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Cartelli in bergamasco sui sentieri, l’obbligo della Lega non piace

Per colpa di Caruna, Valbundi??, F??pol, F??ipi?? e chi pi?? ne ha pi?? ne metta ?? addirittura saltata una seduta di commissione regionale. La modifica alla legge sui rifugi presentata dal bergamasco della Lega Frosio prevedeva l'obbligo a tutti gli enti locali di montagna di modificare la segnaletica dei sentieri abbinando la voce in italiano con la traduzione in dialetto.

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Per colpa di Caruna, Valbundiù, Fòpol, Füipià e chi più ne ha più ne metta è addirittura saltata una seduta di commissione regionale. Il dibattito è inciampato su un argomento all’apparenza innoquo che si è invece rivelato politicamente scomodo: i nomi dei sentieri di montagna in dialetto. L’emendeamento presentato dal consigliere bergamasco Giusuè Frosio, Lega Nord, alla legge sui sentieri alpini, ha fatto saltare il banco: la modifica prevedeva l’obbligo a tutte le comunità montane e ai Comuni di montagna di modificare la segnaletica dei sentieri abbinando la voce in italiano con la traduzione in dialetto. La proposta avrebbe sì contribuito a poreservare la tradizione del dialetto, ma allo stesso tempo avrebbe comportato ingenti spese da parte degli enti locali. Proprio per questo motivo parte della maggioranza non ha apprezzato e la commissione è stata rimandata. "Il mio era un emendamento molto semplice – spiega Frosio – e anche i costi per attuarlo non sarebbero eccessivi, basta rivolgersi alle associazioni tipo gli alpini. Non serve un vero e proprio cartello come per i Comuni. Evidentemente i miei colleghi consiglieri sono ancora scioccati dalle bacchettate della maestra quando parlavano dialetto".
Per Marcello Saponaro, consigliere dei Verdi, l’emendamento è "demenziale". "In questo modo si obbligano i Comuni di montagna a dortarsi di una nuova segnaletica, con spese folli da parte degli enti locali già in difficoltà. Speriamo che in questa settimana di riflessione gli alleati convincano la Lega a ravvedersi".

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Commenti

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  1. Scritto da Nozdreff

    La diffusa opposizione alle lingue locali mostra l’arretratezza e la bassa qualita’ di buona parte dei politici ed intellettuali italiani. Perfino in Francia un moto di progresso civile ha condotto il parlamento a riconoscere, includendolo anche nella Costituzione, che “Les langues régionales appartiennent au patrimoine de la France.” Approvo l’iniziativa sulla segnaletica in lingua locale, che fa avanzare il progresso civile in Italia nella direzione gia’ percorsa da altri piu’ civili Paesi.

  2. Scritto da dakrismeno

    Forse Padan-Hunter non sa che la Catalunya è la regione piu’ ricca di Spagna, e che per questo (come Lombardia e Piemonte) è stata “invasa” da chiunque. Eppure questo non ha impedito ai catalani di stimare il propio “dialetto”. Le “invasioni” sono solo un’altra scusa lombarda; la verità è che ci vergognamo della nostra lingua, e l’idea di vederla scritta ci fa venire l’ansia. Almeno ditela com’è: “abbiamo vergogna di chi siamo e vogliamo andare tutti a fare il bagno in Arno per puruficarci”.

  3. Scritto da Vittorio

    I cartelli in dialetto sono una cosa becera che ridicolizza Bergamo e i bergamaschi.

  4. Scritto da acido

    Che strazio… ma la smettano.
    La smetta chi vorrebbe imporre una iniziativa (la toponomastica bilingue) che può essere bella se spontaneamente assunta dalle singole amministrazioni ma diventa assurda se la impone un ente (la regione) a spese di un altro (comune o comunità montana). Sarà mica questo il federalismo, eh Frosio?!?!?!
    La smetta anche chi, dall’altra parte, blatera di “spese folli” per quattro cartelli in croce.

  5. Scritto da DANTE

    MA PERCHE’ OGNI QUAL VOLTA SI VUOLE EVIDENZIARE LA NS. CULTURA, LE NS ORGINI IL NS. DIALETTO C,E’ QULCHE “SUMMA TEOLOGIE” CHE LO SI FA’ PER IMPORRE, LO SI FA’ PERCHE E BELLO. BRAVO FROSIO UN VERO BERGAMASCO

  6. Scritto da vittorio

    Si la “cultura” della polenta e osei….

  7. Scritto da paulbilla

    Certo Vittorio, la nostra cultura. La tarantella invece va bene?

  8. Scritto da Pol.sco.

    Chi disprezza la bergamaschità ed il nostro dialetto, si trasferisca direttamente in Arno: ma senza boccaglio

  9. Scritto da corti-novis

    spendere soldi per mettere in sicurezza i sentieri, far decollare il parco delle orobie, il turismo dse ne frega del dialetto anzi provoca disinformazione. leghisti andate pelar le patate.

  10. Scritto da vittorio

    Sono contro la “cultura ” della polenta e osei e della tarantella.La cultura e’ un’altra cosa……

  11. Scritto da Gio4

    Siamo allo strapaese, ma piace cosi’……………

  12. Scritto da at.

    In Italia va bene la coltura del corano, tutti quelli che vengono da fuori sono liberi e hanno il diritto di poter esprimere le loro usanze e culture, noi no perche’ se no siamo dei razzisti. Basta falsi moralismi!

  13. Scritto da paulbilla

    Spiegacelo tu cos’è la cultura Vittorio. Guarda, l’enciclopedia sta proprio lì sopra. Poi penso che il ‘sono contro’ (tua opinione personale) e la sentenza sparata al commento 1 non vadano d’accordo neanche un pò.

  14. Scritto da Il Bergamotto

    Tra un po’ gli irsuti ed infelici epigoni della globalizzazione raderanno direttamente al suolo le montagne. Per farci sopra moschee, madrasse e suk e poter finalmente essere dominati da popoli che parlano l’arabo, il loro sogno erotico più ricorrente.

  15. Scritto da ilaria

    Bergamotto, sei un vero comico da Zelig. Non come Paulibilia, certo, quello che parla di cultura e poi scrive “neanche un pò” con l’accento. Complimentoni. Ma con questi cartelli ci facciamo ridere dietro e facciamo la figura dei paesanotti come sempre. Cosa pensava la gente che usciva al casello dell’autostrada e vedeva la scritta “Bèrghem”? Bene ha fatto Bruni a toglierli.

  16. Scritto da Marco Cimmino

    A scanso di equivoci: io amo infinitamente le tradizioni, parlo correntemente il bergamasco e vado in montagna da quando avevo pochi anni. Però, questa mi sembra una clamorosa idiozia: i valligiani conoscono perfettamente i nomi dei monti e dei sentieri, senza bisogno di cartelli. I forestieri, di veder scritto Poesdoss, anzichè Pusdosso non sanno che farsene. Credo si voglia scimmiottare il Tirolo, senza capire che lì tutto è diverso. In sostanza, provincialismo alpino. La montagna affratella!

  17. Scritto da paulbilla

    Ilaria torna a squola.

  18. Scritto da il-ruttologo

    burpppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp!! alla faccia dei perbenisti.
    VIVA I CARTELLI IN DIALETTO.

  19. Scritto da corti-novis

    scommetto che questi signori passano il loro tempo in discoteca o all’oriocenter….. guardate i paesaggi in monagna hanno un dialetto internazionale che il cuore ti sussulta nel vedere la natura intatta e basta un sorriso internazionale di contentezza senza nessuna lingua parlata …ma guardarsi per assaporare insieme e in tutte la razze il perchè siamo al mondo che moschee e chiese sono in confronto un dialetto unico per tutti

  20. Scritto da marcello saponaro

    Il testo dell’emendamento tradotto e commentato…
    http://www.marcellosaponaro.it/blog/2008/12/09/la-toponomastica-della-segnaletica-e-il-viaggiatore-disperso-a-schilpario/
    E’ bene ricordare che imbarazzato dallo stesso, il Presidente della Commissione Carlo Saffioti ha rimandato la discussione…. una settimana buttata via.

  21. Scritto da irene

    ma Saffiotti è bergamasco?

  22. Scritto da Giuliano Bertolazzi

    Sono a Bergamo da 36 anni.
    Francamente penso che quella di Mr Frosio sia un a c…ta galattica.
    Già il dialetto bergamasco è scimiotttato dovunque. Se poi si vuole aumentarne il grado padronissimi , ma non con i miei /nostri soldi

  23. Scritto da paulbilla

    Giuliano Bertolazzi era proprio necessario scrivere un’idiozia come ‘già il dialetto bergamasco è scimmiottato dovunque’? Per favore, siamo seri.

  24. Scritto da lavoratore

    Paulbilla, sei tu che devi tornare a “sQuola”. “Un pò” si scrive “un po’ ” con l’apostrofo, perchè è l’abbreviazione di poco, e non con l’accento. Non spendere parole tipo cultura quando non la conosci neppure. A meno che tu conosca la kultura…..
    PS: non te l’hanno raccontata la storia dell’oca che si mangia il -co e lascia la piuma alle elementari?!

  25. Scritto da paulbilla

    Vedi lavoratore mi è ben chiaro come si scrive un pò. Proprio così, come lo scrivo io. Almeno nel 2008, al computer e negli sms. Grazie inoltre per avermi ricordato il perché invece a mano libera andrebbe scritto come lo scrivi tu. Tant’è, tutto questo è di scarsa rilevanza a mio parere. Perché invece non cerchi di portare argomentazioni serie a questo thread? Sei uno di quelli che quando è in coda al check in cambia accento perchè si vergogna del proprio?..

  26. Scritto da paulbilla

    In Irlanda, Scozia, Galles, Paesi Baschi e Belgio i cartelli bilingue vanno bene. Qui no, ci ridicolizzano, sono stronzate galattiche. ‘Ma che c’entra Bergamo con i Paesi Baschi?’ mi potresti obiettare.. Diciamo che io non ci trovo alcuna differenza. Il gap culturale tra i Baschi e spagnoli per quanto mi riguarda può essere paragonato a tante altre situazioni, anche alla nostra. Chi stabilisce se ho ragione o no? Tu? Forse però loro con le bombe dimostrano di tenerci molto più di noi, polentoni.

  27. Scritto da alberto ti

    Ho fatto il militare a Monguelfo (Sud-Tirolo per intenderci) insieme a molte persone di Bergamo. Molti leghisti più o meno dichiarati. La primissima lega. Ebbene questi qua già parlavano di “dialetto come lingua da insegnare a scuola”. Poi quando qualche sud-tirolese parlava il SUO dialetto lo tormentavano dicendo cose del tipo “siamo in Italia, parla italiano”. Hai ragione numero 16: avete ridotto la cultura, compresa la nostra, purtroppo, ad un rutto.

  28. Scritto da Padan Hunter

    ma piantiamola di parlare di orgoglio padano e cavolate varie: la Lombardia è sempre stata la zoccola di turno, invasa da chiunque. Fossi uno scozzese o un basco mi sentirei umiliato a vedere paragonati i miei valori a quelli di un “padano”.