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E ora continuiamo a pensare alla salvezza?

Cesare Malnati fa il punto della situazione e rimarca come l'Atalanta abbia tutte le carte in regola per puntare ad un traguardo più interessante della salvezza. La Coppa Italia, per esempio, era a portata di mano, ma i nerazzurri se la sono lasciata sfuggire inopinatamente.

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di Cesare Malnati

E adesso che facciamo? Con l’Atalanta settima in classifica a quattro punti dalla Champions (teorica quanto si vuole), i superesperti continueranno ad autoflagellarsi con questa lagna del più undici dalla Reggina? A Genova, domenica prossima, si va per ottenere la solita bella sconfitta, così si torna in media?
I giornalisti – mi riferisco ai colleghi perché di grilli parlanti straripano radio e televisioni, qui come altrove – mica devono fare i direttori sportivi o gli allenatori. Le interpretazioni tattiche interessano alla gente sì e no. Destreggiarsi è giusto per dare un’informazione competente (data la diffusione dei grilli parlanti …), ma poi bisogna esercitare un’azione di stimolo sia verso gli attori che verso gli spettatori. Quindi i giornalisti devono rappresentare la realtà, che ora mostra una squadra in grado di vincere, in casa, sei partite su otto (parziale 14-4). Sicchè non si capisce per quale ragione la stessa formazione non debba farsi valere anche in trasferta, dove invece non cava un ragno dal buco.
Possibile che non si sia potuto finora leggere un’intervista al signor Del Neri, senz’accontentarsi delle solite risposte di maniera, che chiamano in causa la spinta del pubblico? Ci saranno pure delle spiegazioni tecniche? Oppure non sarà, come sostengo io, che a furia di volare basso i giocatori non sanno nemmeno loro che cosa ci vanno a fare a Reggio Calabria, Firenze, Torino, se tanto l’obiettivo è salvarsi e la salvezza non urge?
Si capisce che per l’allenatore è più imbarazzante accettare quest’ipotesi ma qualche domandina non inginocchiata su questo argomento ci starebbe, eccome. Invece il tecnico, che è bravissimo, nulla da eccepire, disserta sul suo terreno preferito (il fuorigioco, la difesa a zona sulle palle ferme) ma è libero d’alzare le spalle di fronte a prestazioni esterne inguardabili.
Sapete che cosa dice sempre il plenipotenziario AlbinoLeffe, Andreoletti? Che nel calcio non si deve buttar via niente. Prendiamo la Coppa Italia. Ma un’Atalanta vera non avrebbe potuto porsi come obiettivo almeno questa manifestazione? Invece i nerazzurri sono usciti dopo una prestazione ultramolle a casa della Lazio. La stessa Lazio che, nel turno successivo disputatosi settimana scorsa, s’è qualificata battendo il Milan a S.Siro. Non poteva tentare la medesima impresa l’Atalanta, libera com’è da pressanti preoccupazioni? Mi pare che lo stesso Ruggeri jr., con la sua passione assistita da molto sale in zucca anche se è il più giovane, voleva provarci e non c’è stato nessuno, o quasi, in questa città priva di scatto, che, a sciocca eliminazione avvenuta, si sia posto il problema. 

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