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La “crisi” come opportunità di crescita per le imprese

Venti imprese associate a Confindustria Bergamo hanno testimoniato la loro esperienza attraverso 40 interviste condotte su 20 imprenditori e 20 manager. Con l'obiettivo di tracciare linee guida utili per le aziende stesse nei momenti di crisi.

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Rischi e opportunità sono contenuti all’interno di ogni crisi, ma come può un’azienda trarne degli sviluppi positivi? Venti imprese associate a Confindustria Bergamo hanno testimoniato le loro esperienze attraverso 40 interviste condotte su 20 imprenditori e 20 manager, di cui 24 sopra i 40 anni e 16 sotto questa soglia di età, riguardo la matrice culturale, il clima aziendale, il sistema di gestione delle "crisi" e i modelli di crescita e sviluppo. “Una crisi che non si deve intendere in senso economico – ha precisato Carlo Mazzoleni, vicepresidente di Confindustria Bergamo, durante il convegno “Momenti di crisi, culture d’impresa, processi di sviluppo” svoltosi giovedì 27 novembre – ma come un momento di rottura dell’equilibrio acquisito, per motivi interni all’azienda o dipendenti dal mercato”. E l’analisi promossa dall’associazione degli industriali bergamasca con la collaborazione di Matteo Togni, professore di Psicologia dell’organizzazione all’Università di Bergamo, “ha l’obiettivo di tracciare delle linee guida utili per le aziende stesse”, ha detto Mazzoleni. Aziende che, come è emerso, possono affrontare i momenti di crisi come una nuova sfida del mercato, abituate come sono all’imprevisto e all’instabilità; mentre quelle che hanno vissuto un periodo di costante crescita e sviluppo, anche se abituate a operare in mercati difficili, ricercano analogie con situazioni di crisi già vissute. Basta ricordare il periodo delicato dello start-up dell’impresa o di nuovi progetti, situazioni condivise da più persone all’interno dell’azienda o addirittura da più generazioni, che si trasformano in cultura d’impresa, base per un futuro sviluppo. Nel caso di aziende familiari però il rischio è che la cultura d’impresa non sia sempre condivisa a seconda delle relazioni nel gruppo dirigenziale e famigliare e allora si può arrivare ad un conflitto o viceversa al rafforzamento reciproco. Una cosa però sembra essere certa: “Sono i cambiamenti profondi che generano percorsi di sviluppo e salti qualitativi nella crescita imprenditoriale”, come ha ricordato Togni.    

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