
    1) Numero chiuso all’università, come a Medicina (non è discriminazione antidemocratica, bensì selezione e ottimizzazione: non si generano illusioni o frustrazioni future in chi non ha le capacità per svolgere la professione);
    2) Università più severe;
    3) Rapporti + stressi fra facoltà di Giurisprudenza e studi legali

  36. Scritto da ada73

    un tempo l’accesso alla facoltà di giurisprudenza era a n. chiuso. Oggi, è un dato di fatto: ci sono troppi avvocati, eccessivi rispetto alla domanda di mercato e qs crea di fatto impiegati specializzati e non avvocati ma è anche vero che le università non sono preparate a formare gli studenti anche ad altre professioni o lavori. concordo con chi dice che ci vuole più selezione e preparazione. premetto sono un avvocato che però ha scelto la pubblica amministrazione…

  37. Scritto da iva

    Farfarello ha dimenticato la funzione degli ordini, qual’è, dopo i punti 1 2 3?

  38. Scritto da Farfarello

    Errata corrige: volevo dire “rapporti + “stretti” fra Università e studi legali”, in modo da favorire un più efficace ingresso dei laureati nel settore professionale.
    Rispondo a Iva: la funzione dell’ordine è quella di garantire la professionalità dei propri appartenenti, giusto?
    E’ ovvio che se una prima selezione è fatta a monte, nelle Università, anche per l’Ordine sarà più facile svolgere le necessarie verifiche di accesso alla professione.

  39. Scritto da Farfarello

    Se invece si vuole considerare la professione di Avvocato come qualsiasi altra professione, una professione liberalizzata, aperta a tutti e condizionata solamente dalle leggi di mercato e della domanda e offerta di servizi “C’è spazio per tutti” asserisce Olivati), allora a questo punto non ha senso nemmeno un Ordine e un numero chiuso che garantiscano la professionalità degli appartenenti, perchè saranno i clienti a decretare la professionalità del servizio proposto.

  40. Scritto da iva

    Farfarello muove più per il suo 23 o il 24?
    Risposta a Farfarello: da come è impostato l’articolo potrebbe essere che si voglia intervenire anche sugli iscritti oltre che sui potenziali futuri aderenti. Dal tuo precedente 20 pareva che con ‘mercato’ s’intendesse un termine preciso..

  41. Scritto da Farfarello

    La risposta l’ho data nel 20.
    Da un avvocato mi aspetto grande professionalità basata sulla qualità del servizio, non sul prezzo. Non ce li vedo ad allestire bancarelle sulla Piazza del Mercato con saldi e promozioni.
    Il problema, a quanto pare, è che sono troppi.Quindi urge a livello di Università e Ordine una selezione più severa e il numero chiuso.
    Certo, l’importante è che poi non diventi una casta come quella dei notai, in cui lavorano solo figli e parenti.
    Ce la faranno?

  42. Scritto da avvo

    concordo con farfarello, o si sceglie il modello liberalizzazione piena della professione e quindi abolizione dell’ordine, cosa su cui non sono aprioristicamente contrario, in tal modo il giudizio lo da il mercato, oppure si fa la selezione a monte prima ancora dell’ingresso nelle università.
    Ripeto ancora, x iva con cui sono di solito d’accordo ascoltami, guarda che ho visto tanti colleghi giovani praticanti fare ttre anni di pratica senza prendere una lira e lavorare come dei muli e far anche

  43. Scritto da avvo

    da segretaria dello studio (o da serva come dice il collega Olivati) e poi spendere migliaia di euro per corsi di preparazione all’esame di stato, centinai di euro per i libri e magari dover rifare l’esame 3,4 o 5 volte e poi essere costretti dalla necessità di guadagnare qualcosa per vivere ad abbandonare questa strada. Non è giusto, ho visto famiglie modeste fare sacrifici immensi e piangere per i propri figli trattati in questo modo.E’ giusto alimentare le speranze di tutti, illuderli?X me no

  44. Scritto da avvo

    La proposta di cancellare dagli ordini gli avvocati che guadagnano troppo poco è già stata fatta dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense, prof. Alpa, e la trovo francamente pazzesca. Ci si chieda il perchè esistono così tanti avvocati che guadagnano così poco… perchè sono giovani avvocati che lavorano per un altro avvocato più anziano che gli paga un mensile ridicolo di poche centinaia di euro (da cui vanno poi tolte tasse e contributi pensionistici), e questo lo sanno tutti.

  45. Scritto da iva

    27avvo: “concordo con farfarello, o si sceglie il modello liberalizzazione piena della professione e quindi abolizione dell’ordine, cosa su cui non sono aprioristicamente contrario, in tal modo il giudizio lo dà il mercato, oppure si fa la selezione a monte prima ancora dell’ingresso nelle università.”
    Quale dei 2, Farfarello e avvo?

  46. Scritto da avvo

    Per me è possibile contemperarli anche assieme e trovare un sistema misto. Ribadisco che il mio pensiero va a evitare che chi si crea troppe illusioni poi a 35 anni è molto dura rimettersi in gioco dopo aver speso tanti soldi e anni di studio.
    In generale comunque è necessario fare in tutte le facoltà universitarie la selezione a monte, troppi laureati in ogni materia che poi si lamentano perchè non trovano lavoro e vanno a fare lavori dequalificati e sono frustrati.

  47. Scritto da iva

    Ah! Un po’ quello che cercava di ‘equilibrare’ Grossi, ma anche Tacchini, in pratica senza presunzione d’aver ragione a tutti i costi.
    Allora c’è ancora speranza.

  48. Scritto da iva

    Troppi laureati mi pare eccessivo..Sulla frustrazione sarebbe utile utilizzare le strutture pubbliche che forse andrebbero potenziate almeno al pari di quelle private anche in Lombardia.

  49. Scritto da Pol.sco.

    Giurisprudenza è una laurea generica che non serve solo per intraprendere la carriera di avvocato, magistrato e notaio:
    Molti conseguono la laurea in legge per far tanti altri mestieri o per avanzare nella carriera nella pubblica amministrazione. Quindi è l’esame professionale che deve servire a selezionare. Ci sono troppi avvocati: blocchiamo tutto finche si ridurranno
    D’altronde la cosa vale anche per notai e magistrati: perchè per gli avvocati no?

  50. Scritto da Pol.sco.

    L’Ordine degli avvocati tutela innanzi tutto i clienti che sono finiti in mano a legali disonesti o impreparati
    Abolire l’Ordine vorrebbe dire il Far West con gli utenti della giustizia abbandonati a se stessi
    La posizione del manager nonchè assessore all’edilizia Walter Grossi è totalmente errata ed è dettata dalla sua ideologia
    Infatti Walter è un liberale talebano ed integralista
    (Tranquilli, gliel’ho detto anche in faccia diverse volte. Non sparlo alle sue spalle e lui sa bene chi sono)

  51. Scritto da avvo

    Mi viene in mente il quadretto che fece il tutor assegnatomi dall’Ordine stesso durante un corso di deontologia per spiegare a noi presenti come funziona il potere sanzionatorio dell’Ordine nei confronti degli iscritti che violano le regole deontologiche…. Taccio …
    L’esame così come è ora e così come era prima non funziona!
    Selezione va fatta prima, ma credo faccia comodo avere praticanti che restano nel limbo per decenni tanto così non li si paga nemmeno e si risparmia sulla segretaria

  52. Scritto da proff.

    Certamente l’Avv Tacchini (Anziano del FORo” tutela LUi ed i suioi “Anziani”, ma sono d’accordo con l’Avv. Olivati che è necesario ringiovanire l’Ordine perchè i giovani sono il ns.futuro.
    Personalmente però sono contrario agli ORDINI, ai COLLEGI, a tante associazioni che creano tanti “CLAN” e che non tutelano più, sia gli iscritti che i cittadini. L a libera professione la si deve guadagnare sul campo,non con un concorso (a volte truccato).Chi e capace professa chi non è capace cambia mestiere