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Compie 60 anni la dichiarazione dei diritti dell’uomo

Molte iniziative in tutto il mondo. Ma la metà dei giovani italiani non la conosce

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Sta alla base della moderna convivenza civile mondiale, ma la metà
dei giovani italiani non ha mai sentito parlare della Dichiarazione
universale dei diritti umani
, che oggi 10 dicembre 2008 compie 60
anni: un segno importante dei tempi, dove ancora molto c’è da fare proprio nel segno dei diritti fondamentali, e delle informazioni che a loro appartengono.

Nata nel 1948 mentre il mondo usciva, cambiato e stravolto, da una
guerra che non aveva uguali, la dichiarazione è nata sotto lo
choc di quella guerra e delle bombe di Hiroshima e su spinta della
comunità internazionale riunita nella giovane Onu.

La Dichiarazione fu redatta da alcuni tra i più
importanti intellettuali dell’epoca, dai francesi Jacques Maritain e
René Cassin, al libanese Charles Malik, al cinese P. C. Chang,
sotto la direzione del canasede John Peters Humphrey in una
commissione presieduta da Eleanor Roosvelt, moglie del presidente Usa
Franklin Delano. E fu approvata, appunto, il 10 dicembre 1948
dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che approvò i 30
articoli del testo finale con 48 Paesi favorevoli e otto gli
astenuti: gli Stati del blocco sovietico, il Sudafrica e l’Arabia
saudita
.

Da allora la Dichiarazione, che si è ispirata
ai principi della Rivoluzione francese
, malgrado non sia vincolante per i
Paesi che l’hanno firmata, è stata il punto di riferimento per
lo sviluppo delle democrazie moderne ed è la base dei
documenti delle Nazioni Unite e della Carta dei diritti fondamentali
dell’Unione europea. Dal primo articolo che stabilisce l’uguaglianza
e la libertà di tutti gli esseri umani, al trentesimo che
sancisce il carattere inalienabile dei diritti, vengono enumerati una
serie di principi comuni posti a fondamento della dignità
umana. Il diritto alla vita, al giusto processo, alla privacy,
all’asilo, alla proprietà, all’istruzione, e poi, la libertà
di pensiero e di espressione e la condanna della tortura e della
schiavitù.

Per ricordare i 60 anni di vita della Dichiarazione, sono
stati organizzati diversi eventi in tutto il mondo. In Italia 159
città sono coinvolte in iniziative mirate
a conoscere e
rispettare la carta, promosse da “La tavola per la pace",
la rete che riunisce enti locali e associazioni impegnate per la
tutela dei diritti umani, e da Flavio Lotti, coordinatore del
Comitato nazionale per il 60/mo anniversario della dichiarazione
universale dei diritti umani.
Amnesty International ha
presentato a New York anche una canzone e un video per chiedere ai
governi del mondo di rispettare i diritti umani: ‘The Price of the
Silence’.
“All human rights for all"
è invece il titolo del film collettivo non-profit ideato da
Roberto Torelli: 30 cortometraggi realizzati dai principali registi,
attori, musicisti e sceneggiatori italiani. Tra loro Carlo Lizzani,
Anita Caprioli, Maya Sansa, Donatella Finocchiaro e Valerio
Mastrandrea.

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