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L’ultima preghiera a casa, poi l’infortunio mortale Domani l’ultimo saluto a Sergio Riva

Centinaia di persone alla veglia per Sergio Riva, morto a 20 anni per un incidente sul lavoro alla Dalmine. Il curato dell'oratorio lo ricorda: "Era una persona onesta, che diceva chiaramente ci?? che apprezzava o meno. Era facile volergli bene". Domani alle 14,30 la celebrazione delle esequie, con il rettore del Seminario don Pezzoli.

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Recitava sempre il rosario Sergio Riva, prima di andare alla Dalmine per il turno di notte. L’aveva fatto anche lunedì sera verso le 21, insieme alla mamma Emilia, nella villetta di via Ruffilli 3, a Spirano. Quattro ore dopo, a soli 20 anni, è morto schiacciato dall’enorme imbuto metallico di un macchinario del laminatoio expander, dove lavorava da un anno dopo aver ottenuto due contratti da interinale.
Una tragedia che ha fatto scattare lo sciopero dei sindacati, fino alle 8 di questa mattina. Una tragedia che ha scosso Spirano. Tutti, nel paese della Bassa, conoscono la famiglia Riva: molto cattolica, devota, vicino alla parrocchia e all’oratorio, con il primo figlio operaio alla Dalmine, contento di lavorare nella multinazionale Tenaris, e i due figli Mauro ed Elia, di 18 e 16 anni, entrambi seminaristi a Bergamo.
“Quanto Spirano volesse bene a Sergio è stato dimostrato martedì sera, nella cappella dell’oratorio in largo Don Premarini, dove c’è stata la veglia per lui – dice il curato don Stefano Galbusera, che dirige l’oratorio da ben 13 anni -. C’era tutta la famiglia e soprattutto c’erano decine di ragazzi e tante altre coppie di genitori. Diverse centinaia di persone. E credo di poter spiegare la loro presenza con parole semplici: al di là della tragedia sul lavoro, al di là di come sono andati i fatti, Sergio ha lasciato un bel ricordo semplicemente perché era capace di provare vere passioni. Non cercava soluzioni di comodo, se diceva che un libro gli piaceva era onesto, e faceva così per tutto il resto. Quindi era facile confrontarsi con lui”.
Anche don Stefano, come ha fatto il papà dell’operaio scomparso, ricorda la scelta di Sergio di andare a lavorare alla Dalmine: “Non era più molto convinto di proseguire negli studi di ingegneria elettrotecnica, ma di sicuro era convintissimo di andare a lavorare alla Tenaris Dalmine. Era contento e orgoglioso di quella possibilità: e infatti, da quel che so, in azienda erano assolutamente soddisfatti di lui. I turni al lavoro lo avevano un po’ allontanato dall’oratorio, non passava più di qui come faceva una volta. Ma con tutta la famiglia era rimasto molto vicino alla comunità parrocchiale. E continuava anche a coltivare la sua passione per la letteratura, con un approfondimento non proprio semplice sui testi dei classici latini, letti in lingua moderna e forse anche nella lingua antica. Insomma era facile volere bene e apprezzare Sergio”.
Il feretro del giovane operaio è stato portato nell’abitazione di via Ruffilli alle 12 di oggi, 10 dicembre. I funerali saranno celebrati domani alle 14,30 da don Stefano Galbusera. Al suo fianco, durante la celebrazione della Messa, anche don Pasquale Pezzoli, rettore del Seminario di Bergamo, accompagnato dagli studenti delle due comunità del biennio e del triennio.

La cronaca dei fatti

Il ricordo della famiglia e dell’amico

La solidarietà dei sindacati

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