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Contributo per l’acquisto della prima casa: il bando scade domani

Possono richiederlo le giovani coppie, le gestanti sole, i genitori soli con uno o più figli minori a carico e i nuclei famigliari con almeno tre figli. Il reddito Isee necessario per presentare le domande è stato portato a 30mila euro dai precedenti 25mila.

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Scade lunedì 1 dicembre il termine per presentare le richieste per ottenere il contributo a fondo perduto una tantum (di 6mila euro) per l’acquisto della prima casa. Possono richiederlo le giovani coppie (cioè quelle sposate tra l’1 ottobre 2007 e il 30 giugno 2009 e i cui componenti non abbiano compiuto 40 anni alla data di presentazione della domanda), le gestanti sole, i genitori soli con uno o più figli minori a carico e i nuclei familiari con almeno tre figli. Per tutti è necessario aver rogitato tra l’1 ottobre 2007 e il 30 giugno 2009 e avere un reddito Isee fino a 30mila euro (in precedenza il limite era di 25mila). Il valore dell’alloggio acquistato dovrà essere compreso tra 25mila e 200mila euro e il mutuo non potrà avere durata inferiore a 5 anni. Le domande devono essere presentate esclusivamente presso i Caaf autorizzati.
Dal 2001, anno in cui Regione Lombardia ha istituito il contributo per l’acquisto della prima casa, sono stati quasi 250 i milioni di euro messi a disposizione, con modalità diverse, di giovani coppie, gestanti sole, genitori soli con bambini a carico e famiglie con almeno tre figli. Lo ha ricordato l’assessore regionale alla Casa Mario Scotti nel suo intervento al convegno "I costi dell’edilizia popolare e il sostegno per l’accesso alla casa privata", svoltosi a Brescia venerdì 28 novembre. "Negli ultimi anni – ha detto Scotti – il ‘quadro casa’ è profondamente mutato. Scomparsi i fondi ex Gescal, abbiamo dovuto studiare strumenti nuovi per la programmazione degli interventi e per il sostegno concreto di quella fascia di popolazione che non ha una casa e non può confrontarsi con i prezzi che impone il libero mercato". Da qui, appunto, il contributo per l’acquisto della prima casa, il Fondo sostegno affitti, tramite il quale dal 2001 al 2007 sono state accolte quasi 453mila domande per un totale di 500 milioni di euro (cofinanziati dallo Stato), interventi come i Contratti di Quartiere (è da poco partita la seconda edizione dopo la positiva esperienza della prima che ha permesso di riqualificare 22 zone della Lombardia, 8 solo a Milano), i Programmi di Riqualificazione Urbana e gli Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale.
Scotti ha anche ricordato le tre misure straordinarie che il presidente della Regione Roberto Formigoni ha recentemente presentato per aiutare le famiglie. La prima riguarda la messa a disposizione di risorse  aggiuntive per quelle che hanno un mutuo da pagare. L’obiettivo è riportare al tasso stipulato tutti i mutui che hanno aderito all’accordo Abi Mef (che ha consentito di mantenere il tasso alla media del 2006 allungando i tempi); Regione Lombardia si farà carico per almeno due anni della differenza tra la rata stipulata e quella concordata nell’accordo Abi Mef. La seconda, in fase di studio, sarà a favore di chi rischia di perdere l’immobile perché non è più in grado di far fronte ai pagamenti. La terza riguarda il rafforzamento del Fondo sostegno affitti, anche a seguito della riduzione del Fondo nazionale decisa dal precedente Governo e che ha visto per la Lombardia un taglio di 15 milioni di euro. La Lombardia garantirà un aiuto allo stesso numero di famiglie coinvolte negli anni scorsi.

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