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Un galà per la raccolta fondi anti-Aids

Un galà di raccolta fondi per la lotta all’Aids è protagonista mercoledì 10 dicembre al Teatro Gavazzeni di Seriate. Si intitola: “Io mi ricordo…” ed è organizzato dall’Associazione per la promozione della laicità e del pluralismo a Bergamo. Premessa fondamentale della serata è il fatto che l’Aids non ha smesso di uccidere.

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Un galà di raccolta fondi per la lotta all’Aids è protagonista mercoledì 10 dicembre al Teatro Gavazzeni di Seriate. Si intitola: “Io mi ricordo…” ed è organizzato dall’Associazione per la promozione della laicità e del pluralismo a Bergamo.
Premessa fondamentale della serata è il fatto che l’Aids non ha smesso di uccidere. Siamo noi che abbiamo smesso di parlarne. Quindi oggi che il mondo dedica una giornata alla lotta all’Aids, BergamoLaica lancia un messaggio alla città: “L’Aids si combatte con la ricerca certo, ma si previene con l’informazione – dice Tommaso Bruni, presidente di BergamoLaica – Abbiamo deciso di organizzare la serata ‘Io mi ricordo’ per tornare a parlare di Hiv a Bergamo. Dall’introduzione della terapia antiretrovirale, alla fine degli anni ’90, sulla questione Aids è progressivamente calato il silenzio. Un silenzio ingiustificato perché ci sono in Italia 3.500 – 4.000 nuovi casi di contagio di Hiv e 1.200 casi di malattia conclamata ogni anno. Un silenzio pericoloso, perché produce ignoranza e sottovalutazione del rischio. Oggi, giornata internazionale della lotta all’Aids, vogliamo rinfrescare la memoria alla società, anche perché in Lombardia si concentra il 30% dei sieropositivi d’Italia. Scopo principale della serata di mercoledì 10 dicembre è sensibilizzare, informare e quindi raccogliere fondi per una campagna sull’Hiv sulla provincia di Bergamo”.
Assieme a BergamoLaica, organizzano lo spettacolo Arcigay e Arcilesbica Bergamo, “I tassi d’incidenza dell’epidemia (fonte notiziario Istituto Superiore della Sanità anno 2007) – spiega Luca Pandini, presidente di Arcigay Bergamo – rivelano che Bergamo è una delle province italiane più colpite, con un indice pari a 5,2 contro un 3,8 di Milano o di 3,4 di Brescia. Girare la testa dall’altra parte non salvaguarda la popolazione, né previene l’infezione. E non si tratta di una questione che riguarda solo gli omosessuali: nell’ultimo biennio sono stati gli eterosessuali a esserne più colpiti. Voglio ringraziare il comune di Bergamo, che ci ha concesso il suo patrocinio, il Cig, il comitato Arcigay di Milano, Arcigay Nazionale (il cui presidente, Aurelio Mancuso sarà presente al Galà) che ci hanno sostenuto”.
“Ricordiamo che nel 1983 fu ricoverato il primo bambino malato di Aids e che fino a quel momento l’Hiv era considerato il morbo esclusivo di omosessuali e tossicodipendenti – dicono Silvia Dradi e Chiara Cavina – oggi sappiamo invece che l’Aids è una malattia democratica, che colpisce tutti ma che non è una fatalità ma un virus che si può fermare prima di tutto contrastando l’ignoranza. Pur essendo un gruppo di donne prevalentemente lesbiche, e quindi considerate meno a rischio di contrarre il virus dell’Hiv, abbiamo aderito volentieri al progetto di BergamoLaica. Ringraziamo Giorgio Bozzo, per la professionalità e il sentimento che sta mettendo a disposizione per lo svolgimento del Galà e per la raccolta fondi che servirà per un progetto di sensibilizzazione sul territorio, e il Comune di Bergamo che ha concesso il patrocinio”.

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