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Dal 2009 un osservatorio sul Parkinson per monitorare la malattia

Gli obiettivi del progetto sono creare un osservatorio epidemiologico provinciale sulla malattia, costituire protocolli di diagnosi e cura condivisi, e garantire nel tempo qualità ed appropriatezza di cura. In bergamasca le persone colpite da questa malattia sono circa 4mila.

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Un progetto a favore dei malati di Parkinson basato sulla collaborazione fra la sezione di Bergamo dell’Associazione Italiana Parkinsoniani, con il contributo del Credito Bergamasco. E’ stato presentato mercoledì 3 dicembre in Provincia con l’obiettivo di creare un osservatorio epidemiologico provinciale sulla malattia, costituire protocolli di diagnosi e cura condivisi e garantire nel tempo qualità ed appropriatezza di cura. Sono almeno 4.000 i pazienti nella provincia di Bergamo colpiti da questa malattia in una fascia di età che va dai 40 agli 80 anni. Si stima che ogni anno vengono colpite almeno 200 persone e le proiezioni epidemiologiche indicano che la malattia di Parkinson potrebbe diventare nei prossimi due decenni un grave problema sociale. Il cuore del progetto è costituito dalla collaborazione tra varie organizzazioni socio-sanitarie per la creazione di una rete territoriale basata su due principi essenziali: porre al centro del sistema il paziente e modulare le risposte mediche e assistenziali di supporto in relazione alle sue reali necessità. Il paziente viene quindi monitorato costantemente nel corso della sua malattia e indirizzato, coerentemente ai suoi bisogni, ai percorsi più appropriati, siano essi di tipo medico, riabilitativo o socio-assistenziale. L’altro elemento basilare è il concetto di sussidiarietà che vede le strutture in rete coprire con continuità territoriale e temporale le esigenze di autonomia dei pazienti parkinsoniani, spesso legate a risposte mediche e assistenziali che devono essere fornite in tempo reale. Il primo passo operativo sarà l’attivazione nel 2009 di un osservatorio epidemiologico di studio per la malattia di Parkinson nella provincia di Bergamo. Entro il primo anno dall’attivazione dell’osservatorio si potrà censire il numero dei pazienti presenti nella provincia, stratificandoli per livello di patologia e di necessità di intervento medico e riabilitativo. In una fase successiva verrà coinvolto il medico di medicina generale che condividerà la gestione del paziente con gli specialistici, disponendo in tempo reale, grazie alla rete informatica, di tutti i dati e i percorsi diagnostico-terapeutici fatti dal paziente fino a quel momento. Entro i prossimi sei mesi verranno costituiti gruppi di lavoro formati da specialisti delle strutture che aderiscono al progetto per la valutazione e la validazione dei protocolli diagnostico-terapeutici che saranno quindi applicati in modo univoco da tutte le strutture interessate. Con il coordinamento del Centro per le malattie extrapiramidali della Neurologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo all’iniziativa, decollata nella primavera del 2008, hanno aderito: l’Azienda ospedaliera Bolognini di Seriate, il Policlinico di Zingonia, l’Azienda Ospedaliera di Treviglio e il Policlinico di Ponte San Pietro. La rete è in rapida fase di sviluppo: in questi mesi ha aggregato importanti realtà legate alla neuro riabilitazione della provincia, con il Centro di riabilitazione e cura di Mozzo, la riabilitazione di TrescoreBalneario, la Clinica Quarenghi di San Pellegrino, la riabilitazione di Sarnico, la riabilitazione del Policlinico di Zingonia e la riabilitazione della Casa di cura “Palazzolo” di Bergamo. Significativo l’interesse suscitato da questo progetto, come dimostrato dalle numerose persone presenti alla conferenza stampa di oggi, tra le quali anche Marco Pagnoncelli, sottosegretario alle Relazioni con gli Enti locali della Regione Lombardia, che ha evidenziato come questa iniziativa, basata sul concetto della rete e della collaborazione, sia vista dalla Regione come possibile modello per le scelte future.

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