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Caldaie come inceneritori in anzienda. Denunciata la titolare

Come combustibile per le vecchie caldaie del bottonificio faceva utilizzare ai suoi dipendenti gli scarti di plastica della lavorazione dei prodotti e aveva trasformato un locale dell'azienda in una piccola discarica per quegli stessi scarti, pronti all'incenerimento. Per questo motivo una donna di 53 anni ?? stata denunciata dai carabinieri per gestione illecita di rifiuti. Sequestrate le caldaie.

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Come combustibile per le vecchie caldaie del bottonificio faceva utilizzare ai suoi dipendenti gli scarti di plastica della lavorazione dei prodotti e aveva trasformato un locale dell’azienda in una piccola discarica per quegli stessi scarti, pronti all’incenerimento. Per questo motivo una donna di 53 anni, S. P., di Grumello del Monte, è stata denunciata dai carabinieri per gestione illecita di rifiuti, "getto pericoloso di cose" e emissione non autorizzata in atmosfera. Il locale caldaie del bottonificio, azienda operante da decenni in via Battisti, a Grumello, è stato sequestrato, com’è accaduto anche per il locale utilizzato come deposito degli scarti. (Nella foto sopra, da sinistra il capitano Giuseppe Adinolfi, comandante della compagnia di Bergamo, e il tenente Roberto Migliori, comandante del Noe di Brescia)
L’indagine dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Brescia è iniziata pochi giorni fa, dopo la segnalazione di diversi cittadini di Grumello, che sentivano insistenti miasmi di plastica bruciata nell’aria e notavano anche la ricaduta di un po’ di polvere nera sulle auto o sui balconi delle case. A Grumello è intervenuto il Noe, con il supporto della stazione locale dei militari. Sono bastati un paio di giorni per arrivare ad individuare il bottonificio e il suo comignolo, punto di emissione della fuliggine, causa anche delle puzze insistenti. Di ieri il controllo nell’azienda. In una stanza c’erano depositati, in attesa della combustione abusiva, 170 metri cubi di scarti di resina in plastica e sul posto è intervenuta anche l’Arpa di Bergamo, per le prime indagini. In uno spiazzo esterno, sempre di proprietà dell’azienda, erano state abbandonate anche un centinaio di lastre di eternit, smontate dal tetto del bottonificio e non smaltite come prevede la legge sui rifiuti pericolosi. (Le due foto sopra scattate dal Noe durante il controllo: la caldaia e l’accumulo di materiale di scarto da bruciare)
I carabinieri ritengono responsabile dell’attività di smaltimento illecito la stessa titolare del bottonificio, 53enne residente a Grumello. Ma l’indagine prosegue: c’è da capire se gli scarti in plastica, oltre ad essere rifiuti speciali, siano da considerare anche pericolosi, il che comporterebbe un’aggravante delle accuse alla donna. e resta anche da stabilire da quanto tempo le caldaie fossero state trasformate in inceneritori artigianali. Negli anni passati a Grumello non c’erano state segnalazioni o lamentele.

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