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Separati ed extracomunitari: sono i nuovi ospiti della “Bonomelli”

Dal padre di famiglia che sta divorziando al disoccupato, fino agli stranieri che hanno difficolt?? ad integrarsi. Sono alcuni degli "identikit" delle persone che si rivolgono al Nuovo albergo popolare di via Carnovali, chiedendo sostegno materiale ma anche psicologico.

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Aveva una famiglia e un lavoro: poi i rapporti coniugali si sono fatti sempre più difficili e la perdita del posto di lavoro non lo ha aiutato, così si è allontanato da casa e ha iniziato a dormire nella sua automobile. E’ il ritratto di una delle tante persone che si presentano al Nuovo albergo popolare di via Carnovali a Bergamo (nella foto Sparaco qui sotto), padri di famiglia, mariti, lavoratori con situazioni di relativa normalità alle spalle, ma che hanno bisogno di un sostegno psicologico e materiale.
E Giacomo Invernizzi, direttore della struttura, spiega che da qualche anno a questa parte è cambiata la tipologia di persone che si rivolgono a quella che è più familiarmente conosciuta come “Opera Bonomelli”: “In passato era più facile che alla nostra porta bussassero persone povere, mentre adesso anche chi dispone di buone risorse sia in termini di capacità individuali che economiche non è detto che sia al riparo da situazioni di crisi”. Crisi che può partire da una separazione coniugale in atto o dalla perdita del lavoro. “Ognuno di noi attraversa dei momenti di difficoltà, ma c’è chi non riesce a superarli e finisce con l’emarginarsi”, spiega Invernizzi. Come il caso di un marito che si stava separando dalla moglie e lentamente ha cominciato ad avere comportamenti patologici che gli hanno fatto perdere anche il posto di lavoro, per poi essere ricoverato in ospedale per disturbi psichici. E’ rimasto circa un anno al Nuovo albergo popolare, che mette a disposizione un punto di prima accoglienza per i bisogni che riguardano l’alloggio, ma offre anche sostegno mirato agli alcolisti, ai tossicodipendenti, a chi ha problemi psicologici o disagi generici. Ma qual è “l’identikit” di chi si rivolge alla struttura di via Carnovali? “In media accogliamo prevalentemente uomini dai 35 ai 55 anni, per cui abbiamo a disposizione 80 posti letto, ma ospitiamo anche giovani e pensionati, mentre le donne possono usufruire del servizio mensa, dove vengono serviti dai 20 ai 30 pasti a pranzo e cena”. Con gli extracomunitari che si rivolgono sempre più frequentemente alla struttura: “Basti pensare che qualche tempo fa metà delle persone che ricevevano sostegno per problemi psicologici erano extracomunitari, vuoi perché hanno difficoltà ad integrarsi o perché non sono riusciti a raggiungere l’obiettivo lavorativo che si proponevano”, afferma Invernizzi. A proposito di crisi economica invece, Invernizzi spiega che “gli effetti nella nostra struttura probabilmente si faranno sentire l’anno prossimo, considerato il numero di persone che sta perdendo il posto di lavoro in questo momento.

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Commenti

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  1. Scritto da mario59

    Strano che non siano le madri che si stanno separando a chiedere aiuto…di solito si dice che a pagare il prezzo più caro di una separazione siano i figli e subito dopo le madri… i padri quasi sempre se la spassano continuando a pagare la rata del mutuo per una casa che non possono più abitare… l’assegno di mantenimento per i figli (unica cosa giusta) e poi la botta dell ‘affitto da pagare, se non vogliono dormire sotto un ponte… e ci meravigliamo se si rivolgono a nuovo albergo popolare?

  2. Scritto da mauro

    Bisognerebbe arrivare alla chiusura di queste strutture. In un stato di diritto il rapporto tra stato e cittadino e’ laico basato sulle regole, invece ci siamo ancora alla carita: la domanda e’ dové sono tutti questi laici?????

  3. Scritto da ilaria

    Quindi Mauro secondo te lo stato laico dovrebbe dire: Va……o, arrangiatevi?

  4. Scritto da Che

    Mauro vergognati! E tu ti definiresti cattolico? Il tuo credo dovrebbe insegnarti la solidarietà ma mi sembra solo di scorgere un atteggiamento razzista e classista nelle tue parole !

  5. Scritto da mauro

    @ilaria, e che
    Chiuderle vuole dire dare la dignita alle persone dando loro la casa e un sostentamento!
    Quando una persona lavora produce e’ considerata soggetto quando esce dalla produzione diventà un oggetto : quindi dipendente dalla discrezionalità della società!
    Vergognatevi voi che speculate sui poveri!

  6. Scritto da Che

    Un lavoratore è un soggetto e un disoccupato (o pensionato o comunque non lavoratore) un oggetto?????
    La discrezionalità della Società??? Ma che dici? Ma ti rendi conto?
    Guarda che che il mutuo soccorso e la solidarietà non sono appannaggio della Chiesa eh!! Uno stato laico deve tutelare i soggetti deboli!
    Che poi dall’albergo popolare si passi a case e sostentamento alternativi quello è un altro discorso!