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Risparmio sull’Iva tramite fatture false Frode da 100 milioni

Indagine della Guardia di Finanza: misure cautelari per 9 persone, tre in carcere. Sedicente commercialista aveva creato una rete di consulenza per favorire l'evasione e risparmiare illecitamente sui contributi Inps e Inail. Ottantasette imprenditori denunciati a piede libero. Sequestrati 4 milioni di euro in immobili.

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Tramite fatture false per la fornitura di materiali e macchinari – emesse da aziende fittizie – decine di imprese edili della Bassa Bergamasca riuscivano a conquistarsi un credito sull’Iva nei confronti del Fisco, che poi utilizzavano quasi esclusivamente per pagare l’Inps e l’Inail e creare di conseguenza una concorrenza illecita e sleale sul mercato.
Questo il meccanismo di una grossa frode fiscale – complessivamente 103 milioni di euro – sulla quale indaga la Guardia di Finanza. Una frode che non aveva come protagonisti solo gli imprenditori edili, ma anche dei veri e propri organizzatori del risparmio illecito sull’Iva: su tutti un sedicente commercialista di Treviglio, titolare di una società con sede a Bergamo e Romano, considerato a capo dell’associazione a delinquere.
L’indagine Easy Transfer, coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, per ora ha portato a 9 ordinanze di custodia cautelare, eseguite mercoledì mattina: in carcere sono finiti B. G., il 38enne di Treviglio titolare della Uniproget srl, società perno di tutte le frodi; B. S., 33 anni, che a Roma e Caravaggio si preoccupava di creare società fittizie di fornitura che nel giro di pochi mesi sparivano con trasferimenti all’estero, spesso in compagnia di imprese edili considerate ormai a rischio; F. E., commercialista milanese di 40 anni. Agli arresti domiciliari la moglie del 38enne di Treviglio, ovvero G. M., 37 anni, un commercialista di Bergamo, B. M., 44 anni, M. A., 31 anni, che si occupava del trasferimento delle società all’estero, in particolare a Londra. Obblighi di dimora per altre due persone e sospensione dal servizio per un funzionario dell’Agenzia delle entrate di Treviglio, che non conosceva i dettagli del meccanismo illecito ma avrebbe rivelato atti d’ufficio ai gestori della Uniproget.
Ottantatre gli imprenditori edili denunciati a piede libero. Le Fiamme Gialle stimano un’evasione dell’Iva di circa 18 milioni di euro corrispondente (calcolando l’Iva al 20 per cento) ad un’evasione complessiva sulle imposte dirette per 103 milioni. Per ora, a danno degli imprenditori denunciati, sono scattati sequestri di beni immobili per circa 4 milioni di euro: questa la compensazione prevista dal gennaio 2008 ai danni degli evasori accertati. Le indagini sono durate più di un anno e sono state caratterizzate da un utilizzo massiccio delle intercettazioni telefoniche, per circa 85 mila conversazioni.
Il procuratore della Repubblica di Bergamo Adriano Galizzi – in conferenza stampa con il comandante provinciale della Guardia di Finanza Giancarlo Trotta – ha lodato il lavoro delle Fiamme Gialle e ha ribadito l’importanza delle intercettazioni come strumento d’indagine. “Questa è un’inchiesta che rivela come spesso ci debbano essere competenze tecniche specifiche anche da parte dei sostituti procuratori. Dall’anno prossimo farò in modo che a Bergamo venga potenziato l’ufficio che si occupa dei reati fiscali e societari”.

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