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L’Expo creerà 3mila posti nel settore turistico ma Brescia batterà Bergamo

Dalle stime fatte dalla Camera di commercio di Monza e Brianza emergono dati solo in parte positivi. Nella nostra provincia crescerà l'occupazione, ma molto meglio di noi sapranno fare i cugini bresciani, con oltre 10mila nuovi posti di lavoro nel settore turistico.

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In tempi di crisi economica, gli occhi sono puntati più che mai sull’Expo 2015 di Milano, che promette nuovi posti di lavoro, 35mila nella sola Lombardia, capoluogo escluso. Un’occasione ghiotta anche per la nostra provincia, in un momento in cui le difficoltà sono forti e si cercano nuove strade per rivitalizzare l’industria in certi casi guardando al turismo come ad una speranza per il futuro. Secondo una stima dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, anticipata da VideoBergamo, proprio i nuovi posti di lavoro nel settore turistico legati all’Expo saranno poco più di 3mila in Bergamasca (3.053 per la precisione) con un indotto di 214 milioni di euro; una ricaduta senz’altro positiva, ma che si ridimensiona rispetto ai dati che riguardano altre province. Basta dare uno sguardo alla vicina Brescia, in cui si prevedono 10.336 nuovi posti di lavoro, un indotto che frutterà 725 milioni di euro. Ma anche Como con i suoi oltre 5.600 nuovi occupati “guadagnerà” dalla manifestazione 395 milioni di euro. E’ data per vincente su Bergamo anche Varese, con 3.677 nuovi occupati e un indotto turistico di 258 milioni di euro. Fuori dai confini lombardi, faranno meglio della nostra provincia la capitale e la città lagunare: Roma con 6.575 nuovi posti di lavoro, di cui oltre 4.300 nel settore ricettivo e circa 1.400 nella ristorazione; e Venezia con 5.787 occupati in più. Non è un caso infatti che secondo un sondaggio promosso sempre della Camera di commercio di Monza e Brianza e condotto da CedCamera su un campione di 1033 persone, il 58,7% degli intervistati ritenga che grazie all’Expo ci saranno grandi cambiamenti sul fronte lavorativo, con buone aspettative per il turismo (41,4%) e per le infrastrutture (36,2%). E chi crede che i benefici ricadranno “solo” sul Nord Italia si sbaglia, dato che in città come Messina e Palermo le stime danno rispettivamente 555 e 570 nuovi posti di lavoro.   

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Commenti

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  1. Scritto da R.Trussardi

    Tutte balle. L’unica crescita potrebbe essere nell’edilizia con la distruzione di quel poco che rimane di territorio inedificato e forse nel settore turistico per un anno. I costruttori, con la scusa dell’expò e con la complicità degli amministratori che vogliono risorse per tirare avanti le casse disastrate dei comuni, si mangeranno il territorio. Bell’affare. Le stesse frescate ce le dissero in occasione dei mondiali di calcio, ricordate?

  2. Scritto da Davide

    Ma questi lavoratori saranno tutti a progetto?? Le inchieste questo lo spiegano?