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Notte di paura per Don Resmini palestinese lo minaccia con coltello

Attimi di panico nelle prime ore di domenica: un 28enne clandestino, ospite della comunit?? Don Milani, ha tentato di aggredire il sacerdote con un coltello a serramanico. Don Resmini ha chiamato i carabinieri che hanno arrestato l'uomo.

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Un palestinese clandestino e senza fissa dimora ha aggredito don Fausto Resmini domenica notte, minacciandolo con un coltello a serramanico. Il sacerdote ha chiamato i carabinieri e l’uomo è stato arrestato: nessuno si è fatto male, ma ci sono stati attimi di forte tensione.
L’episodio si è verificato intorno all’una del mattino, quando il palestinese, 28 anni, è rientrato nella comunità Don Milani di Sorisole dov’era ospite, in stato di ubriachezza. Ha iniziato a urlare e ha preteso che gli venisse cambiato il posto letto. Don Resmini, che gestisce la comunità per senzatetto, ha tentato di calmarlo, dicendogli che a quell’ora non era possibile esaudire la richiesta. A quel punto il palestinese ha estratto un coltello a serramanico, puntandolo verso il religioso. Don Resmini ha avuto la prontezza di chiamare i carabinieri, che dalla vicina stazione di Villa d’Almè si sono precipitati sul posto. Il palestinese è stato bloccato e perquisito: addosso gli è stato trovato il coltello. Di conseguenza è stato arrestato per violenza privata e porto abusivo d’arma.

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Commenti

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  1. Scritto da cristian trovalavia

    caro don fausto io la conosco di persona e sono sicuro che lei avrebbe potuto con unb po’ piu’ di diplomazia farsi consegnare dall’aggressore stesso il coltello . perchè come lei stesso ben sa’ questa gente non conosce altri modi per sentirsi veramente ascoltati.
    poi… O Dio , io non ci metto la mano sul fuoco che don fausto non si sia comportato correttamente , solo che forse a quell povero cristo gli faceva passare meno guai . ciao P.S. MI FAREBBE PIACERE POTERLA CONTATTARE TRAMITE E-MAIL .

  2. Scritto da CARLITOS

    Questo caso è la pura dimostrazione di come puo venire trattato un sacerdote che, donando ospitalità e accoglienza ,riceve un coltello alla gola.Certi esseri sono disumani e disumanamente andrebbero trattati..

  3. Scritto da ...

    l’articolo si commenta da sé.

  4. Scritto da Il Bergamotto

    Perché un clandestino viene ospitato in una struttura in regola? A voler fare la carità a chi non se la merita, si ottengono risultati come questi. La riconoscenza non è di questo mondo, caro don Fausto.

  5. Scritto da Aladin

    Credo che don Resmini abbia messo nel conto che queste cose possano succedere.
    Fanno subito notizia. Non fanno notizia tutti gli altri, che stan tranquilli e NON aggrediscono don Resmini o chicchessia.
    Quando qualcuno si comporta così, irregolare o regolare, arabo o padano, bisogna chiamare i carabinieri.

  6. Scritto da Gio4

    Oggi a fare del bene ci si rimette sempre.

  7. Scritto da mario59

    Aladin in poche parole ha detto tutto in maniera chiarissima..sono d’accordo con lui..se una persona commette un reato, si chiamano i carabinieri..concludo con un mio pensiero..ora però quel 28enne clandestino va processato per direttissima e se ritenuto colpevole..va rispedito immediatamente nel suo paese d’origine..senza la possibilità di tornare in Italia.. se non capisce e ritorna..CARCERE DURO. questo.anche per rispetto degli altri stranieri, che vengono in Italia per vivere in pace.

  8. Scritto da Pol.sco.

    Nessuno può ospitare clandestini, se no commette un reato
    Denunceranno Don Resmini?

  9. Scritto da op.soc.

    Don resmini probabilmente non sa fare il suo mestiere. è ovvio che lavorando con chi vive per strada queste cose possano accadere. bisogna sapersele gestire, e lui NON è stato in grado di farlo.

  10. Scritto da walter

    Quando una madre uccide un bimbo di 3 anni…e in cassazione si prende 16 anni…

    Cosa vuoi che facciano ad un estracomunitario che minaccia un prete..magari comunista?

    QUESTA E SEMPLICEMENTE UNA ”NON NOTIZIA”

  11. Scritto da Giorgio R.

    Mai visto un padano regolare mettere un coltello alla gola di un prete.