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Università, i dottorandi sul piedi di guerra: no ai tagli

In risposta ai provvedimenti sull'Università che il governo ha imposto a forza di decreti, si è spontaneamente formato tra gli iscritti ai dottorati di ricerca dell'Ateneo di Bergamo un gruppo di lettura e discussione intorno ai testi di legge, per scoprire in concreto che cosa potesse succedere al mondo universitario e per valutare le conseguenze di quelle scelte.

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In risposta ai gravi provvedimenti sull’Università pubblica che il governo ha imposto a forza di decreti, si è spontaneamente formato tra gli iscritti ai dottorati di ricerca dell’Ateneo di Bergamo un gruppo di lettura e discussione intorno ai testi di legge, per scoprire in concreto che cosa potesse succedere al mondo universitario e per valutare le conseguenze di quelle scelte. Il percorso intrapreso è stato in primo luogo di impegno personale nel confronto e nella riflessione, anche per rispondere simbolicamente all’atteggiamento di un governo che, a dispetto delle dichiarazioni televisive, non ha mai voluto recepire le forti voci di cambiamento interne al mondo universitario stesso. Siccome appare poco conseguente l’idea di una nuova "riforma" che inizi non investendo bensì sottraendo risorse, un punto inderogabile è l’opposizione netta ai tagli del finanziamento e alla riduzione del personale, che colpiranno pure le Università che si sono ben gestite fino ad oggi. La situazione dell’Università di Bergamo è emblematica da questo punto di vista, con il rischio effettivo dell’interruzione di quel processo di espansione che l’ha caratterizzata in anni recenti e con la prospettiva di fronteggiare l’aumento di studenti con risorse didattiche limitate; anche l’attività di ricerca proficuamente avviata su più fronti rischia di disperdersi per il mancato ingresso di nuovi giovani ricercatori. Il documento volutamente semplice ed essenziale che è stato redatto in seguito al lavoro di analisi è stato fatto circolare tra il personale universitario, e – sebbene la raccolta di firme non sia terminata – ha già raccolto diverse decine di sottoscrizioni; ciò che colpisce molto favorevolmente è la trasversalità delle adesioni, arrivate senza esclusioni da tutte le Facoltà e dal personale di ogni tipo e grado: dai professori ordinari come dai dottorandi, dagli amministrativi come dai ricercatori strutturati o meno. Il documento rappresenta allora una delle voci dell’Università: sicuramente non l’unica voce, ma altrattanto sicuramente una voce netta, condivisa e alquanto rappresentativa, che si alza in risposta a provvedimenti fin qui insipienti.

Testo del documento:

Noi, dottorandi della Scuola in Scienze letterarie dell’ateneo di Bergamo, riteniamo che:

        i tagli di spesa previsti dalla legge 133/2008 siano inaccettabili a fronte di un cronico stato di sottofinanziamento dell’Università pubblica, il cui costo per lo Stato è già notevolmente inferiore agli standard europei;
 
        le disposizioni del decreto 180/2008 non cambino la sostanza dei tagli espressi dalla legge 133: con le cifre attuali vedremmo passare l’investimento sull’Università dall’1,6% della spesa pubblica all’1,36% – invece che all’1,28% prospettato dalla 133. Ciò di contro al 3% della media OCSE, ma anche al 3,5% degli USA (per dire come forti interventi privati non esimano lo Stato), al 4,5% danese o al 4,1% del Messico;
 
        ridurre gli organici (turn-over al 20% o, nella migliore delle ipotesi, al 50%) non garantirà bensì penalizzerà l’ingresso dei giovani ricercatori; scelta improponibile in considerazione di un rapporto docenti/studenti già ampiamente sfavorevole rispetto alle medie europee. Inoltre queste riduzioni comprendono anche il personale tecnico e amministrativo, andando a incidere seriamente sui servizi allo studente, quando non sulla didattica;
 
        operando tagli a una struttura pubblica già sofferente ne verrà pregiudicata l’esistenza, spingendo le università a trasformarsi in fondazioni di diritto privato e alienando così, senza alcun ricavo, beni e risorse dello Stato; la legge 133 e le linee guida del decreto 180 infatti non presentano, oltre a tagli e chiusure, un serio progetto alternativo per l’Università pubblica.
 
Temiamo che questi provvedimenti giungano a privatizzare i settori più remunerativi del mondo universitario, nonché a dequalificare gravemente quanto sopravvivesse come struttura pubblica.
Verrà così compromessa la possibilità di accesso da parte degli studenti con minori possibilità economiche ai gradi più elevati dell’istruzione e verrà inesorabilmente intaccata l’esistenza di una libera attività di ricerca, competitiva a livello nazionale quanto internazionale. Vogliamo dunque ricordare che proprio la libertà di ricerca e l’accesso all’istruzione sono esplicitamente sanciti dalla nostra Costituzione.
 
Noi sottoscritti
 
Dott. Riccardo Antoniani, Dott. Luigi Arrigoni, Dott. Stefano Asperti, Dott. Luca  Azzetta,Dott. Matteo Bandini, Dott.ssa  Barbara Barbisotti, Dott.ssa Corinna Baschirotto, Dott.ssa Chiara Borroni, Dott. Gabriele Bugada, Dott.ssa Francesca Camurati, Dott.ssa Elena Daniele, Dott.ssa Elisabetta De Toni, Dott. Enrico Lodi, Dott.ssa Tamara Manco, Dott. Vincenzo Martella, Dott. Gianmaria Merenda, Dott. Gabriele Onni, Dott. Giovanni Parenzan, Dott. Gianluca Poldi, Dott.ssa Audrey Taschini
 
 Adesioni al 8/12/2008

Prof. Roberto Alfieri, Prof. Baldassarre Bacchi, Prof.ssa Eva Banchelli, Prof. Riccardo Bellofiore, Prof.ssa Margherita Bernard, Prof. Cesarino Bertini, Dott.ssa Chiara Brambilla, Prof. Raul Calzoni, Prof. Fabio Cleto, Prof. Erminio Corti, Dott.ssa Sara Damiani, Prof. Richard Davies, Prof. Rocco De Biasi, Dott. Riccardo Dondi, Dott. Massimiliano Fierro,Prof.ssa Francesca Forno, Prof.ssa Franca Franchi, Prof.ssa Anna Carola Freschi, Prof.ssa Giovanna Galizzi, Prof.ssa Michela Gardini, Dott. Alberto Ghidini, Prof. Daniele Giglioli, Prof.ssa Mercedes Gonzalez de Sande, Dott. Mario Grandinetti, Prof.ssa Roberta Grassi,Prof.ssa Barbara Grespi, Prof. Francesco Lo Monaco, Prof. Stefano Lucarelli, Dott. Paolo Marcassoli, Dott.ssa Elena Mazzoleni, Prof.ssa Maria Vittoria Molinari, Prof.ssa Francesca Pagani, Sig.ra Rosalba Pellegrini, Prof. Stefano Rosso, Dott. Andrea Rota, Prof.ssa Ivana Rota, Prof. Gianfranco Rusconi, Prof. Fabio Scotto, Prof. Francesco Tagliarini, Prof. Persio Tincani, Prof.ssa Ada Valentini, Prof.ssa Amelia Valtolina, Prof.ssa Giovanna Vertova, Prof.ssa Alessandra Violi

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