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“Comuni e Regioni non arrivano dappertutto”

"Feltri, sia detto senza cattiveria, ha dimostrato una notevole ignoranza di cosa fanno o, secondo le varie realtà locali, non fanno, le Province, descrivendo attività (edilizia scolastica e strade) che vent'anni fa erano effettivamente le uniche svolte. Ma da vent'anni le cose sono cambiate, e molto".

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Gentilissimo direttore
vorrei intervenire sulla campagna per l’abolizione delle Provincie, avviata da tempo da alcuni pensatori liberisti dell’Istituto Bruno Leoni, utilizzata come tema elettorale da destra e sinistra, ripresa in un recente pamphlet di Silvio Boccalatte e da qualche giorno anche da Vittorio Feltri su "Libero".
Proprio le dichiarazioni di quest’ultimo a Radio 24 "la Zanzara" nella serata del due dicembre mi inducono a scrivere questa nota.
Feltri, sia detto senza cattiveria, ha dimostrato una notevole ignoranza di cosa fanno o, secondo le varie realtà locali, non fanno, le Provincie, descrivendo attività (edilizia scolastica e strade) che vent’anni fa erano effettivamente le uniche svolte.
Ma da vent’anni le cose sono cambiate, e molto. Posso dirlo con certezza grazie all’attività che svolgo, essendo co-titolare di una piccola società di ingegneria che si occupa di progettazione civile e industriale. Oggi alle Provincie spettano compiti che, per la loro natura economica o territoriale, i Comuni non sono (e non sarebbero) in grado di svolgere e le Regioni (parlo almeno della Lombardia) hanno deciso di non svolgere più causa l’incapacità di gestire simili attività a scala regionale.
Ne cito alcuni solo a titolo di esempio, ma chi vuole può informarsi meglio consultando il sito di una qualsiasi provincia lombarda: pianificazione territoriale, piani forestali e taglio dei boschi, gestione di aree naturali protette, autorizzazione e vigilanza su impianti di recupero o smaltimento rifiuti, predisposizione dei piani cave e successive autorizzazioni all’escavazione, gestione dei contributi alle aziende agricole, progettazione e costruzione di piste ciclabili, affidamento dei servizi di trasporto pubblico (linee extraurbane di autobus), mi fermo per non annoiare oltre.
Dovrebbe essere evidente a chiunque che attività come quelle descritte richiedono una scala d’intervento che non può essere comunale e che, altrettanto difficilmente, potrebbe essere gestita da una Regione come la nostra. Forse il problema non si pone per regioni più piccole, sono dell’idea che avere una Regione Val d’Aosta e una Provincia di Aosta sia una demenzialità assoluta, come pure avere una Regione Trentino – Alto Adige (esiste, lo sapevate?) con due Provincie Autonome come Trento e Bolzano sia un’altra follia, ma non mi sembra una valida ragione per fare d’ogni erba un fascio.
Si dice: ma i cittadini non sanno cosa fanno le Provincie e non conoscono neppure gli amministratori delle stesse. E con ciò? Scusate, vivo in una città di medie dimensioni e, oltre a non conoscere con esattezza tutti i compiti svolti dal mio Comune, fatico a mettere insieme i nomi di due assessori comunali, ma non per questo mi viene da pensare che debbano essere aboliti i Comuni. Oddio, se penso a quelli microscopici mi domando quale economia possa rappresentare una frammentazione della nostra nazione in oltre 8.000 comuni e comunelli, ma questo è un altro discorso.
Insomma, credo che un minimo di raziocinio sarebbe necessario anche nell’ipotesi di metter mano alla composizione amministrativa dello Stato. Possibile che si sia solo bravi a lanciare campagne contro qualcosa sparando cifre a vanvera senza preoccuparsi di capire se quel qualcosa funziona ed agire solo su ciò che non funziona? Ottenere l’abrogazione di tutto ciò che è pubblico non ha necessariamente solo esiti positivi, qualcuno si preoccupa di capire quali effetti avrebbe l’abrogazione di un’istituzione? O si dà per scontato che sarebbe "per forza" positiva? Ma ai nostri colti direttori di giornale è mai passato per la testa di studiare l’organizzazione di Stati non esattamente invasivi, quali USA e UK, verificando che le Contee sono all’incirca, peraltro con molti meno compiti, quello che da noi sono le Provincie, con l’unica differenza, certo non da poco, di essere organi tecnici, privi cioè di amministrazione politica? Ma allora, chiedo, abrogare le Provincie o rivederne la formula eliminando la componente politica?
Cordiali saluti
Carla

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Commenti

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  1. Scritto da iva

    https://www.bergamonews.it/politica/articolo_commenti.php?id=4763
    se ne parla