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Ammaniti sbarca al cinema con Salvatores, Keanu Reeves con gli Ufo

Le uscite al cinema da venerdì 12 dicembre: "Ultimatum alla terra" e "Come Dio Comanda", pellicola tratta dall'ononimo libro

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Venerdì 12 dicembre esce nelle sale Ultimatum alla Terra, remake dell’omonimo film del 1951.
Come nella versione originale, di incredibile attualità sebbene risalga ad oltre 50 anni fa, Ultimatum alla Terra ripropone il genere fantascientifico con una trama che comprende previsioni di catastrofi per l’umanità, incontri con esseri extraterrestri e corse all’ultimo minuto per salvare il salvabile.
La scienziata Helen Benson (Jennifer Connelly) viene a contatto con un misterioso alieno, che dice di chiamarsi Klaatu e di essere in viaggio nel cosmo per avvertire l’umanità dell’arrivo di un imminente disastro che distruggerà la vita sulla Terra.

 

Klaatu (Keanu Reeves) chiede anche di poter conferire con i leader mondiali, ma gli viene impedito da forze indipendenti dal controllo di Helen. La donna si ritrova così a lottare da sola, con il solo appoggio del figliastro Jacob (Jaden Smith), per sventare il cataclisma e salvare il mondo dalla fine. Helen deve così affrontare il compito più difficile: convincere chi è stato inviato per sterminarci che meritiamo invece di essere risparmiati. E se fosse ormai troppo tardi?
Ultimatum alla Terra materializza le paure legate all’esistenza di civiltà extraterrestri con intenzioni ostili nei nostri confronti, nonché le angosce – molto più concrete – di chi considera l’umanità impegnata in un processo irreversibile di contaminazione del pianeta e spreco delle risorse naturali, che in futuro comprometterà la sopravvivenza degli uomini stessi.
In questo film si può vedere Keanu Reeves in un ruolo insolito, quello di un alieno enigmatico ed antropomorfo, e il figlio di Will Smith, Jaden, che debuttò come attore proprio a fianco del padre, nel bellissimo La ricerca della felicità.
Il 12 dicembre al cinema arriverà anche il nuovo lavoro di Gabriele Salvatores, Come Dio comanda. Siamo nell’Italia del nord; qui, tra case anonime, centri commerciali e piccole attività industriali, vivono un padre e un figlio. Il primo, Rino, svolge lavori saltuari ed è schiavo dell’alcol; il secondo, Cristiano, è timido e introverso, preso in giro dai compagni e scuola e legatissimo all’unico genitore che si prende cura di lui.
Rino cerca di educare il figlio adolescente nell’unico modo che conosce e sbarcare il lunario come può, per evitare soprattutto che i servizi sociali lo separino da Cristiano. L’unico amico dei due protagonisti è un pover’uomo che tutti chiamano Quattro Formaggi, rimasto invalido dopo un incidente e perso nelle proprie ossessioni: Dio, il presepe e una pornostar. In una sola notte, una catena di tragedie cambierà le vite dei tre uomini e delle persone che vivono accanto a loro. Dopo Io non ho paura, Come Dio Comanda è il secondo film di Salvatores ispirato a un romanzo dello scrittore Niccolò Ammaniti. In questo caso, il dramma non si compie nel “profondo Sud”, ma la narrazione è ambientata in quel Nord Est da sempre considerato patria di lavoratori instancabili e famiglie benestanti. Gli attori che interpretano padre e figlio, rispettivamente Filippo Timi ed Alvaro Ceca (al suo debutto sul grande schermo) sono bravissimi a dar voce a tutta la rabbia e la disperazione  dei loro personaggi. Dulcis in fundo: Elio Germano, nel ruolo di Quattro Formaggi, e Fabio De Luigi, in quello dell’assistente sociale che segue il caso di Rino e Cristiano, danno ancora una volta prova di grande talento.

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