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Fiabe per crescere e per aiutare i più poveri

Un mondo di fiabe. È il sogno di un mondo più bello per tutti. L’Unicef ci prova da sei anni. Lo fa con la sua collana di titoli per l’infanzia: “Le Parole e il Pane”, che si allunga di una nuova proposta: “Impara l’arte e mettila da parte”.

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Un mondo di fiabe. È il sogno di un mondo più bello per tutti. L’Unicef ci prova da sei anni. Lo fa con la sua collana di titoli per l’infanzia: “Le Parole e il Pane”, che si allunga di una nuova proposta: “Impara l’arte e mettila da parte”.
Due le novità di quest’anno: il coinvolgimento dell’Università di Bergamo insieme con la Provincia – che è dall’inizio il partner del progetto – e la scelta di fare una presentazione animata e vissuta. Alcune pagine delle fiabe raccontate nel libro saranno interpretate e messe in scena, naturalmente dai bambini delle elementari nell’Auditorium della Provincia (Istituto Liceo Mascheroni di Bergamo).
Sono dieci le fiabe che formano il percorso di questo nuovo itinerario, che è al tempo stesso di valenza educativa e di solidarietà. Le composizioni sono numerose – in media una cinquantina ogni volta – ed anche questo è un buon segno: la creatività dei bambini e dei ragazzi rimane molto viva e quando viene sollecitata si esprime in tutta la sua ricchezza. L’esperienza è affascinante e coinvolgente: favorisce un incontro di culture, di esperienze, di mondi, di storie, quindi amplia orizzonti, unisce, è un girotondo di situazioni e scenari. Le fiabe di quest’anno provengono dall’America Latina, dall’Arabia, dalla Cina, dal Ghana, dalla Polonia, dalla Russia, dalla Serbia e dalla Spagna. Preziosi come sempre il sostegno e la vicinanza della “Pinco Pallino”, griffe bergamasca della moda per bambini.
Infaticabile regista delle iniziative dell’Unicef è Ermanna Vezzoli, presidente del Comitato di Bergamo, che si mobilita a tutto campo per ottenere il massimo: non per sventolare un risultato di prestigio ma per far crescere le risorse da destinare in solidarietà. “La nostra iniziativa – spiega Ermanna Vezzoli – prevede la valorizzazione e la diffusione della fiaba come strumento formativo. In parallelo, con la fiaba si può fare del bene e il campo dei bisogni è infinito”.
Come detto, le fiabe dell’Unicef sostengono le scuole nell’Africa: “Ne sono state costruite, ricostruite, rese agibili a centinaia. C’è la volontà – prosegue Ermanna Vezzoli – di dotarle della fornitura di acqua e di servizi igienici”. Sono stati fin qui sostenuti progetti in Angola, nel Malawi, nel Mozambico, nel Ruanda, nel Sudafrica e nello Zimbawe. Per poter realizzare i progetti di solidarietà occorrono fondi: l’Unicef conta molto sull’aiuto e sul sostegno dei Comuni bergamaschi, ai quali puntualmente ci si rivolge: “Grazie all’acquisto dei nostri libri – conclude Ermanna Vezzoli – oltre a favorire un disegno culturale di dialogo e di integrazione, di formazione e di sensibilizzazione, con il contributo dei Comuni si porta avanti il progetto Scuole per l’Africa: e questo dimostra che è possibile dare ai bambini più poveri delle regioni colpite dalla guerra e dei villaggi più remoti, la possibilità di andare a scuole e di ipotecare in tal modo un futuro diverso”.
I titoli delle dieci fiabe Unicef che sono state presentate il 5 dicembre nell’Auditorium di Borgo Santa Caterina sono: Il giaguaro, Il saggio agricoltore, La prova, La scimmia e la casa nuova, I girini cercano la mamma, Un tesoro inesauribile, Il gelo, Impara l’arte e mettila da parte, La topolina vanitosa, Una fiaba akan. La ragione per cui il falco si nutre dei pulcini della gallina.

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