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Corso per guarire dall'omosessualità su Internet scoppia la polemica - BergamoNews
Botta di sedrina

Corso per guarire dall’omosessualità su Internet scoppia la polemica

Il gruppo Lot ha tenuto un incontro di preghiera alla Casa S. Giuseppe (gestita dalla Curia) per aiutare "chi è in conflitto con pulsioni omosessuali indesiderate". Un attore-giornalista si è infiltrato, mettendo su Youtube la video inchiesta. L'animatore del gruppo lo ha fatto togliere. L'accusa: "Suggestionano la gente con il senso di colpa". La replica: "Aiutiamo chi avverte la sua omosessualità come un problema a uscirne".

"Sei in conflitto con le pulsioni omosessuali indesiderate? Se sei di fronte a questa realtà, se senti dal profondo dell’anima un vuoto che non riesci a colmare, se hai sentimenti che non ti appartengono, se ti senti in conflitto con la tua morale  e tutto ciò provoca in te disagio, battaglie interiori, disordine, difficoltà relazionali e scarsa autostima, non temere perchè non sei l’unico a provare tutto ciò. Sappiamo come ci si sente, ci siamo passati anche noi".
L’home page del sito del gruppo Lot accoglie così il visitatore "smarrito". Per ritrovare la retta via, basta seguire la strada della preghiera. In un ritiro spirituale di tre giorni in cui confrontarsi con se stessi e con gli altri, alla presenza di un prete. Un corso simile si è tenuto alla Casa S. Giuseppe di Botta di Sedrina (gestita dalla Curia di Bergamo) un mese fa: undici gli iscritti, compreso un "infiltrato" speciale, Saverio Tommasi, di professione "giornalistattore" che di nascosto ha girato un filmato (molto) indiscreto sulle lezioni, proiettandolo puntualmente su Youtube. Apriti cielo: il Riformista ha ripreso la videoinchiesta e la polemica, inevitabile, è scoppiata. E’ giusto considerare l’omosessualità come un problema, una malattia da guarire? Tommasi denuncia: "Durante gli incontri ho visto persone gettarsi a terra e implorare perdono, sopraffatte dal senso di colpa. E il sacerdote presente era un esorcista: nessun rito, ma discorsi che indicavano nell’omosessualità un disegno del Diavolo. C’erano anche giovani, dunque facilmente suggestionabili" 
Luca di Tolve, che del gruppo Lot è animatore, non ci sta. "Quel signore si è infiltrato nel nostro gruppo di preghiera violando la privacy, per questo lo abbiamo diffidato chiedendogli di ritirare il video". Youtube ha già provveduto, Tommasi invece non si piegherà: "Lo lascerò sul mio sito, ho solo raccontato le cose come stanno". Di Tolve ribatte: "Ha strumentalizzato il corso per dimostrare le sue tesi, cucendo e montando a suo piacimento spezzoni e frasi. Il prete esorcista? E’ vero che c’era, ma la sua qualifica non c’entra. Nei nostri incontri si prega e basta, non c’è nessun rito né opera di persuasione. Noi non andiamo a cercare nessuno, non facciamo proselitismo: non siamo una setta e non siamo dei guru. Accettiamo solo persone maggiorenni e ci assicuriamo che siano in grado di intendere e volere".
Ma si può considerare l’omosessualità come un problema da guarire? "Per chi lo avverte come tale, sì, è un problema. Noi preghiamo per allontanarci dal peccato, che sia etero o omosessuale non fa differenza. Ognuno poi affronta il percorso interiore che meglio crede: se una persona soffre di questa condizione, perché non può avere il diritto di uscirne e sviluppare le proprie potenzialità eterosessuali? Noi siamo cristiani e siamo convinti che Gesù possa aiutarci. Io ho vissuto queste difficoltà e ne sono uscito dieci anni fa. Adesso sono sposato e desidero un figlio da mia moglie". Di Tolve prima era un attivista dell’Arci. Adesso fa la guardia giurata e da cinque anni porta avanti le attività del Gruppo Lot. "Sia chiaro che è tutto volontariato, per il corso abbiamo chiesto una semplice offerta che qualcuno non ha nemmeno versato". Il gruppo si rifà al pensiero del movimento Living Waters, che "mira ad aiutare persone sofferenti a causa di problemi e ferite a livello emotivo, relazionale, sessuale e d’identità". Dice Di Tolve: "Non c’è nulla di strano e oscuro: in America sono decisamente più aperti di noi…"
Non è la prima volta che l’attività del gruppo tocca la Bergamasca. Lo stesso seminario tentutosi a Botta di Sedrina era stato proposto a Martinengo, nel convento della Congregazione della Sacra Famiglia, alla fine dello scorso febbraio.

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