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I metalmeccanici Cgil: “Quale futuro per l’area ex Brembo?”

La Camera del lavoro di Bergamo chiede la convocazione delle parti sociali per fare il punto sulle diverse ipotesi in campo. Lo stabilimento era stato lasciato libero nel 2006 con lo spostamento delle attività nel sito di Mapello del gruppo di Curno. E' di quest'estate la decisione di cedere lo stabile alla società Innova Tecnologie srl partecipata al 70% da Rota Nodari e al 30% da Brembo.

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Il protocollo d’intesa e la partecipazione al bando per i finanziamenti regionali destinati al “Recupero dell’area ex Brembo del comune di San Giovanni Bianco” sembravano essere cosa fatta, secondo la Fiom-Cgil di Bergamo. In una nota della categoria che rappresenta i lavoratori metalmeccanici si legge infatti che "la Comunità montana aveva commissionato uno studio di fattibilità la cui spesa prevista a bilancio ammontava a 30mila euro, e a settembre aveva approvato uno schema di protocollo d’intesa tra la Provincia di Bergamo, il Comune di San Giovanni Bianco, la società Innova Tecnologie srl (partecipata al 70% da Rota Nodari e da Brembo al 30%) proprietaria dell’area in questione e il Parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso. La Provincia e il Comune di San Giovanni Bianco, sempre a settembre, avevano approvato formalmente il protocollo. A ottobre, a bando già scaduto (il termine ultimo era il 30 settembre), Kilometro Rosso comunicava “l’indisponibilità ad aderire al protocollo d’intesa”, come è scritto nella risposta a un’interpellanza presentata al consiglio della Comunità montana il 21 novembre dal vicesindaco di San Pellegrino Vittorio Milesi, mentre Innova comunicava alla Comunità montana, alla Provincia e al Comune di S. Giovanni Bianco “l’impossibilità di aderire al protocollo d’intesa stante l’odierna struttura societaria”. In un incontro successivo con le parti sociali, datato 25 novembre, Brembo spiegava che la mancata partecipazione al bando per i finanziamenti regionali era dovuta a un ritardo nella presentazione della domanda". Commenta il segretario generale provinciale della Fiom Mirco Rota: “La situazione non è per nulla chiara. Brembo e Innova parlano di indisponibilità, di impossibilità, di ritardi nella consegna della domanda. Gli enti pubblici (Comunità montana, Provincia e Comune) si sono mossi per tempo approvando il protocollo d’intesa, investendo anche denaro pubblico per uno studio di fattibilità, mentre i partner privati si sono sfilati dalla partita. Vorremmo sapere quali sono i veri motivi della rinuncia alla partecipazione al bando e, soprattutto, capire che cosa Innova, la società creata ad hoc a cui Brembo partecipa per il 30 per cento, intende fare per il futuro. Quando verrà aperto un nuovo bando verranno chiesti i finanziamenti per l’area ex Brembo di San Giovanni Bianco? O ci troveremo di nuovo di fronte a rinvii e indisponibilità?”.
Aggiunge il segretario generale provinciale della Cgil di Bergamo, Luigi Bresciani: “Da troppo tempo ormai si discute del futuro economico della val Brembana, è difficile credere che un investimento così importante sia saltato solo per questioni burocratiche. Manca evidentemente la volontà, da parte della classe imprenditoriale, di investire sul territorio. E allora si abbia almeno il coraggio di dirlo. Diventa a questo punto fondamentale che l’assessore provinciale alle Attività produttive Giuliano Capetti convochi quanto prima le parti coinvolte nel progetto per fare chiarezza sulle diverse ipotesi circolate”.

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Commenti

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  1. Scritto da Salvatore

    Il Dott. Busi Presidente della Comunità Montana cosa dice? Ha giustamente proposto la manifestazione della Valle Brembana per il 20 dicembre e si si ritrova tra i piedi questi imprenditori. Teniamo duro Dott. Busi e convinciamo gli imprenditori ad investire.